ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali, 3° premio Blog Adutei 2019, Giornalista Amica della Bicicletta Fiab 2018

donne e bici

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Nel mio blog sulla bicicletta al femminile racconto storie di donne legate al mondo della bici e del cicloturismo: guide, viaggiatrici, imprenditrici; donne creative che declinano in chiave artistica, di design e di upcyle la bici

Lorena Bega e le altre: chi seguire e come avere successo su Instagram

Benché sia una biker convinta ovvero un’appassionata delle due ruote a motore, Lorena Bega l’ho incontrata in sella a una bicicletta. A dire il vero, una bicicletta elettrica. Un mezzo che non disdegna: una divagazione momentanea sul tema moto. Visti gli occhi da gatta, l’età della meglio gioventù (29 anni) e i 18.600 follower racimolati su Instagram in appena 3 anni, le ho proposto di incontrarci nell’eco-caffè Walden, a Milano. Tra di noi, molti gradi di separazione: l’età, il colore dei capelli, la diversa esperienza professionale. E qualche affinità: l’attitudine alla curiosità, il gusto della lettura, la voglia di capire dove va questo nostro mondo digital. Studi da educatrice sociale, abitante, a Milano, di una casa che fa tendenza (uno spazio riciclato…

Cecilia Mendes, una brasiliana sulla Panoramica di Monte San Bartolo

La Panoramica del Monte San Bartolo avrà, dal 12 aprile 2019, a Gabicce Monte, un nuovo bike hub: un punto di accoglienza e di aggregazione per ciclisti. Un open space con tavoli, panche e sgabelli che era stato in passato un’erboristeria e una galleria d’arte. Una giusta sosta per prendere un caffè (offerto, equo e solidale), uno shake proteico, comprare una tazzina o una maglietta, una sacca in tela in cui riporre casco e scarpe, prenotare un tour a tema e noleggiare biciclette, in ottima posizione ciclistica. Ideatrice e artefice di questa nuova tessera del robusto puzzle della cultura della bicicletta tra Marche ed Emilia Romagna è un’alta e simpatica ciclista-imprenditrice brasiliana, Cecilia Mendes, di 40 anni, che ho conosciuto…

Storia del colore della maglia rosa

Nessun colore è per sempre. E nessuna vibrazione cromatica è eternamente maschile o femminile. Vedi il rosa della Maglia del Giro d’Italia, tra i più iconici che ci siano. Per cominciare, non si sa bene quale colore sia: il suo codice, nell’anno del Centenario, è stato il Pantone 190 C. Ma solo in quella edizione. Strano a dirsi, il rosa della maglia simbolo del ciclismo italiano non è mai stato codificato e non è sempre uguale. Nel 2018, anno della conquista della Maglia Rosa da parte di Chris Froome, la manifattura della Maglia del Giro è tornata a Castelli che la tiene stretta anche quest’anno. La Giro 102 Race Jersey è un intreccio di 4 diversi tessuti tesi a massimizzare…

Abbigliamento ciclistico femminile: se il rosa cipria fosse il nuovo nero?

Ho scoperto una nuova linea di abbigliamento ciclistico femminile. Si chiama No Gods No Masters (niente dei e nemmeno padroni), come lo slogan anarchico e femminista di inizio ‘900. E’ stato disegnato da Milly De Mori, milanese cinquantunenne, art director, ciclista e appassionata di sportswear. Per la sua collezione, ha scelto colori che non ci fanno sentire troppo osservate o troppo nude: il bordeaux, il grigio grafite, il blue marine e il rosa cipria, un colore sexy e delicato solitamente usato per la lingerie. Anche Milly, come me e tante donne cicliste, crede che l’abbigliamento da bici al femminile non debba avere le solite luttuose sfumature di nero. Ricordo la mia meraviglia a Malaucène, uno dei paesini da cui parte…

