ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali, premio Giornalista Amica della Bicicletta Fiab 2018

Come scegliere la bici da donna: la bici da corsa

Se vi accingete a comprare una bicicletta da donna da corsa, sappiate che dovrete passare attraverso il giogo delle misure. Sì, dovrete affidare il vostro corpo da ciclista alle mani di un bio-meccanico o di un rivenditore di biciclette deputato a prendervi le misure che stabiliscono la giusta taglia della bicicletta. Quindi, se come me avete da tempo smesso di prendervele, visto che il 90-60-90 è un’irraggiungibile e irrazionale chimera, preparatevi alla misurazione dell’altezza, del cavallo (la distanza tra l’inguine e la terra), del femore, della lunghezza dei piedi, del busto e dell’ampiezza delle spalle. Pare, se si vuol fare da sé, che servano una livella, una bolla, un metro, un notes e una matita. Troppo complicato… Affidandovi a un esperto di biomeccanica, dopo qualche astruso calcolo, potrete ottenere la taglia del vostro telaio ideale, l’altezza della sella e il suo arretramento, la distanza sella manubrio e il dislivello tra il punto superiore della sella e l’attacco del manubrio. Ed è solo l’inizio.

Come scagliere la bici da corsa da donna
Ph. Courtesy Rapha

Facciamo un passo indietro: perché comprare una bici da corsa? Per fare tanti km, su strada. “Leggera, sottile, veloce”, scrive Francesca Luzzana nel suo Come fare la manutenzione della bicicletta (Gruppo Editoriale Simone, 2016), la bicicletta da corsa ha le ruote sottili, i copertoncini gonfiati a pressione maggiore, la posizione di guida reclinata sul manubrio, più aerodinamica. La bici da corsa “non ama il pavé né gli sterrati”. È fatta per chi ha nella bicicletta il proprio sport: per allenarsi, uscire da soli o con gli amici, misurare km e performance su app come Strava.

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La bici da donna da corsa nelle sue parti

Telaio

Al contrario delle altre componenti, non c’è alcun modo per migliorare un telaio. Quindi vale la pena sceglierlo bene considerandone il materiale, il colore e la forma anche in rapporto al proprio peso. A fare la differenza tra un telaio e l’altro sono il materiale e la geometria. “Leggerezza ed efficienza”, leggo nel manuale La bicicletta da corsa di Guido Rubino (Hoepli, 2015, aggiornato): “a partire dal telaio fino all’ultimo dei componenti, la bicicletta da corsa si muove tra questi due estremi. Per il telaio efficienza vuole dire robustezza e rigidità nei punti più sollecitati, ma anche il modo in cui il materiale reagisce alle sollecitazioni”.

Geometria del telaio

Sul tema geometria la discussione per le donne è aperta:

  1. c’è chi consiglia i telai da uomo perché fatti con maggiore cura;
  2. chi difende le differenti proporzioni della bicicletta da donna dovute alla diversa anatomia;
  3. chi promuove la taglia tout court sostenendo che non è necessario fabbricare telai maschili o femminili, ma che è bene concentrarsi sulla fabbricazione di ogni singola taglia legata a determinate caratteristiche anatomiche.

In linea di massima, sappiate che nelle donne sono generalmente più lunghi, in proporzione, femore e braccia; più piccoli i piedi e le mani. Il bacino più ampio determina una maggiore angolazione femore-tibia. Ne consegue che la bici da donna avrà un tubo superiore e un attacco manubrio generalmente più corti.

La mia bicicletta di acciaio Nemo Tig di Cinelli
La mia Nemo Tig Cinelli sotto un carrubo secolare in Valle d’Itria

Materiali del telaio

Acciaio, alluminio, fibra di carbonio e titanio: come in una partita a carte, occorre scegliere il proprio seme.

