ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali, 3° premio Blog Adutei 2019, Giornalista Amica della Bicicletta Fiab 2018

Si può andare in bici? A Londra bike sharing gratis, Brompton ai medici e la mappa dei negozi aperti

Mentre in Italia le biciclette sono state messe in cantina e a pedalare in città sono i bike messenger del food, la Gran Bretagna si è confrontata in modo diverso al tema della bicicletta in tempo di Coronavirus. Il che porta a chiederci, visti anche i drammatici numeri dei contagi in Italia e in particolare in Lombardia: chi è nel giusto? Da Londra, l’ingegnere pisano 28enne Giulio Ferrini, a capo del Built Environment Team di Sustrans, l’associazione senza scopo di lucro che ha mappato la National Cycling Network e che promuove la mobilità dolce in tutto il Paese, così fotografa la situazione.

“Dobbiamo distinguere tra due filoni: il primo è la bicicletta come mezzo di trasporto per i cosiddetti ‘key workers’, i lavoratori dei settori ritenuti indispensabili (servizio sanitario nazionale, servizi sociali, maestri d’asilo e insegnanti, amministrazione pubblica e Governo, pompieri e staff nei settori gas, trasporti, acqua, fogne, elettricità, chimica, telecomunicazioni, poste, sicurezza pubblica, sicurezza nazionale, carceri, nda). Il secondo è quello della bicicletta utilizzata per ‘leisure’, nel tempo libero e per sport”.

In Gran Bretagna l’uso della bici è raccomandato

Per quanto riguarda le professioni indispensabili, l’uso della bicicletta non solo è consentito, ma raccomandato: “andare in bicicletta”, specifica Giulio, “è il maniera più sicura per spostarsi per andare al lavoro, senza incorrere in rischi di contagio”. Sicuramente lo è rispetto ai treni, ai taxi e alla metropolitana, Su quest’ultima, a Londra, si muovevano normalmente, in tempi pre-Coronavirus, 2 milioni di persone al giorno.

bici Brompton noleggiate a 1 sterlina a medici inglesi
Medici inglesi con le biciclette Brompton

In una lettera aperta scritta il 23 marzo 2020, Sustrans sostiene che “camminare e andare in bicicletta sono compatibili con le misure di confinamento sociale, se le persone sono responsabili e si attengono ai 2-3 metri di distanza”. Le due attività, buone per la salute fisica e mentale, dovrebbero essere favorite sia per chi esce per andare al lavoro sia per chi fa la spesa. La lettera chiede ai politici, in questo momento, di garantire il diritto di camminare e pedalare in sicurezza, per evitare il contagio ed eventuali incidenti. Una delle migliorie richiesta è una più funzionale illuminazione delle strade.

Bike sharing gratis a Londra

La reazione della metropoli londinese alle raccomandazioni del Governo è stata immediata. Transport for London che controlla le biciclette rosse e blu marchiate Santader, il primo sistema di bike sharing cittadino e l’unico comunale, ha reso le biciclette gratis per i primi 30 minuti di viaggio per medici, infermieri e paramedici del sistema sanitario nazionale. Lo stesso è accaduto con Jump di Uber che ha ridistribuito le sue postazioni per servire meglio ospedali e i luoghi della città più coinvolti nel movimento dei lavoratori indispensabili, rendendo il noleggio della bici elettrica completamente gratuito. Il privato free floating Beryl Bikes ha offerto alla stessa categoria di persone il noleggio bici gratuito per 2 mesi.

L'amica urban designer Zoe Spiliopoulou sulla Superhighway dell'Embankment a Londra
L’amica urban designer Zoe Spiliopoulou sulla Superhighway dell’Embankment a Londra. La foto è stata fatta in epoca pre-Coronavirus

Le ciclabili, le autostrade per le bici e i meccanici aperti

In Gran Bretagna, i ciclo meccanici e i negozi di biciclette sono aperti, così le ciclabili e le cosiddette superhighway londinesi. Una splendida mappa interattiva, appena pubblicata da Sustrans (sotto), segnala in tutto il Regno Unito, gli esercizi aperti o contattabili su appuntamento: meccanici, rivenditori, negozi di accessori e abbigliamento, noleggiatori.

mappa Gran Bretagna Sustrans negozi di bici aperti

La ciclabilità della metropoli londinese è assicurata da una rete di superhighways che attraversa la città da est a ovest e da nord a sud. Si tratta di corsie ciclabili separate, numerate come se fossero vere autostrade, indicate da strisce di colore turchese sulle strade di maggiore scorrimento di traffico. Alle superhighways si aggiunge la mappatura delle cosiddette quietways, strade secondarie a basso regime di traffico nelle zone più residenziali o intorno ai parchi.

