ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali, premio Giornalista Amica della Bicicletta Fiab 2018

Bici elettrica da donna: come scegliere

Il balzo in avanti della ebike (bici elettrica o bicicletta a pedalata assistita), +120% nelle vendite, in Italia, nel 2016, rispetto all’anno precedente, si è assestato ad un +19%, a fine 2017, con 148.000 ebike vendute su un totale di 1.688.000 biciclette, secondo i dati appena rilasciati da Ancma, l’Associazione Nazionale Cicli e Motocicli. Comparato alla leggera flessione, -1% della bicicletta in genere, si tratta comunque di un grande successo. Dalla fotografia del comparto emerge che l’importazione di ebike ha registrato, alla fine dello scorso anno, un aumento del 21% e che le ebike made in Italy hanno fatto segnare un aumento del 48% nella produzione, da 23.600 a 35.000 veicoli. Le più vendute tra le bici a pedalata assistita sono le eMtb, con uno share del 65%. Dati che portano a chiedermi: come si sceglie una ebike, esiste la bici elettrica da donna, quali le migliori, esiste un manualetto con i consigli per gli acquisti?

Ebike da donna

Nella categoria delle city bike ci sono telai ad hoc da donna, con la canna curva o dritta, comunque agganciata al reggisella 10-15 cm più in basso rispetto a un telaio da uomo, il che consente di salire in sella più agevolmente. Il manubrio di queste biciclette da città è solitamente unisex mentre nelle eMtb esistono telai e manubri più piccoli. Fanno biciclette elettriche da donna Riese und Muller, Ktm Bikes, Brinke, Trek (emtb), ecc.

biciletta elettrica Trek Super Commuter
L’ebike Trek Super Commuter

Quanto bisogna spendere per una buona bici elettrica da donna?

Per comprare una buona bicicletta a pedalata assistita ci vogliono almeno 1500-1700 euro. Il prezzo si alza se la qualità dei componenti (motore, batteria, freni, computer di bordo) è di alta qualità.

Che utilizzo farne?

Vuoi pedalare in montagna? Su strada o sterrato? Useresti la biciclette per andare al lavoro, fare la spesa, portare i bambini a scuola o in piscina? Chiediti cosa ne faresti e non strafare: per fare vacanze in bicicletta sui sentieri di montagna occorre un certo tipo di ruota che risulterebbe invece pesante e ingombrante in città. Se intendi viaggiare, ricorda che una bici da viaggio deve essere dotata di portapacchi e avere pneumatici di almeno 28 pollici. E che esistono ciclovie con fondo stradale in ghiaia come il tratto dolomitico tra Dobbiaco e Cortina della Monaco Venezia che richiedono al meglio una emtb e ciclabili su asfalto, diffuse generalmente in Trentino, Alto Adige, Germania e Austria su cui è sufficiente una bici da turismo.

Come funziona?

La bici elettrica da donna, come tutte le altre, funziona con un criterio apparentemente molto semplice: è azionata dalla pedalata, quindi dalla potenza muscolare, e assistita da un motore elettrico collocato all’interno del telaio o nel mozzo della ruota che ha la funzione, idealmente, di alleggerire il peso totale dato da ciclista + bicicletta. I sensori misurano la potenza impartita ai pedali o alla ruota regolando o accoppiando alla pedalata muscolare il migliore supporto di motore. Occorre sapere che, per legge, in Italia, l’assistenza del motore viene disattivata al superamento dei 25 km/h di velocità, il che può accadere spesso sia in pianura sia in discesa.

Motore al mozzo o centrale?

Esistono ebike da donna con il motore collocato all’interno del telaio, in posizione centrale, e bici elettriche con il motore inserito in uno spazio più piccolo, il mozzo della ruota. Sul tema ho raccolto svariati commenti su cui non mi sbilancio non essendo un ingegnere. Pare che il motore centrale assicuri una pedalata più “naturale” e meno sbilanciata, il che è importante soprattutto su salite e discese, e in mtb. Secondo alcuni, la collocazione nel mozzo è sintomo di minori potenza, autonomia e prezzo. Secondo altri, il motore al mozzo, collegato al movimento della ruota, è vantaggioso perché recupera in batteria anche l’energia della frenata. Lascio a ognuno fare le proprie prove. Il trend in atto è comunque quello di posizionare il motore nel telaio.

Quale batteria?