Come appendere la bici in casa e farla diventare una lampada di design

Avete mai visto una bicicletta che si trasforma in una lampada di design? Io solo in foto, quella qui in alto. Me l’ha mandata l’amica Antonella Grua del brand Vadolibero per illustrarmi il suo ultimo nato, il portabici salvaspazio che consente di portare la bici da corsa a casa, riporla in posizione verticale, come accade quando è appesa ai ganci nei negozi di biciclette, e trasformarla magicamente in una lampada da terra. La lampada scultura, anche con finitura in bronzo, è l’ultima novità disegnata da Antonella Grua, giornalista e startupper che, dopo aver maneggiato e raccontato profumi e cosmetici, ha cominciato a interrogarsi, in chiave design, sull’uso decorativo della bicicletta in interni. La bici in casa: la nascita di un progetto…

In bici diventiamo tutti uguali. Anche allo stadio. Ma non in Arabia Saudita

L’ondata polemica che ha travolto il calcio, dopo la scelta di far giocare il 16 gennaio, a Gedda, in Arabia Saudita, la finale della Supercoppa italiana tra Juventus e Milan, mi induce a fare una riflessione sulla condizione della donna in quel Paese e la sua relazione con la bicicletta. I fatti dicono che la partita, frutto di una offerta commerciale rivelatasi più interessante di quelle pervenute da Doha, Cina e Toronto, si giocherà in uno stadio di oltre 62.000 spettatori di capienza dove le donne potranno accedere solo in alcuni settori riservati alle famiglie, ovvero solo se accompagnate da un uomo: padre, marito, fratello. I posti migliori sono ovviamente riservati agli uomini. Una limitazione che sembra assurda, ma che,…

A Milano lo spazio creativo di ciclisti e designer che portano acqua in Africa

A Milano, il punto di incontro tra designer e ciclisti è un piccolo spazio creativo nel cuore di Chinatown, in via Giordano Bruno. SO che sta per Studio Officina è nato una decina di anni fa dalla volontà della set designer Anna Casiraghi, dell’interior designer e ciclomeccanico Riccardo Albani e dell’architetto Emiliano Zanni, come spazio dalla doppia anima: che accogliesse progetti, computer, coworking, ma anche i telaisti e meccanici di Casbah Ciclo Club. Nel giugno del 2018, consolidata l’anima e le passioni, lo spazio si evolve in un’associazione aperta al quartiere, con un calendario di concerti, workshop di ciclomeccanica, presentazioni ed eventi creativi che non disdegnano azioni di solidarietà. Water for a mission: portiamo acqua in Africa L’ultimo di questi…

Un euro a ruota per regalare una bicicletta in Africa e migliorare un po’ il mondo

Bastano 134 euro per adottare una bicicletta e destinarla, attraverso la onlus World Bicycle Relief, a chi ne ha bisogno in Africa. La prossima volta che entrate in un negozio di biciclette per gonfiare le ruote, pensateci. Cercate una scatola di cartone colorato con la scritta 1 Euro a ruota per l’Africa. Per ricambiare la gentilezza (la scocciatura di gonfiare i pneumatici che noi donne cerchiamo di evitare a tutti i costi), lasciateci dentro uno, dieci, cento euro. Per iniziare, le monete da un euro vanno benissimo. Abbiamo cominciato così anche noi. Da un primo passo, un incontro davanti a una fetta di pizza al trancio in cui ci siamo chiesti: cosa possiamo fare? Il noi è formato da un…

UCI Bike City Forum: a lezione di buone pratiche di ciclabilità

Il sorpasso è avvenuto. In Danimarca, il paese delle biciclette abitato da 5,7 milioni di persone, le donne che abitualmente pedalano sono il 53% contro il 47% degli uomini. A darci questa buona notizia è Marianne Weinreich, presidentessa della Cycling Embassy danese, intervenuta al primo UCI Bike City Forum sulle buone pratiche ciclabili che si tenuto al Pirelli Headquarters a Milano, il 14 novembre. “Questi sono i miei abiti da ciclista”, ha esordito Marianne, che indossava un normalissimo pull con pantaloni neri; “e vi dò anche un’altra buona notizia: con i tacchi, è più facile pedalare che camminare! Quindi, donne, continuate a pedalare tranquille!”. Il messaggio è chiaro: la bicicletta, con cui si effettuano in Danimarca il 26% degli spostamenti…

Afghan Cycles, il documentario sulle prime cicliste afghane, in arrivo in Europa in autunno

