ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali, 3° premio Blog Adutei 2019, Giornalista Amica della Bicicletta Fiab 2018

Storie

Un euro a ruota per regalare una bicicletta in Africa e migliorare un po’ il mondo

Bastano 134 euro per adottare una bicicletta e destinarla, attraverso la onlus World Bicycle Relief, a chi ne ha bisogno in Africa. La prossima volta che entrate in un negozio di biciclette per gonfiare le ruote, pensateci. Cercate una scatola di cartone colorato con la scritta 1 Euro a ruota per l’Africa. Per ricambiare la gentilezza (la scocciatura di gonfiare i pneumatici che noi donne cerchiamo di evitare a tutti i costi), lasciateci dentro uno, dieci, cento euro. Per iniziare, le monete da un euro vanno benissimo. Abbiamo cominciato così anche noi. Da un primo passo, un incontro davanti a una fetta di pizza al trancio in cui ci siamo chiesti: cosa possiamo fare? Il noi è formato da un…

Maratona delle Dolomiti e Sellaronda Bike Day: le 10 cose che ho scoperto

Nelle Dolomiti, in bici da corsa, ho pedalato tante volte e con qualsiasi meteo: sotto la pioggia nel grigio Sellaronda Bike Day 2019, con il sole nell’estate del 2017 durante il Dolomites Bike Day, il Sellaronda Bike Day e la temutissima Maratona delle Dolomiti o dles Dolomites. Quell’anno fu la mia prima volta in tutti i casi: il mio battesimo nel silenzio della chiusura dei passi alpini. In attesa della Maratona delle Dolomiti di quest’anno, il 7 luglio 2019 (31.600 iscrizioni per 9000 pettorali), supportata dalla partnership con Waze che includerà nelle mappe della sua app gli orari dei passi chiusi al traffico, ecco le 10 cose che ho scoperto nella mia prima estate, mentre la mia border collie Laya mi aspettava, speranzosa di una…

Eroica Montalcino: le vigilesse gentili del nuovo percorso permanente

Previsioni pessime, bruma novembrina, nessuna voglia di alzarsi dal letto. L’Eroica Montalcino, in piena  primavera, si annunciava nel meteo e nell’umore, un po’ troppo autunnale. Così, visto che le strade toscane sono una calamita irresistibile per le mie gambe, il giorno prima ho pedalato fino a Bagno Vignoni dove l’installazione site specific Il Giardini segreto di Davide dall’Osso aspettava nella vasca centrale. Nel percorso, ci hanno accompagnato campi estesi di papaveri e fiori gialli, forse colza. La bicicletta verde, la mia prima bici da corsa del 1975, ritrovata nel cortile di casa e diventata la musa ispiratrice di questo blog, filava con i suoi tubi sottili, le pedivelle corte, il tubo superiore del telaio ben parallelo al terreno, insensibile al…

Dal 1° Giro d’Italia a Cycl-e around: Pirelli riscopre la bicicletta

Ci vogliono guanti bianchi, cautela e una discreta dose curiosità per entrare alla Fondazione Pirelli, in zona Bicocca, a Milano, e maneggiare, come se fossero reperti preziosi, i materiali di archivio che attestano l’antico legame dell’azienda con la bicicletta. Chi associa Pirelli alla produzione di soli pneumatici da strada e da Formula 1 si sbaglia. Io ero tra questi. Mi sono dovuta ricredere. All’interno dello storico Fabbricato 134, nell’ex area industriale della Bicocca, trasformato nel 2008 in custode della memoria del patrimonio aziendale, ho trovato manifesti, documenti, listini prezzi, fotografie, disegni e articoli che raccontano il legame tra Pirelli e la bicicletta. Per i cercatori di tracce, una manna (visite su prenotazione dal lunedì al venerdì in orari prestabiliti). Il…

Gravel: come non avere paura delle strade bianche

Chi ha paura delle strade bianche? Quelle strade che in bicicletta celano insidie che l’asfalto ha quasi cancellato. Quelle dove le ruote, scrive Marco Pastonesi nel suo ultimo La leggenda delle strade bianche, Ediciclo 2017, “guizzano e svirgolano, slittano e scivolano, sfuggono e scappano”. Quei percorsi “di terra, ghiaia, ghiaino, sassi, sassetti, sassolini, sassacci, argilla e fango” dove le biciclette slittano, galleggiano e sculettano. Le strade del ciclismo nascono bianche “In Francia e Svizzera”, leggo dal bel libro di Pastonesi, “si comincia ad asfaltare nella prima metà dell’Ottocento; in Italia nella seconda”. Le prime a rivestirsi di bitume furono le vie ad interesse commerciale e tra i grandi valichi. Lo conferma La storia dell’asfalto di Gian Luca Lapini. All’inizio, non…