  • Nell’acciaio c’è la storia della bicicletta. Solo negli anni 1990 è stato soppiantato dall’alluminio poi dal carbonio, per risorgere in questi ultimi anni come materiale dalla resistenza elevata e con una buona elasticità che permette di assorbire le vibrazioni. L’acciaio è stata la mia scelta. Un po’ perché amo le forme rétro, un po’ perché mi piace la sensazione di stabilità e di controllo che il telaio in acciaio dà, specie in discesa. Devo dire grazie all’acciaio se oggi, in discesa, a velocità per me fino a poco tempo fa inimmaginabili, conservo una sensazione di centratura e aderenza al suolo.
  • Più leggero dell’acciaio di quasi un terzo, l’alluminio è più soggetto a deformazione in caso di caduta, meno elastico quindi più sensibile alle vibrazioni, non soggetto alla ruggine. È il materiale che si usa maggiormente nei telai di media e bassa gamma, scelto anche per il prezzo.
  • La fibra di carbonio è composta da filamenti di carbonio legati da resine. È leggera, meno densa dell’alluminio e con una forte resistenza alla deformazione. Di questo “non metallo” è stata inizialmente messa in discussione la sicurezza. In condizioni ottimali (e di innovazione), il carbonio è assolutamente affidabile. Tuttavia, se si innesca una delaminazione della fibra, a causa di colpi molto forti, non sempre si evidenzia esternamente come accadrebbe per una lega metallica.
  • Straordinariamente costoso, il titanio è durevole, non si corrode ed è super leggero. È considerato la nuova frontiera. Fatte queste dovute considerazioni, è opportuno comprare il telaio (e la bici da donna) che ti puoi permettere.
nastri da manubrio di Cinelli
I nuovi nastri da manubrio di Cinelli

Manubrio

Il manubrio della bici da corsa serve alla guida e all’appoggio delle mani. La sua speciale curvatura, la “piega manubrio”, consente di variare la posizione delle mani a seconda della stanchezza e del momento della pedalata. Scegliete un manubrio comodo, largo quanto le spalle, che massimizzi la superficie di appoggio delle mani, nastrato (avvolto con nastro che assicuri la presa e la comodità delle mani) di un colore che vi piace. Con il manubrio delle biciclette prestate o noleggiate, con le mani piccole io ci combatto sempre: non arrivo agilmente alle leve dei freni. Un rimedio, se siete donne cicliste con lo stesso “problema” è quello di ridurre la lunghezza della pipa o attacco manubrio e di posizionare il manubrio più in alto in modo da ridurre la distanza con le spalle.

componenti della bicicletta
Le componenti della bici

Sella

Come per le altre tipologie di bicicletta, la sella ha il compito di sostenere le ossa ischiatiche, quindi la colonna. Con il manubrio e i pedali, è uno dei punti di contatto e di scarico tra il corpo e la bicicletta. La presenza di un femore più lungo, nelle donne cicliste, porterà ad arretrare la sella per garantire la giusta propulsione del ginocchio sul pedale.

Il sellino da corsa è normalmente leggero e affusolato. Deve sostenere più che far sentire in poltrona. Il becco o naso non deve sfregare contro le cosce e la sua parte centrale non deve irritare la vulva. Per evitare ciò, meglio un sellino con una fessura o scafo nella parte centrale. Di fatto la sella è la parte più personale della bicicletta. Bisogna provare per trovare la propria. E conoscere, possibilmente, la distanza che intercorre tra le proprie ossa ischiatiche. Generalmente, chi ha una distanza ischiatica compresa tra 70 e 100 mm dovrebbe usare un sellino da corsa largo 128-130 mm.

Quanto devo spendere per avere una buona bici?  A partire da € 700.

Come la tutelo dai furti? È risaputo che la bici da strada non si lascia… in strada.

Dove metto la bici? In casa, non c’è dubbio. O in un garage molto sicuro. La bici da strada è sufficientemente leggera per essere portata in braccio su per le scale o impennata sulla ruota posteriore in ascensore.

Si può riverniciare? Questa è una delle ricerche più frequenti registrate su Google. Lascio la risposta ai vari tutorial.

Per le voci Piccola manutenzione. Come si gonfiano le ruote? L’usato è un’opzione? Posso comprare online? Vedi il mio articolo sulla Bici da città.

E per donne cicliste veramente molto basse? Ho trovato questo utile articolo su Women Who Cycle. 

top cap da manubrio della bici
Nuovi “top cap” colorati per manubri di Cinelli
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