Tra le tante donne della bicicletta di cui mi piace raccontare c’è l’americana Shannon Galpin, produttrice del documentario Afghan Cycles che ho avuto il piacere di vedere in anteprima qualche giorno fa. Classe 1974, nel Colorado, a 17 anni, Shannon subisce violenza. Sull’episodio di stupro scriverà: “invece di fossilizzarmi su ciò che la violenza mi aveva sottratto, cominciai a rendermi conto di ciò che mi aveva dato: la forza di battermi per i diritti delle donne, soprattutto nei territori sottoposti a conflitto”. Nel 2007, Shannon Galpin vende la sua casa ed è la prima donna nel 2009 a viaggiare in Afghanistan con una mtb. Nel 2012 incontra casualmente l’allenatore della prima e unica squadra nazionale di ciclismo femminile di quel…

Paola Gianotti parte per il suo Giro al femminile in compagnia (virtuale) di Alfonsina Strada

“Quella notte, mi spiegò che voleva brillare ancora una volta al Giro d’Italia. Proprio come nel 1924, quando la gente lungo il percorso dipingeva sugli striscioni il suo nome accanto a quello di Girardengo e le sue prestazioni venivano celebrate ogni giorno con nuovi aggettivi dai giornalisti della Gazzetta dello Sport. Impegnarsi allo spasimo un’ultima volta. Di nuovo come unica donna tra gli uomini… “. Dalla postfazione del libro di Ilona Kamps, autrice di uno straordinario foto progetto sulla ciclista emiliana Alfonsina Strada, mi è arrivato, tempo fa, una specie di calore allo stomaco, un soffio di intuizione. L’amica ultra cycler Paola Gianotti, record del mondo femminile per la più veloce circumnavigazione del globo, sta per partire per il suo giro…

Il successo dei bike hotel della Romagna svelati dalle bike manager in “rosa”

Che cos’è una bike manager? “E’ la persona che, in un bike hotel, ha la responsabilità della qualità della vacanza del ciclo-ospite: dall’arrivo alla consegna della bici a noleggio fino al momento più delicato, quello dell’individuazione dei percorsi in bici”. A parlarmi, in una giornata di primavera rinfrescata da una leggera brezza adriatica, è Mariagrazia Nicoletti, vice-presidente del consorzio di bike hotel dell’Emiia Romagna Terrabici, proprietaria e bike manager dell’Hotel Gambrinus di Riccione. Una cittadina da 20 anni meta di un successo cicloturistico cui ha contribuito un fortunato mix di elementi. “Abbiamo cominciato nel ’98: eravamo un gruppo di albergatori-imprenditori di nuova generazione, desiderosi di abbracciare un progetto comune. In quell’anno, Marco Pantani (di Cesenatico) avrebbe vinto il Giro d’Italia…

Come si crea un blog sulla bicicletta? Quali i migliori blog stranieri al femminile?

Come si crea un blog sulla bicicletta o su un altro tema? Ci vuole una fucina, il grigio dell’inverno e il giusto tempo di cottura. L’idea può nascere sotto la doccia. Davanti a un camino. In piscina. Le idee, mi pare, nascono a mente libera, quando è sganciata da preoccupazioni di controllo dell’ambiente. Quando l’intuizione trova breccia nel perenne canticchiare della ragione. Per Ladra di biciclette è andata più o meno così. La lampadina si è accesa durante la mia prima pedalata con la bici da corsa: ignoravo che si potesse andare così veloci, sentirsi così leggeri, la mente pulita dai pensieri. Ho poi cominciato con lo spulciare i blog di cucina per capirne la chiave del successo. Ho guardato…

Tutte le Donne Specialized, il brand che più crede nella bicicletta al femminile

L’ambassador più piccola, di 9 anni, si chiama Ruby Isaac. Inglese di stanza nei Paesi Bassi, Ruby ha una bici color caramella e una cameretta rigorosamente rosa, i peluche che convivono con la sua maglia da piccola ciclista in attesa delle prime prove a cronometro. Sorriso spiazzante da bimba, mini-commentatrice radio e “mamma” di un elefantino che veste la maglia autografata di Peter Sagan, Ruby è stata la più piccola delle ambasciatrici del progetto Donne Specialized (di recente è passata a Trek), una Women’s Business Unit nata in California, dove l’azienda ha sede, estesa successivamente ai Paesi esteri. Per l’Italia, ce ne parla Annalisa Ricetti, 40 anni, appassionata di triathlon, fino a fine 2018 Retail e Women’s Business Manager di Specialized. 5 domande…