La Madonna del Ghisallo, le bici d’epoca e le altre donne del colle

La Madonna del Ghisallo, dal 1949 Protettrice dei ciclisti, è una delle donne del variegato mondo della bicicletta. Si merita quindi una piccola menzione su questo blog. Nella realtà, il suo ritratto, una copia realizzata nel XVI secolo, appare, incorniciato in modo importante, sull’altare di un piccolo Santuario del Colle del Ghisallo, del XVII secolo. Raffigurata nell’atto di allattare il Bambino, pare fosse chiamata la Madonna del Latte prima di essere rinominata, con tanto di bolla papale di Pio XII, Celeste Patrona dei ciclisti italiani. La storia è andata più o meno così. L’immagine della Madonna era molto venerata dalla gente del posto. Le si attribuivano facoltà di protezione dei passanti sul colle a 754 metri di altitudine che guarda…

Il nuovo libro di Matteo Marzotto, l’imprenditore ciclista che pedala a favore della ricerca

Il viaggio della speranza, per chi è malato di fibrosi cistica, si chiama anche Bike TourGether. Nel titolo del nuovo libro di Matteo Marzotto, imprenditore e ciclista da sempre, è contenuto un messaggio forte: le lotte per le buone cause, cosi come le pedalate più conviviali si fanno insieme, unendo le forze, passandosi idee, solidarietà e borracce. Il libro (Cairoeditore), i cui proventi sono totalmente devoluti, racconta i Bike Tour effettuati in tutta la Penisola per sensibilizzare sul tema della fibrosi cistica e creare eventi di raccolta fondi. Il retroscena risale al 1989. In quell’anno, la perdita della sorella Annalisa, “il mio angelo custode”, malata di fibrosi cistica, muove le intenzioni di Matteo nella direzione della solidarietà. Marzotto fonda in seguito,…

La favola sulla bicicletta (vera) di un bambino di 10 anni

Ad appena 10 anni, Vittorio Imparato di Scauri (Latina) ha vinto il primo premio nella Narrativa Bambini al Bicicletterario 2018. Un premio che ho contribuito a consegnargli visto che, nella giuria, gli avevo dato il massimo dei voti. Prima di pubblicarlo su questo blog ho telefonato alla mamma Luciana Fusco, ex farmacista: “Vittorio si aspettava una bicicletta… Ha avuto in premio un casco, una pompa, i pedali, una sacca da bici e il libro su cui è stato pubblicato il suo racconto. La bicicletta che ha descritto esiste realmente nella cantina di mio padre, appesa al muro. Vittorio chiede sempre al nonno perché non la mette a terra”. Vittorio Imparato è un bambino “sensibile, che ascolta, educato e coinvolto affettivamente”.…

Mikael Colville-Andersen, l’urbanista che crede nel “ritorno” della bicicletta

Sabato 12 maggio, in una piazza del quartiere NoLo a Milano, ho incontrato un uomo che volevo conoscere da tempo. Niente di romantico però. Cinquantenne, di Copenhagen, studi da attore e regista a Los Angeles, Mikael Colville-Andersen è l’urban designer più famoso del mondo della bicicletta, l’uomo che nel 2009 ha fondato Copehagenize, lo studio di comunicazione e progettazione delle città a misura di bicicletta che pubblica, ogni due anni, l’indice delle città più bike friendly nel mondo. A Milano con una troupe televisiva canadese, Mikael stava girando il primo episodio della seconda stagione di Life-Sized City, un programma che, dal prossimo autunno, andrà in onda anche su laEffe con il titolo di Racconti dalle città del futuro, e che…

Grandi salite in bicicletta: libri, lista, curiosità e un certo Mont Ventoux

Le grandi salite stanno alla bicicletta come i “munros” stanno al trekking delle Highlands: si programmano con cura, si spuntano una a una dalla lista del ciclista, si mettono in saccoccia, si fissano nei neuroni della memoria e su Instagram. Proprio come si fa in Scozia con le 282 montagne che superano i 914 metri (3000 piedi) catalogate nel 1891 da Sir High Munro, primo presidente dello Scottish Mountaneering Club da cui viene il termine munro-bagging. I ciclisti invece quante salite ambirebbero a mettere nel sacco ogni anno? L’uscita del libro Epic Cycle Tours del giornalista sportivo Enrico Aiello che snocciola, con dati e descrizioni, le più grandi salite ciclistiche d’Italia, di Francia e del Belgio, mi porta raccogliere qualche curiosità sulle…

