ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali, 3° premio Blog Adutei 2019, Giornalista Amica della Bicicletta Fiab 2018

I tratti aperti della ciclabile Spoleto Norcia e altri percorsi in bici in Umbria

La Spoleto Norcia è la via verde più conosciuta dell’Umbria. Dopo i danni causati dal terremoto del 2016, la ciclabile era stata riaperta il 30 agosto del 2017, un evento sancito da un grande evento in mtb, organizzato dal MTB Club di Spoleto, che si ripete, da allora, ogni anno. Nata, come è accaduto per altre vie verdi o greenway dalla riconversione della ferrovia a scartamento ridotto che dagli anni ’20 fino al ’68 ha raccordato Spoleto a Norcia per trasportare sciatori e legname, la pista ciclabile ripercorre un vecchio selciato preromano che parte dalla stazioncina di Spoleto, diventata adesso un piccolo museo della memoria. Diretto a Norcia, il nastro sterrato, 50 km da percorrere al meglio in mountain bike e con le luci, scorre, purtroppo con accessibilità discontinua, tra boschi di querce e carpini, lecci e noccioli; argini fluviali, erica selvatica, caselli ferroviari destinati chissà quando a diventare bivacchi e paesini di pietra accucciati sui costoni appenninici a mezza costa.

Ciclabile Spoleto Norcia, la via verde dell’Umbria

Non è questa l’unica via verde dell’Umbria già ciclabile nelle tante strade bianche e nelle stradine a bassa percorrenza (800 km di ciclovie di cui il 40% già realizzato) che s’incontrano lasciandosi alle spalle la trafficata E45, ma quella che, in un territorio che è stato profondamente ferito dal terremoto del 2016, è portatrice di una valenza simbolica: la volontà di voltare pagina. Di far crescere un fiore dal male.

galleria ciclabile Spoleto Norcia
Una delle gallerie della Spoleto Norcia

I tratti aperti della ferrovia Spoleto Norcia

Allo stato attuale, a poco più di 2 anni dal quella riapertura, la ciclabile Spoleto Norcia non risulta ancora tutta percorribile. E’ aperto il tratto iniziale da Spoleto (a 310 metri di altitudine) fino al valico di Forca di Cerro: si tratta di 8 km fino all’imbocco della galleria di valico di Caprareccia (a 625 metri), la più lunga (1.937 metri), priva di illuminazione, gravata da problemi di stabilità in seguito al terremoto. Per aggirarla, si prende la SP 395, una strada panoramica a bassa intensità di traffico che conduce a Piedipaterno, paese di tartufai dove riprende il tracciato della vecchia ferrovia. Questo primo tratto presenta i maggiori dislivelli.

Frane e dissesti impediscono di pedalare oltre, con continuità. Si può nuovamente inforcare la bicicletta, lungo il fiume Sordo, dalla località di Serravalle di Norcia fino a Norcia, il borgo dalla mura a cuore dove i monaci di San Benedetto, rigorosamente in cappa e sandali anche d’inverno, producono con grandi sforzi, anche dopo il terremoto, la birra artigianale Nursia. In totale si tratta di circa 25 km fruibili in modo discontinuo, che potrebbero aumentare di 7 km quando si realizzerà il tratto mancante da Casale Volpetti a Serravalle di Norcia, per cui, rivela Massimo Boni, responsabile Infrastrutture per la Mobilità Ecologia della regione Umbria, è già affidato l’incarico di progettazione.

I musei e i rifugi della Spoleto Norcia

Oltre alla stazione di Spoleto (cittadina dove, da Gubbio, si è trasferito il set della serie tv Don Matteo) trasformata in piccolo museo sulla storia della strada ferrata, sono stati recuperati i caselli ferroviari di Sant’Anatolia di Narco (adesso un ristorante con info point) e di Serravalle, quest’ultimo diventato un centro di supporto agli sport ambientali oltre che punto informativo. Di prossima apertura sono i due rifugi nel comune di Vallo di Nera, ricavati anch’essi dalla trasformazione di vecchi caselli ferroviari.

Breve storia della ferrovia Spoleto Norcia

Verso la metà degli anni 1860, mentre erano in pieno svolgimento i lavori per le ferrovie principali, si iniziò a pensare alle ferrovie secondarie. Il treno raggiunse Spoleto e Foligno in quegli anni, nel 1866 con l’inaugurazione, il 4 gennaio, del tratto Foligno Orte. Il progetto della ferrovia Spoleto Norcia è di un anno dopo, tentativo di emanciparsi dal trasporto a trazione animale. Nell’ottobre del 1902, in attesa dei binari, si svolse tra Spoleto e Norcia uno dei primi esperimenti di autobus pubblico attuato con i “pirobus”, veicoli su strada a vapore. Per il treno, ormai elettrico, si dovette attendere il 1° novembre del 1926 e 13 anni di lavori. Con la realizzazione della Spoleto Norcia, le linee a binario stretto o scartamento ridotto raggiunsero la lunghezza di 3.626 km su una rete ferroviaria complessiva di 21.338 km. La linea, il cui tracciato ha le caratteristiche delle linee di montagna (scartamento 0,95 m, pendenza massima 4,6% e raggio minimo 70 m) risultò un capolavoro di ingegneria ferroviaria. Considerata in seguito un ramo secco, fu chiusa il 31 luglio del 1968. Il percorso attraversava 17 siti di Interesse Comunitario, 2 Zone di protezione speciale e il Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Al momento della chiusura andarono persi i 6 ponti di ferro che attraversavano il fiume Corno.

