ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali, 3° premio Blog Adutei 2019, Giornalista Amica della Bicicletta Fiab 2018

La lunga storia di disamore tra il treno e la bicicletta

Cinque non precisati convogli Intercity, treni a lunga percorrenza sulla rete ferroviaria nazionale, sono stati dotati di una carrozza di “servizio” che, mettendo insieme esigenze diverse (la mobilità dei portatori di handicap, la mobilità ciclistica, quella dei genitori con i passeggini, i distributori di bevande e i normali posti a sedere) hanno momentaneamente sdoganato, con 6 soli posti, il “problema” treno + bici. Un aspetto, in Italia, paese dotato di scarsa coscienza intermodale, di non facile districabilità.

La notizia è comunque di attualità. Marco Marcini, direttore comunicazione Ferrovie dello Stato, conferma che “entro il 2020, le carrozze riadattate in chiave di servizio saranno presenti in tutti i treni Intercity, poco più di 100”. Si tratterà di 6 posti a convoglio (non gli 8 suggeriti dal nuovo Regolamento europeo), progettati in modo da collocare le biciclette in verticale, un fatto di non semplice gestione per le pesanti ebike, comunque sottoposto alla verifica della Fiab e sulla carta ritenuto accettabile.

bici stazione porta genova milano con murale ph mariateresa montaruli blog ladra di biciclette
Nel sottopasso della Stazione di Porta Genova a Milano

Bici in treno: una storia infinita

Gli 8 posti del Regolamento Europeo

Leggo nella risoluzione del Parlamento Europeo del 15 Novembre 2018 in materia di diritti e doveri dei passeggeri ferroviari, non ancora approvata dal Consiglio EU, che:

“Passengers shall be entitled to take bicycles on board the train, including on high speed, long distance, cross-border and local services. All new or refurbished passenger trains shall at the latest by … [two years after the date of entry into force of this Regulation] include a well indicated designated space for the carriage of assembled bicycles with a minimum of eight spaces.

In buona sostanza, secondo l’emendamento 46 al Regolamento, i posti a bordo delle carrozze biciclette dovranno essere almeno 8 in tutti i nuovi treni o in quelli ristrutturati, che si tratti di regionali, lunga percorrenza, alta velocità o convogli transfrontalieri inclusi. Da 6 a 8, mancherebbero dunque 2 posti. Una perdita che, nel tempo, ci costerà cara, visto che Trenitalia non procederà a ristrutturare ulteriormente le sue carrozze in tempi brevi.

Velostazioni e supplemento bici

In Italia, paese di 2.200 stazioni ferroviarie di cui circa 60 dotate di velostazioni dove si possono parcheggiare le bici in condizioni di sicurezza (Mestre, Bologna, Bari, Firenze e Verona le più conosciute, con progetti su Cesena, Pesaro e Forlì), le biciclette montate erano state fino ad ora ammesse sui soli treni regionali, con il supplemento di 3,50 euro applicato a discrezione delle singole regioni. Il trasporto è gratis nelle regioni Puglia, Basilicata, Marche, Abruzzo, Sicilia, Liguria, Valle d’Aosta e Campania nei festivi e weekend. In tutte le altre situazioni, fino all’attuale novità degli Intercity, le biciclette andavano smontate e trasportate in un’apposita sacca da viaggio.

stazione di bologna
La stazione di Bologna

I nuovi treni regionali

Tornando al trasporto regionale, sono stati di recente dotati di carrozza bici i nuovi treni Pop (a un solo piano) e Rock (a 2 piani e ad alta frequentazione di pendolari) introdotti a giugno del 2019 in Emilia Romagna. Una relazione della Fiab giunta in mie mani ne illustra l’iter costruttivo elencando le modifiche progettuali che, nel tempo, sono state suggerite perché i treni risultassero più bike-friendly. Eccole.

Nel settembre del 2015, Trenitalia annuncia una gara per l’acquisto di 500 treni regionali, del valore complessivo di 4,5 miliardi. L’obiettivo è rinnovare il 50% della flotta. Nel giugno del 2016, il primo lotto per 150 treni media capacità è aggiudicato ad Alstom. Il secondo lotto per 300 treni ad alta capacità è assegnato a Hitachi Rail. Entrambe le società hanno sedi anche in Italia.

treno con carrozza bici val pusteria
Carrozza bici in servizio in Val Pusteria

Il primo test

Nel novembre del 2017, a Torino, Fiab testa i nuovi treni regionali Pop e Rock utilizzando 3 diverse bici dotate di freno a disco: una bicicletta da trekking con ruote da 28”; una ebike city-trekking con pneumatici da 28” e altezza complessiva cerchio + copertone di 65 mm; una emtb con pneumatici da 29” e altezza cerchio + copertone di 80 mm.

  1. Nei treni Pop, la distanza del gancio dalla parete risulta insufficiente. Inserire la ruota della ebike da 28” è quasi impossibile, mentre totalmente impraticabile risulta l’inserimento della ruota della e-bike da 29”.
  2. Nell’eventualità di 2 biciclette già appese, è quasi impossibile appenderne una terza visto che i manubri interferiscono tra loro.
  3. L’altezza da terra dei ganci è insufficiente: la e-bike da 28” toccava terra con la ruota posteriore.

