ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali, 3° premio Blog Adutei 2019, Giornalista Amica della Bicicletta Fiab 2018

emancipazione femminile

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La bicicletta è stata grande compagna e complice delle donne nel processo verso l’emancipazione. Questi articoli trattano o sfiorano il tema. Sempre attuale

La nazionale afghana di ciclismo femminile ospite della Federazione Italiana

Un ritiro speciale, di sole cicliste donne, all’insegna della solidarietà e dell’abbattimento delle frontiere. La Federazione Ciclistica Italiana ha annunciato che, tra maggio e giugno, ospiterà in Italia la Nazionale Afghana di ciclismo femminile, un team di 8 cicliste i cui esordi sono raccontati nel film documentario Afghan Cycles di cui ho già tracciato, su questo blog, l’articolata storia, intervistando la produttrice Shannon Galpin e la regista Sarah Menzies. L’obiettivo dell’atto di solidarietà è di consentire alle giovani cicliste di preparare al meglio il prossimo Campionato Europeo di Ciclismo su strada che si svolgerà a Trento, dal 9 al 13 settembre. Pare infatti che la Nazionale di ciclismo femminile Afghana abbia visto sfumare la possibilità di qualificarsi alle Olimpiadi di…

Le Donne nella Bike Economy celebrano a Milano il talento femminile

Dopo Leonardo 500, che ha visto inanellare le mostre dedicate all’anniversario della morte del genio di Vinci, è la volta del talento delle Donne, come motore del pensiero creativo e del cambiamento culturale. L’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano ha scelto di raccontare le protagoniste del mondo dell’arte, della cultura, della ricerca, dello sport e dell’imprenditoria nel nuovo Palinsesto tematico 2020, I Talenti delle Donne, annunciato oggi in conferenza stampa, a Palazzo Marino. Alla call pubblica, lanciata dal Comune di Milano lo scorso autunno, abbiamo risposto anche noi. Il noi è composto da me con Ladra di biciclette, il primo blog sulla bicicletta raccontata da un punto di vista femminile, e il collega giornalista Pierangelo Soldavini del Sole24Ore, co-autore del…

Scarpette rosse per dire no alla violenza sulle donne

Il 25 novembre, nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ho pedalato con le scarpette rosse. In bici, al femminile, contro il femminicidio. Con scarpe rosse come il sangue. Come l’amore malato. Rosse come le tantissime scarpe che l’artista Elina Chauvet raccolse nel 2012, in un’installazione partecipata, davanti al Consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare i femminicidi perpetrati nella città di Juarez. Quelle scarpe rosse contro il femminicidio rappresentarono le vittime della violenza, ma anche le donne che non le potevano più indossare. Zapatos Rojos si servì di scarpe donate, dipinte di rosso, colorate nel giorno dell’installazione. Fu la risposta di un’artista. E sono diventate ormai il simbolo del NO alla violenza di ogni tipo. Scarpette…

90 grammi di femminilità: storia della gonna in bicicletta

Si può andare in bicicletta con la gonna? Cosa indossare sotto la gonna in bici? Quale rapporto esiste tra moda, sport, cultura della bicicletta ed emancipazione femminile? Come evitare l’effetto mongolfiera dell’abito bianco di Marilyn Monroe sollevato in aria nella famosa scena di Quando la moglie è in vacanza? Esistono gonne per donne cicliste? La mostra dell’aprile del 2019 al Victoria & Albert Museum di Londra su Mary Quant, con l’#WeWantQuant e 200 pezzi provenienti dal guardaroba personale della stilista e dagli armadi vintage di mezza Inghilterra, mi fornisce il pretesto per raccontarvi una breve storia della gonna e del suo impossibile poi possibile rapporto con la bicicletta. In origine, era stata la femminista francese Hubertine Auclert, alla fine del…

