ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali, premio Giornalista Amica della Bicicletta Fiab 2018

Storie

La favola sulla bicicletta (vera) di un bambino di 10 anni

Ad appena 10 anni, Vittorio Imparato di Scauri (Latina) ha vinto il primo premio nella Narrativa Bambini al Bicicletterario 2018. Un premio che ho contribuito a consegnargli visto che, nella giuria, gli avevo dato il massimo dei voti. Prima di pubblicarlo su questo blog ho telefonato alla mamma Luciana Fusco, ex farmacista: “Vittorio si aspettava una bicicletta… Ha avuto in premio un casco, una pompa, i pedali, una sacca da bici e il libro su cui è stato pubblicato il suo racconto. La bicicletta che ha descritto esiste realmente nella cantina di mio padre, appesa al muro. Vittorio chiede sempre al nonno perché non la mette a terra”. Vittorio Imparato è un bambino “sensibile, che ascolta, educato e coinvolto affettivamente”.…

Mikael Colville-Andersen, l’urbanista che crede nel “ritorno” della bicicletta

Sabato 12 maggio, in una piazza del quartiere NoLo a Milano, ho incontrato un uomo che volevo conoscere da tempo. Niente di romantico però. Cinquantenne, di Copenhagen, studi da attore e regista a Los Angeles, Mikael Colville-Andersen è l’urban designer più famoso del mondo della bicicletta, l’uomo che nel 2009 ha fondato Copehagenize, lo studio di comunicazione e progettazione delle città a misura di bicicletta che pubblica, ogni due anni, l’indice delle città più bike friendly nel mondo. A Milano con una troupe televisiva canadese, Mikael stava girando il primo episodio della seconda stagione di Life-Sized City, un programma che, dal prossimo autunno, andrà in onda anche su laEffe con il titolo di Racconti dalle città del futuro, e che…

Paola Gianotti parte per il suo Giro al femminile in compagnia (virtuale) di Alfonsina Strada

“Quella notte, mi spiegò che voleva brillare ancora una volta al Giro d’Italia. Proprio come nel 1924, quando la gente lungo il percorso dipingeva sugli striscioni il suo nome accanto a quello di Girardengo e le sue prestazioni venivano celebrate ogni giorno con nuovi aggettivi dai giornalisti della Gazzetta dello Sport. Impegnarsi allo spasimo un’ultima volta. Di nuovo come unica donna tra gli uomini… “. Dalla postfazione del libro di Ilona Kamps, autrice di uno straordinario foto progetto sulla ciclista emiliana Alfonsina Strada, mi è arrivato, tempo fa, una specie di calore allo stomaco, un soffio di intuizione. L’amica ultra cycler Paola Gianotti, record del mondo femminile per la più veloce circumnavigazione del globo, sta per partire per il suo giro…

Gravel: come non avere paura delle strade bianche

Chi ha paura delle strade bianche? Quelle strade che, in bicicletta, celano insidie che l’asfalto ha quasi cancellato. Quelle dove le ruote, scrive Marco Pastonesi nel suo ultimo La leggenda delle strade bianche, Ediciclo 2017, “guizzano e svirgolano, slittano e scivolano, sfuggono e scappano”. Quei percorsi “di terra, ghiaia, ghiaino, sassi, sassetti, sassolini, sassacci, argilla e fango” dove le biciclette ritrovano il primigenio rapporto con il cavallo: s’imbizzarriscono e disarcionano dalla sella. Le strade del ciclismo nascono bianche “In Francia e Svizzera”, leggo dal bel libro di Pastonesi, “si comincia ad asfaltare nella prima metà dell’Ottocento; in Italia nella seconda”. Le prime a rivestirsi di bitume furono le vie ad interesse commerciale e tra i grandi valichi. Lo conferma La…

L’Eroica: 10 buoni motivi per andarci e continuare a farlo

All’Eroica 2017 noi donne eravamo 850, un numero che per la prima volta ha superato il 10% dei ciclisti totali. Una ciclista è arrivata dalla Cina. Io più semplicemente da Casole d’Elsa. Nei 50 minuti di viaggio che mi separavano da Gaiole, mi sono chiesta: perché L’Eroica piace così tanto? Perché muove gente dai più remoti angoli del mondo (quest’anno da 58 paesi stranieri tra cui Azerbaigian, Vanuatu, Pakistan, Perù)? Così ho cominciato a stilare la mia personalissima lista di buoni motivi. L’Eroica piace perché… 1. L’Eroica è un rito, il rito ciclistico che segna l’entrata nell’autunno. Castagne, cachi e foglie oro-arancio come nelle Langhe, le Foreste Casentinesi e le Colline del Prosecco dove ho di recente pedalato. Ma anche grigio, pioggia e poca…