Il collegamento con la ferrovia Amandola Fermo e il Mare Adriatico

Creativo quanto ardito è pensare che la ciclovia Spoleto Norcia possa, se opportunamente collegata, avere un giorno uno sbocco Adriatico, nelle Marche. Paolo Capocci, responsabile della valorizzazione della più nota via verde dell’Umbria e segretario generale di Co.Mo.Do., cooperazione mobilità dolce, mi segnala che la ferrovia di 57 km Amandola Fermo, con estensione a Porto San Giorgio, dismessa e smantellata negli anni 1960, è da tempo oggetto di uno studio di fattibilità inviato all’attenzione del Ministero dei Trasporti (qui sotto il percorso).

Sedime ormai abbandonato, percorribile attualmente in bicicletta per circa 15 km su un percorso misto che devia su strade asfaltate tra Fermo e Servigliano, la Amadola Fermo ha la potenzialità di trasformarsi in una via verde ciclabile cui è stato dato il nome di BARCAA, Binario Appenninico su Rotta Centrale di Attracco Adriatico. Il tratto di raccordo tra Norcia e Amadola, via Castelluccio, andrebbe fatto su strade provinciali asfaltate. Attualmente fermo in attesa di decisioni politiche, il progetto prevederebbe la creazione di una greenway di 185 km complessivi, da Spoleto al mare attraverso il Parco dei Monti Sibillini, praticabile in bicicletta, a piedi e a cavallo.

terremoto abruzzo paesaggio

Gli altri percorsi in bicicletta in Umbria: la ciclovia del Nera

Una buona alternativa, per chi vuole pedalare nella zona dell’Umbria interessata alla Spoleto Norcia, è discendere la Valle del Nera da Sant’Anatolia di Narco fino alle Cascate delle Marmore. Si tratta di circa 19 km segnalati, su uno sterrato ben stabilizzato che s’intreccia a strade comunali anche asfaltate. E’ qui che la ciclovia del Nera si sovrappone, per un tratto, alla Via di Francesco in bicicletta. Quest’ultima, mappata sul sito viadifrancesco.it ma non segnalata in campo, nel suo percorso da sud prevede una tappa di 31 km da Piediluco a Scheggino, via Arrone e Ferentillo, su asfalto. Da Arrone, scorre lungo la Valle del Nera sovrapponendosi alla Ciclovia del Nera. Da Scheggino, per 31,5 km, con un dislivello di 1000 metri, prosegue, in direzione Nord, per Sant’Anatolia di Narco, Forca di Cerro, Spoleto e Monteluco.

percorsi in bici in bassa umbria
Stradina sterrata della Bassa Umbria

La ciclovia Spoleto Assisi

Più semplice da realizzare e da pedalare è la ciclovia Spoleto Assisi, attualmente in esercizio. Si tratta di 50 km su asfalto, su strade secondarie e in sede propria da Cannara (tra Assisi e Bevagna) a Spoleto. Quando sarà realizzato il tratto Assisi – Ponte San Giovanni (Perugia), la Spoleto Assisi sarà collegata alla Ciclovia del Tevere. Questo ed altri percorsi in via di realizzazione saranno segnalati sul sito Umbria Tourism alla sezione Bicicletta.

La ciclovia del Tevere

Nella valle dell’Alto Tevere, il percorso comincia da San Giustino (al confine con la Toscana) e Città di Castello per proseguire, in teoria, via Umbertide, Assisi, Bevagna e Foligno fino a Spoleto, alternando tratti in sede propria a strade a bassa percorrenza di traffico. Il tratto da San Giustino a Perugia Ponte San Giovanni, di 85 km, è in sede propria. Con la realizzazione dei 12 km tra Ponte San Giovanni e Santa Maria degli Angeli, la ciclovia del Tevere potrà dirsi connessa alla Assisi Spoleto.

La Perugia Lago Trasimeno

Perugia è collegata al Lago Trasimeno con un percorso di 29 km che parte da Pian di Massiano, a ovest di Perugia centro, per seguire un vecchio tracciato viario etrusco diretto a Chiusi. Sul Lago, arriva all’Oasi Naturalistica La Valle, a sudest di San Feliciano, la base di partenza per l’isola Polvese (oasi di protezione faunistica car-free, paradiso delle biciclette, dove nidificano aironi, cicogne, cigni selvatici e cormorani), sulla sponda occidentale del Trasimeno. Da qui verso sudovest si può proseguire lungo la ciclovia del Trasimeno a traffico promiscuo.

Da Sant’Arcangelo al Canale dell’Anguillara si viaggia in bici in sede propria grazie a lavori di recente realizzazione. Il percorso in bicicletta sulla sponda orientale del lago si sviluppa alternando tratti su viabilità minore a bassa intensità di traffico a tratti in sede propria e attraversa paese di Passignano fino a Castiglione del Lago, con l’ultimo tratto che si snoda attraverso una rigogliosa vegetazione di ripa. Attenzione, la segnaletica è carente quindi occorre avere con sé una cartina.

 

 

 

 

 

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