Polemiche sulla chiusura di Richmond Park

Sul tema parchi, dal weekend del 28 marzo, Sustrans segnala la chiusura di Victoria e Richmond Park, quest’ultima una delle aree più amate dai londinesi per la corsa e la bicicletta. “L’uso della bici in chiave sportiva e leisure” ricorda Giulio, “è stato consentito una volta al giorno, per un’ora, al pari di running e passeggiate”. I due parchi sono stati chiusi per evitare il rischio assembramenti nei fine settimana. Una misura che è risultata molto controversa. Di fatto, commenta il rappresentante di Sustrans, “ridurre lo spazio disponibile per andare in bici in sicurezza significa spostare i ciclisti su strade meno sicure”.

Il crowdfunding di Brompton a favore di medici e infermieri

Tra le iniziative locali, anche diverse buone azioni. Bike project mette a disposizione consulenza meccanica virtuale e gratuita per le categorie dei lavoratori essenziali. Cycling Uk offre ai key workers il tesseramento gratuito, completo di consulenza legale e di polizza assicurativa. Tour de thanks mette in relazione attraverso il suo account Instagram e Twitter persone che vogliono prestare o regalare biciclette al personale sanitario.

E ancora, l’azienda leader nella manifattura di bici pieghevoli Brompton ha messo a disposizione dei key workers 1000 biciclette. Le prime 500 sono state consegnate al St Barts Hospital e al NHS London; per la seconda tranche, richiesta da dottori e infermieri di Bristol, Portmouth, Birmingham e Manchester impegnati in prima linea sul fronte Coronavirus, è stata lanciata, con l’#WheelsForHeroes, una campagna di crowdfunding che dovrebbe finanziarne la fabbricazione. Il costo simbolico del noleggio è di 1 sterlina a bicicletta. Le altre iniziative a favore dell’uso della bicicletta sono sintetizzate a questa pagina del sito di Sustrans: tutte buone pratiche cui bisognerebbe guardare con attenzione.

In bici a New York

Berlino, Bogotà e New York

A Berlino, nel quartiere di Kreuzberg, è stata allargata una ciclabile con strisce di pittura gialla. A Bogotà sono stati stati creati 35 km di piste ciclabili temporanee. A New York, il sindaco de Blasio ha invitato espressamente i cittadini a camminare e pedalare per evitare il sovraffollamento dei mezzi pubblici. Il bike sharing cittadino, Citi Bike, ha registrato, nella settimana del 13 marzo, un +67% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. New York sta però registrando anche un aumento degli incidenti (+31%) dovuti a scarsa esperienza ciclistica e a inadeguatezza delle infrastrutture ciclabili. Qui intanto si fa una multa di 400 euro a un papà ciclista uscito in bici, a Firenze, con il figlio di 4 anni…

Con tutto il rispetto dovuto al tema, siamo noi in errore o il resto del mondo? Ha forse ragione il Ministro della Salute tedesco Jens Spahn a incoraggiare l’uso della bicicletta, visto che la Germania, come pare dai risultati numerici, è l’unico Paese da cui abbiamo qualcosa da imparare in materia di tamponi e tracciabilità del virus?

Italia: piste ciclabili di emergenza e poi?

Un primo segnale di “rivolta”, anzi di ragionevolezza, dopo la campagna di terrorismo psicologico “no bici” sostenuta purtroppo anche dalla Federazione Ciclistica Italiana arriva da una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Conte dal Presidente di Confindustria ANCMA Paolo Magri, in cui con l’hashtag UsaLeDueRuote, si sottolinea che “uso dei mezzi a due ruote offre una forma di mobilità che soddisfa le esigenze di distanziamento sociale, di salvaguarda della sostenibilità ambientale e, nel caso della bicicletta, di aumento difese immunitarie”. Le biciclette, inoltre, riducono i tempi di percorrenza, garantiscono una minore occupazione dello spazio pubblico e abbattono i livelli di inquinamento. Paolo Pinzuti, fondatore di Bikeitalia, ha auspicato la creazione, in tutta Italia, di una rete di ciclabili di emergenza che “ospitino i profughi del trasporto pubblico”. Un manuale sarà presto realizzato e messo a disposizione sul sito, da scaricare gratuitamente. FIAB, da cui ci si aspettava  un’azione più incisiva, ha scritto una lettera alla Raggi proponendo un piano di mobilità ciclistica per la fase 2. Perché solo per Roma? Cosa stiamo aspettando per rilegittimare la bicicletta? La passione per la bicicletta del manager Vittorio Colao chiamato a guidare la task force di esperti per la fase 2?

Sull’argomento leggi anche Coronavirus in Francia: bike to work e bici in prestito ai medici.

 

 

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