ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali, 3° premio Blog Adutei 2019, Giornalista Amica della Bicicletta Fiab 2018

117 Comuni Ciclabili per rendere l’Italia più bike friendly

L’Italia è un paese ciclabile? Di primo acchito si direbbe di no. Esistono però sacche di buone pratiche o città più illuminate di altre. Comuni ciclabili che rappresentano un piccolo faro: una luce, una bussola nel buio, le prime tessere di un mosaico green. E bisogna riconoscere a FIAB, Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, il merito di aver cominciato, con metodo e serietà, a delineare questo mosaico. Il progetto che identifica le prime spennellate di ciclabilità porta il nome di Comuni Ciclabili. Ideato da Alessandro Tursi, è stato lanciato nell’estate del 2017 sotto forma di raccolta di candidature volontarie. I comuni che intendono partecipare sono invitati a riempire questionari che devono essere poi verificati, a scanso di fake news, dai rappresentanti Fiab locali. Ne è scaturito, alla prima edizione, un pool di 69 comuni delle buone pratiche, chi più chi meno, cui il 21 novembre 2018 se ne sono aggiunti 13 dell’edizione 2019, lanciata in autunno e conclusa nella primavera del 2019. Le città e cittadine adesso amiche della bicicletta sono 117.

I Comuni Ciclabili della seconda tranche 2019

Il 12 aprile 2019 a Verona sono state consegnate le bandiere gialle della ciclabilità italiana a 35 nuovi comuni amici della bicicletta. Ci sono 5 nuovi capoluoghi: Bergamo, Bolzano, Ravenna, Treviso e Verona. Le altre nuove città in ordine alfabetico sono: Alba (CN), Camposanto (MO), Cavezzo (MO), Cella Monte (AL), Concordia sul Secchia (MO), Crema (CR), Feltre (BL), Finale Emilia (MO), Gaggiano (MI), Galzignano Terme (PD), Gemona (UD), Jesolo (VE), Medolla (MO), Mirandola (MO), Mogliano Veneto (TV), Mondolfo (PU), Monfalcone (GO), Novellara (RE), Ostuni (BR), Polignano a Mare (BA), San Felice sul Panaro (MO), San Giovanni a Piro (SA), San Possidonio (MO), San Prospero (MO), Sassuolo (MO), Scarlino (GR), Schio (VI), Silvi (TE), Soverzene (BL) e Urbania (PU). Con l’ingresso di Sassuolo e dei 9 comuni della Unione Comuni Modenesi Area Nord, Modena è oggi la provincia italiana con il più alto numero di Comuni Ciclabili (13). Buona anche la performance della Valle d’Itria in Puglia che aggiunge Ostuni a Locorotondo e Ceglie Messapica.

I Comuni Ciclabili della prima tranche 2019

Le prime città e cittadine che erano per prime passate felicemente al vaglio della seconda edizione sono: Modena, Padova, Piacenza, Alba Adriatica (TE), Carpi (MO), Lignano Sabbiadoro (UD), Maranello (MO), Martinsicuro (TE), Misano Adriatico (RN), San Donato Milanese (MI), San Giovanni Lupatoto (VR), Serrone (FR) e Turriaco (GO).

Fiab Comuni Ciclabili 2019

I Comuni sorpresa

Qualche sorpresa? Qualche caso eccellente? “Il mix dei comuni”, commenta Tursi, “è simile a quello della prima edizione: ci sono cittadine a vocazione turistica, capoluoghi, piccole realtà e comuni costieri, con una dominanza nelle regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna”. Serrone, primo comune del Lazio a far capolino, ha potuto sfruttare la riconversione di una vecchia strada ferrata in Via Verde, la Paliano-Serrone-Fiuggi di 36 km. Maranello, piccola città indissolubilmente legata al brand Ferrari, è una piccola case history: nonostante il legame con la casa automobilistica (e il turismo che ne deriva) ha voluto scommettere su un piano di piste ciclabili di distretto, da concertare con Fiorano Modenese, Formigine, Sassuolo e l’Agenzia per la mobilità di Modena. Sorprende piacevolmente anche l’Abruzzo che ha adesso ben 15 comuni premiati dalla bandierina gialla bike friendly.