Va scelta la batteria più capiente, possibilmente a 400 Wh, che ti consente di effettuare, senza necessità di ricarica, almeno 4 spostamenti urbani di circa 10 km. Per caricare la batteria bastano i cavi dati in dotazione e una normale presa elettrica da inserire a casa o in garage o nelle poche colonnine compatibili esistenti (il Trentino, con il progetto evway, è la provincia più dotata).

E’ possibile trovare biciclette elettriche leggere?

Difficile scendere sotto i 18-20 kg. Solo la bicicletta da corsa a pedalata assistita riesce ad essere meno pesante, ma è senz’altro un genere di bici a sé. Alcuni fabbricanti stanno provando a fare biciclette a pedalata assistita in carbonio, invece che nel tradizionale alluminio. Secondo alcuni, il prezzo, così, si alzerebbe inutilmente visto che il carbonio non ha la resistenza adatta a sostenere il peso e la meccanica della bici elettrica. Ricordiamo anche che il peso della bici non ne rende facile l’utilizzo  intermodale (auto + bici, treno + bici).

Chi ripara la bici elettrica da donna?

Se la bicicletta è dotata di un motore Bosch, il servizio di assistenza post vendita funziona così: bisogna tornare nel negozio dove si è acquistata la bici. Il negoziante opportunamente formato e informato dovrebbe disporre di una strumentazione diagnostica che lo mette in grado di risolvere il problema o di chiamare il call centre dedicato (in italiano). Bosch fornisce anche un numero di assistenza dedicato al cliente finale. Il negoziante-ciclomeccanico non è autorizzato ad aprire il motore o la batteria che vanno infatti rispediti a Bosch, in Germania.

E’ consigliabile acquistare una bici elettrica online?

Sì se si è certi che dietro il venditore online ci sia un negozio italiano che abbia rivenditori anche nella città dove si risiede in modo da sapere dove portare la bici in caso di mal funzionamento. Esistono anche rivenditori con ciclofficina che riparano biciclette elettriche comprate altrove. Una disponibilità che resta a discrezione dei negozianti. In generale, la vendita delle ebike è prerogativa di rivenditori specializzati. La grande distribuzione non è ancora pronta, soprattutto sul versate dell’assistenza post vendita.

Esistono bici da corsa elettriche?

Una delle prime, eRoad apparse sul mercato, in Italia, è la Nytro di Pinarello, nuovissima per design e geometrie, di carbonio, con i freni a disco, che pesa appena 13 kg (9 senza la batteria). Quando è uscita, ha sollevato un polverone per il taglio maschilista della sua comunicazione sui social rivolta a un target femminile che, pur volendo andare in bici, non aveva le gambe per tenere il passo degli uomini. In seguito alla rivolta social, i post sono stati ritirati. Il suo target è infatti ancora da definire. Certamente non è individuabile in un cicloviaggiatore. Né in un ciclista che vuole fare la Maratona delle Dolomiti visto che le ebike non sono ammesse (o almeno, non ancora).

bici elettrica familiare GDS Tern
La GDS Tern familiare

Pieghevoli elettriche ed ebike familiari

E’ attesa per l’autunno l’arrivo sul mercato italiano della Brompton pieghevole con la batteria attaccata sul davanti, collocabile in una speciale borsa portatile. Ebike pieghevoli sono prodotte anche da Tern, brand famoso per la GDS, un’eccezionale bici elettrica familiare progettata per trasportare 1 adulto, 2 bambini, la spesa settimanale o 180 kg di carico complessivo, lunga 180 cm, con manubrio e sella regolabile.

Come combattere i furti

La bici elettrica diventa inutilizzabile se si rimuove il computerino che gestisce l’elettronica e la batteria. Il che scoraggerebbe i ladri. Si spera…

Ci vuole l’assicurazione?

Il quesito insorge ex post, in seguito alla lettura di un comunicato della European Ciclysts’ Federation che recita il seguente: “la Commissione Europea ha presentato il 24 maggio 2018 un emendamento alla Direttiva sull’Assicurazione dei Veicoli a Motore, le cui implicazioni renderebbero non a norma gli utilizzatori di ebike”. In altre parole, qualora la proposta diventasse legge, la bicicletta elettrica da donna e non, così come già le moto, sarebbero soggette a obbligo di assicurazione. Ad oggi, solo le super-ebike che possono raggiungere il limite di 45 km/h erano sottoposte a quest’obbligo. Staremo a vedere…

PS Mi hanno aiutato a rispondere a queste domande Paolo Volpato di Bikeitalia; Federica Cudini, responsabile marketing di Bosch eBike Systems, Fausto Maschi di Ktm e Marcello Segato di Zehus che ringrazio.

stampa questo articolo

Navigate