Afghan Cycles, il documentario sulle prime cicliste afghane

Tra le tante donne della bicicletta di cui mi piace raccontare in questo blog al femminile c’è l’americana Shannon Galpin, produttrice del documentario Afghan Cycles che ho avuto il privilegio di vedere in anteprima e che è stato proiettato il 18 luglio 2019 alla Dynamo Velostazione di Bologna nell’ambito della rassegna Visioni a Catena. Classe 1974, nel Colorado, a 17 anni, Shannon subisce violenza. Sull’episodio di stupro scriverà: “invece di fossilizzarmi su ciò che la violenza mi aveva sottratto, cominciai a rendermi conto di ciò che mi aveva dato: la forza di battermi per i diritti delle donne, soprattutto nei territori sottoposti a conflitto”. Il film sull’Afghanistan da lei prodotto è il risultato di quella visione del mondo. Nel 2007,…

Greta, la bicicletta e la borraccia bordeaux

Con le trecce e la borraccia bordeaux, Greta Thunberg mi ricorda Pippi Calzelunghe, il personaggio di fantasia uscito nel ’45 dalla penna di Astrid Lindgren: stessa matrice svedese, stessa tenacia, stessa capacità di voler far diventare la “visione” realtà. Stesso scardinamento, a decenni di distanza, degli stereotipi del femminile. Con una piccola differenza: Greta, uno scricciolo di 16 anni intenzionato ad assicurarsi un pianeta su cui vivere e un futuro che non passi solo per i venerdì, è reale: è viva e parla al Senato e alla folla, mentre il microfono sul palco è alimentato dall’energia generata dai pedali di speciali bicicletta. Per dare il messaggio di smetterla con la plastica, viaggia con una borraccia di alluminio rosso-bordeaux piena d’acqua.…

In bici diventiamo tutti uguali. Anche allo stadio. Ma non in Arabia Saudita

L’ondata polemica che ha travolto il calcio, dopo la scelta di far giocare il 16 gennaio, a Gedda, in Arabia Saudita, la finale della Supercoppa italiana tra Juventus e Milan, mi induce a fare una riflessione sulla condizione della donna in quel Paese e la sua relazione con la bicicletta. I fatti dicono che la partita, frutto di una offerta commerciale rivelatasi più interessante di quelle pervenute da Doha, Cina e Toronto, si giocherà in uno stadio di oltre 62.000 spettatori di capienza dove le donne potranno accedere solo in alcuni settori riservati alle famiglie, ovvero solo se accompagnate da un uomo: padre, marito, fratello. I posti migliori sono ovviamente riservati agli uomini. Una limitazione che sembra assurda, ma che,…

Milano intitola una strada all’audace Alfonsina Strada

Una strada di periferia, nelle vicinanze della stazione di San Cristoforo, traversa di quell’Alzaia del Naviglio Grande frequentatissima dai ciclisti in uscita da Milano. La storia di una donna minuta e tenace, il cui padre, lei ancora bambina, aveva barattato polli per regalarle la prima bicicletta. E una consigliera comunale, Elisabetta Strada, paladina di istanze di mobilità sostenibile, che, senza alcuna parentela, e per pura coincidenza, si trova a tessere la trama che unisce la donna e la strada. Una strada dedicata a una donna tenace Martedì 11 luglio, alle 10, con ingresso da via Gonin, angolo via Molinetto di Lorenteggio, ci sarà la cerimonia di intitolazione di via Alfonsina Strada. Un’iniziativa cui ha collaborato un’associazione informale di donne interessate…

Il mito di Alfonsina Strada nel fotoprogetto di un’artista olandese

C’è voluta un’olandese, una fotoreporter che lavora a Rotterdam e vive sull’isola di Noord-Beveland, nello Zeeland, per raccontarci, con un fotoprogetto che è diventato un libro e che si è poi trasformato in una mostra (durante la prima edizione di Milano Bike City), la dimenticata storia della donna ciclista più famosa d’Italia, Alfonsina Strada Ciclista per passione, la Maratona delle Dolomiti e diverse granfondo alle spalle, fiduciosa che la bici possa “attraversare la vita delle persone quanto i luoghi”, Ilona Kamps si è trovata qualche anno fa sul colle del Ghisallo. Era il 2011, seguiva il Giro di Lombardia. La vecchia bicicletta di Alfonsina Strada l’aspettava nel piccolo Santuario della Madonna del Ghisallo protettrice dei ciclisti, su quel colle sopra…

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