L’Eroica: 10 buoni motivi per pedalare con una bici vintage nel Chianti

All’Eroica, la ciclostorica più famosa del mondo, noi donne cicliste eravamo 850, un numero che per la prima volta ha superato il 10% dei partecipanti totali. Una ciclista è arrivata dalla Cina. Io più semplicemente da Casole d’Elsa, in Toscana. Nei 50 minuti di viaggio che mi separavano da Gaiol in Chianti, mi sono chiesta: perché L’Eroica piace così tanto? Perché muove gente dai più remoti angoli del mondo (nel 2017 da 58 paesi stranieri tra cui Azerbaigian, Vanuatu, Pakistan, Perù)? Così ho cominciato a stilare la mia personalissima lista di buoni motivi. L’Eroica piace perché… 1. L’Eroica è un rito, il rito ciclistico che segna l’entrata nell’autunno. Castagne, cachi e foglie oro-arancio come nelle Langhe, le Foreste Casentinesi e le Colline del Prosecco…

La border collie, la bici e il grano…

Al border collie, si dice, puoi far fare di tutto. Alla fine però, si accuccia, dorme e sogna solo le pecore. Deve essere andata più o meno così lo scorso weekend, quando con Laya ho raggiunto, a Tabiano, in Emilia Romagna, l’inseparabile coppia formata dall’Australian cattle M’Ugly e Massimiliano Bravi, ex imprenditore, assemblatore di bici artigianali, guida e “agitatore” cicloturistico del territorio. Di Massimiliano avevo sentito parlare da Eleonora Bujatti, con Andrea Benesso ideatrice e anima del BAM, Bycycle Adventure Meeting, l’annuale appuntamento dei più resilienti e curiosi cicloviaggiatori, ideatrice di una campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono estivo degli animali. In bici con il cane fino a Santiago Ben consapevole che pedalare con il cane al guinzaglio e anche senza, è…

Piccola storia della bicicletta e del perché sono grata alla ruota

“Si può pedalare su biciclette con ruote quadrate?”. Il quesito, titolo del primo problema allo scritto di matematica della maturità scientifica del 2017, era su tutte le news. Non so cosa ne abbiano pensato i maturandi, ma per me, pur ammantata di equazioni e sistemi complessi, che si parli della bici e della storia della bicicletta è un bene. Le ruote quadrate esistono. È dimostrato al Momath Museum of Mathematics di Manhattan. Una sala del museo, “the coolest thing that ever happened to math”, esibisce una pedana il cui profilo soddisfa alcuni precisi requisiti di “curva catenaria”, una gobba meno appuntita della parabola, su cui di recente ci è salito anche Jeremy Irons con il suo cane. Storia della bicicletta:…

La prima bicicletta della storia: l’inventore, l’avena e il vulcano

In materia di storia della bicicletta, non avevo mai dato troppo credito alla storiella del vulcano cattivo, il Tambora in Indonesia, che nella primavera del 1815, con un’eruzione senza precedenti, avrebbe oscurato la stratosfera e inondato i raccolti di ceneri, originando una piccola Era Glaciale. Della forte carestia di avena che ne originò, indispensabile combustibile per le carrozze a cavallo, doveva probabilmente essere consapevole un tale barone Karl Drais, di stanza in quegli anni a Mannheim. Di formazione forestale e di vocazione inventore, il barone pensò che fosse necessario un nuovo calesse, che consumasse meno biada e più suole di scarpe. Inventò la prima bicicletta della storia. La storiella della correlazione tra l’eruzione del vulcano e l’invenzione del prototipo della bicicletta di…

Un nuovo anello ciclabile tra i rododendri, sulla strada Panoramica Zegna

Una strada panoramica da fare in bici, con molta storia. Tra il Sentiero del Lupo e la Conca dei Rododendri, il Giro della Civetta e la Strada delle More, all’ombra del non lontano Monte Rosa, nel Biellese, in Piemonte, scorre la Panoramica Zegna. La più alta della zona, molto battuta dai ciclisti, la strada era stata progettata negli anni 1930 da Ermenegildo Zegna come un testamento spirituale: nella visione illuminata dell’imprenditore doveva essere l’anello di congiunzione tra il mondo alpino e quello laniero. Ritagliata tra betulle, conifere e faggete, alpeggi e rifugi di pastori, a 1000-1500 metri, all’altezza dei valichi tra Monte Rubello, Cima della Ragna, Monte Moncerchio e il Monticchio, la Panoramica fu costruita all’insegna del sacro e del profano:…

Menù