La border collie, la bici e il grano…

Al border collie, si dice, puoi far fare di tutto. Alla fine però, si accuccia, dorme e sogna solo le pecore. Deve essere andata più o meno così lo scorso weekend, quando con Laya ho raggiunto, a Tabiano, in Emilia Romagna, l’inseparabile coppia formata dall’Australian cattle M’Ugly e Massimiliano Bravi, ex imprenditore, assemblatore di bici artigianali, guida e “agitatore” cicloturistico del territorio. Di Massimiliano avevo sentito parlare da Eleonora Bujatti, con Andrea Benesso ideatrice e anima del BAM, Bycycle Adventure Meeting, l’annuale appuntamento dei più resilienti e curiosi cicloviaggiatori, ideatrice di una campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono estivo degli animali. In bici con il cane fino a Santiago Ben consapevole che pedalare con il cane al guinzaglio e anche senza, è…

Dolomiti: le 10 cose che ho scoperto dopo la prima Maratona dles Dolomites

Nelle Dolomiti, in bici da corsa, ho pedalato parecchio quest’estate. Gli appuntamenti erano con il Dolomites Bike Day, il Sellaronda Bike Day quest’anno bagnato dalla pioggia, e con la temutissima Maratona delle Dolomiti o dles Dolomites. La mia prima volta in tutti i casi. Il mio battesimo nel silenzio della chiusura dei passi alpini di cui ho anche scritto qui dopo aver intervistato, con grande emozione, un vecchio cartografo di Bressanone. Ecco le 10 cose che ho scoperto mentre la mia border collie Laya mi aspettava, speranzosa di una passeggiata tra le amiche mucche, in camera. 1. Maratona delle Dolomiti: il respiro è il rumore più forte Ci sono i suonatori di campanacci su un rettilineo verso il Passo Sella, i…

Piccola storia della bicicletta e del perché sono grata alla ruota

“Si può pedalare su biciclette con ruote quadrate?”. Il quesito, titolo del primo problema allo scritto di matematica della maturità scientifica, è su tutte le news. Non so cosa ne pensino i maturandi, ma per me, pur ammantata di equazioni e sistemi complessi, che si parli della bici è un bene. Le ruote quadrate esistono. È dimostrato al Momath Museum of Mathematics di Manhattan. Una sala del museo, “the coolest thing that ever happened to math”, esibisce una pedana il cui profilo soddisfa alcuni precisi requisiti di “curva catenaria”, una gobba meno appuntita della parabola, su cui di recente ci è salito anche Jeremy Irons con il suo cane. La ruota più antica Della bici con le ruote quadrate non…

La prima bicicletta della storia: l’inventore, l’avena e il vulcano

In materia di storia della bicicletta, non avevo mai dato troppo credito alla storiella del vulcano cattivo, il Tambora in Indonesia, che nella primavera del 1815, con un’eruzione senza precedenti, avrebbe oscurato la stratosfera e inondato i raccolti di ceneri, originando una piccola Era Glaciale. Della forte carestia di avena che ne originò, indispensabile combustibile per le carrozze a cavallo, doveva probabilmente essere consapevole un tale barone Karl Drais, di stanza in quegli anni a Mannheim. Di formazione forestale e di vocazione inventore, il barone pensò che fosse necessario un nuovo calesse, che consumasse meno biada e più suole di scarpe: la prima bicicletta della storia. La storiella della correlazione tra l’eruzione del vulcano e l’invenzione del prototipo della bicicletta di cui…

Un nuovo anello ciclabile tra i rododendri, sulla strada Panoramica Zegna

Una strada panoramica da fare in bici, con molta storia. Tra il Sentiero del Lupo e la Conca dei Rododendri, il Giro della Civetta e la Strada delle More, all’ombra del non lontano Monte Rosa, nel Biellese, in Piemonte, scorre la Panoramica Zegna. La più alta della zona, molto battuta dai ciclisti della zona, la strada era stata progettata negli anni 1930 da Ermenegildo Zegna come un testamento spirituale: nella visione illuminata dell’imprenditore doveva essere l’anello di congiunzione tra il mondo alpino e quello laniero. Ritagliata tra betulle, conifere e faggete, alpeggi e rifugi di pastori, a 1000-1500 metri, all’altezza dei valichi tra Monte Rubello, Cima della Ragna, Monte Moncerchio e il Monticchio, la Panoramica fu costruita all’insegna del sacro e…

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