Le eccellenze bike friendly

Le eccellenze restano, ad oggi, legate ad alcuni comuni della prima tranche. Come Arborea, nell’oristanese, paese di appena 4000 abitanti con una rete di 30 km di piste ciclabili. O come Pesaro con il progetto dei 200 km di Bicipolitana di cui 88 realizzati. Lanciato dal bike manager Thomas Flenghi, il progetto ha messo in rete le periferie, raccordato le zone sottoposte al limite di velocità di 30 all’ora, aumentato l’ampiezza delle nuove ciclabili, segnalato con apposite fasce la zona a rischio di apertura di sportelli e presentato, non da ultimo, con un formato grafico simile a quello della metropolitana di Londra le direttive ciclabili enunciandone fermate, interconnessioni e direzioni. La linea 1, è chiaro dai cartelli, porta al mare. Non ci si può sbagliare. E, siccome “è meglio vivi che morti”, parole di Flenghi, una prossima linea passerà anche dal cimitero, pur di evitare una strada pericolosa.

cabine sul litorale di Pesaro
Cabine sulla spiaggia di Pesaro

L’isola ciclabile della Laguna

Particolare è anche il caso di Cavallino Treporti, la penisola che separa la Laguna Veneta nordorientale dall’Adriatico, vicina di casa del comune di Jesolo. Nella circoscrizione di Venezia fino al ’99, Cavallino Treporti è un comune a se stante, parte di Venezia città metropolitana, con 13.000 abitanti, che si è dotato di 4 itinerari cicloturistici e sta progettando una ciclabile a sbalzo sul mare di 5 km, su via Pordelio, sulla falsariga di quella del Lago di Garda, che collegherà Cavallino a Ca’ Savio e Punta Sabbioni. Non potendo di fatto le bici circolare a Venezia, è a Cavallino Treporti che termina la ciclovia Monaco – Venezia e la Ciclovia del Piave ancora in fase di realizzazione.

Ferrara, Cesena e Fano

Nel Comuni Ciclabili anche Ferrara che è riuscita a estendere la ZTL a tutto il centro storico, aumentare le zone 30 da 2 a 3.4 km2 e ad allungare la rete ciclabile di 5 km rispetto a un obiettivo di 200 km totali. Già l’anno scorso, a Ferrara, dove i ciclisti rappresentano l’89,5% dei 135.000 abitanti, la quota modale degli spostamenti urbani in bicicletta era del 20%, del 30% accomunando gli spostamenti in bici e a piedi.

Tra le eccellenze confermate anche Cesena che, come Imola, è riuscita a ovviare all’assenza del “senso unico eccetto bici”, non riconosciuto dal nostro Codice della Strada, con l’uso delle due corsie, l’una riservata esclusivamente alle bici. Nella cittadina dove si possono attraversare le strisce pedonali rimanendo in sella c’è una rete ciclabile continua di 50 km.

Bellissima anche la mappa Metrominuto disegnata dal comune di Fano che serve a far capire la distanza e il tempo di percorrenza in città, a piedi e in bicicletta, per convincere a lasciare a casa l’auto. Il risultato è uno schema in cui tutto quello che si trova a una distanza di 1 km dal centro risulta raggiungibile in 15 minuti a piedi, alla velocità media di 4km/h o in soli 5 minuti in bicicletta, a una media di 12 km/h.

L’impatto del bike to school e bike to work

Nella mappatura dell’Italia bike friendly, il rapporto di Confartigianato del giugno 2019 segnala che il bike to work e il bike to school interessano 1.193.000 ciclisti urbani pari a 20 utilizzatori ogni 1.000 abitanti. Una maggiore propensione all’uso della bicicletta in città si osserva nella provincia di Bolzano (61 persone ogni 1.000 abitanti), in Emilia-Romagna (49 su 1.000), in Veneto (45 su 1.000), nella provincia di Trento (35), in Friuli-Venezia Giulia (34) e in Toscana (33).

stampa questo articolo

Menù