A queste note Trenitalia osservò che, non riuscendo ad appendere le biciclette, i ciclisti avrebbero potuto sistemarle in orizzontale, addossate alla fiancata del treno. Si concordò tuttavia che la larghezza tra le due paratie che delimitano lo spazio biciclette era inferiore alla lunghezza di una bicicletta, non permettendo di addossare le biciclette a pacchetto. In quello spazio, solo un paio di bici potevano essere alloggiate messe però in diagonale, con conseguenti problemi di bloccaggio e di ingombro.

In generale, la soluzione “biciclette appese” è problematica nel caso di:

  • persone anziane, di bassa statura, non agili e robuste,
  • biciclette pesanti o a pedalata assistita,
  • biciclette con portabagagli e bagaglio,
  • biciclette anomale quali le fatbike.

Diversamente problematico si prospettò il prototipo della carrozza Rock, con alloggiamento per 3 biciclette in orizzontale, nella direzione di marcia del treno, la ruota anteriore inserita nella fessura di una piastra. Le osservazioni di Fiab furono le seguenti:

  1. Lo spazio della piastra è insufficiente per alloggiare 3 biciclette.
  2. La piastra con fessure è apparsa poco adatta a trattenere le biciclette sottoposte, senza cinghie, a oscillazioni longitudinali e laterali durante la marcia del treno. La soluzione risulta inoltre del tutto incompatibile con le biciclette dotate di freno a disco, perché il disco fa forza sulla piastra e si danneggia.

Il secondo test

A giugno del 2019, l’Emilia-Romagna organizza a Bologna un ulteriore test pratico dei due treni. Il test viene effettuato utilizzando biciclette mtb, da cicloturismo ed ebike, di taglia dalla M alla XL.

Sul treno Pop, Fiab osserva che:

  1. La distanza del gancio dalla parete permette ora di inserire anche ruote di grandi dimensioni;
  2. Data l’esiguità degli spazi, la manovra di aggancio e sgancio delle bici rimane difficoltosa e non alla portata di tutti.
  3. I ganci non sono stati sfalsati in altezza, come richiesto per ridurre le interferenze fra i manubri.
  4. Con sei biciclette appese, tre per lato, è praticamente impossibile per i passeggeri passare nel corridoio senza inaccettabili contorsionismi.

Consultata in seguito, la Alstom ha affermato che i ganci sono stati sfalsati e sono stati recuperati 12 cm in larghezza per il passaggio delle persone. Tuttavia queste migliorie non sono ancora visibili, secondo fonti Fiab, sui treni dell’Emilia-Romagna.

Sui treni Rock, queste le osservazioni della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta:

1. rispetto al mockup, la situazione non è cambiata sostanzialmente: la struttura è stata modificata, ma è stata mantenuta la tipologia a piastra con aperture verticali per inserire le ruote delle biciclette;
2. lo spazio della piastra è insufficiente per alloggiare 3 biciclette in modo agevole; dovendo estrarre una delle due biciclette più interne, è comunque necessario togliere la più esterna;
3. la soluzione resta poco adatta per bloccare le biciclette durante la marcia del treno ed incompatibile con i freni a disco.

stazione della Val Pusteria
Una stazione della Val Pusteria servita da treni bike-friendly
Quale cicloturismo?

Risulta evidente da questa storia che la progettazione dei nuovi treni abbia dato priorità ai posti a sedere. Tornando poi alle nuove carrozza bici sugli Intercity, nessun accenno viene fatto da Trenitalia alla sicurezza. Trattandosi di treni a lunga percorrenza è evidente che non ci si possa sedere per ore su uno strapuntino per fare da guardiano alla propria bici. Scelte, queste, che penalizzano gli utilizzi cicloturistici del treno e il pendolarismo che si avvale della formula treno + bici. Sappiamo tutti che le bici vengono rubate, anche sui treni.

Leggi anche il mio articolo Cosa serve al cicloturismo?

Cosa serve all’intermodalità?

Trovo dunque curioso che, alla conferenza stampa di Cosmobike, svoltasi il 24 ottobre a Milano, Trenitalia abbia dichiarato che “una delle mission di FS è quella di dare impulso a un turismo sostenibile e dolce, che faccia dell’integrazione fra treno e bici un volano per la riscoperta dei territori e delle ricchezze paesaggistiche, storico-culturali ed enogastronomiche del nostro Paese”.

stazione di chiusaforte in friuli venezia giulia
La riconvertita stazione di Chiusaforte sulla ciclovia Alpe Adria

Per lavorare seriamente sull’intermodalità occorre:

  • poter arrivare ai luoghi di interscambio, anche alle stazioni degli autobus, in bicicletta, su ciclabili in sede separata;
  • poter arrivare al treno senza grandi ostacoli, aiutati dalla presenza di rampe, scivoli, ascensori di giusta dimensione, come in Svizzera;
  • poter accedere al vagone senza troppi sforzi, disporre quindi di marciapiedi all’altezza del pavimento del treno (provate a scendere dal treno a Manarola, nel Parco delle Cinque Terre, e vi spaventate seriamente!);
  • avere la disponibilità di parcheggi bici sicuri nei luoghi di interscambio (basta andare a Utrecht, di cui scrivo nell’articolo sulle Città più ciclabili del mondo, per vedere che cos’è una reale velostazione).

E invece, da giorni, dopo svariate mail e telefonate, tento almeno di sapere quali siano gli Intercity dotati attualmente di carrozza bici. Credetemi, non ci sono ancora riuscita.

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