A Milano il primo bike hub al femminile per miscelare sogni e hygge

Tre donne amanti della bicicletta, una manciata di sogni e una parola speciale hygge, l’attitudine a trovare la felicità nelle piccole cose di ogni giorno. Il luogo è NoLo, il quartiere North of Loreto, a Milano, che ha trovato nuova linfa nella trasformazione in distretto social e creativo. Il risultato di questa miscela è l’appena nato bike café al femminile Hug, in inglese abbraccio, termine che si avvicina all’intraducibile parola danese hygge lanciata dal bestseller Il metodo danese per vivere felici di Marie Tourel Soderberg. Hug è il progetto tutto al femminile nato tra le idee, le uscite in bici, i desideri nel cassetto della 41enne torinese Sara Atelier, con Alberica di Carpegna 32enne di Milano e Loredana Lorenzi 45enne…

Si può essere femminili in bicicletta in inverno?

Femminili in bici d’inverno? Stratificate come una mummia, fasciate di nero come Eva Kant, rigonfie come per una spedizione al Polo Nord… Con uno, due scaldacollo. Andare in bici in inverno ed essere femminili è quasi impossibile! Eppure, l’impulso verso uno stile di abbigliamento da bicicletta sempre più femminile, nell’intimo come nel visibile, è una delle tendenza nella fabbricazione di tessuti e outfit per lo sport, insieme alla ricerca di morbidezza, leggerezza, sostenibilità e comodità. La sensibilità del tema della rappresentazione del corpo femminile ai nostri stessi occhi e il lancio, da parte di Tucano Urbano, della collezione dedicata all’andare in bici in inverno, con capi unisex, ma con dettagli da donna, mi induce a riflettere sugli errori più comuni…

Avete una storia, un racconto, una poesia inedita sulla bicicletta?

Sono stata chiamata a fare da giurata per la IV edizione del Bicicletterario Parole in Bicicletta, il primo concorso letterario sulla bicicletta che raccoglie filastrocche, racconti, aforismi e poesie. In buona compagnia di Giulietta Pagliaccio, presidente Fiab; del giornalista scrittore Marco Pastonesi, con gli amici Guido Rubino e Alessio Berti, il fantasiologo Massimo Carrese, il direttore del Napoli Bike Festival Luca Simeone, il cicloviaggiatore Emilio Rigatti come presidente onorario e molti altri. Devo a Giovanni Caruso, 50enne di Minturno, in provincia di Latina, di professione grafico, ideatore nel 2014, con Co.S.Mo.S., del concorso letterario sulla bicicletta, l’onore e l’onere di non scrivere, per una volta, ma di leggere i racconti e le poesie della categoria bambini e ragazzi. Ho scelto i…

Scarpette rosse per pedalare e dire no alla violenza sulle donne

Il 25 novembre, nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, pedalerò con le scarpette rosse. In bici al femminile. Con scarpe rosse come il sangue. Come l’amore malato. Rosse come le tantissime scarpe che l’artista Elina Chauvet raccolse nel 2012, in un’installazione partecipata, davanti al Consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare i femminicidi perpetrati nella città di Juarez. Quelle scarpe rappresentarono le vittime della violenza, ma anche le donne che non le potevano più indossare. Zapatos Rojos si servì di scarpe donate, dipinte di rosso, colorate nel giorno dell’installazione. Fu la risposta di un’artista. E sono diventate ormai il simbolo del NO alla violenza di ogni tipo. Scarpette rosse: dalla favola alla realtà Ho preso le…

Donne e bicicletta: Susanna Allegri e il suo van da 9 biciclette

Alla ricerca di belle storie di donne in bicicletta, mi sono imbattuta nella gioviale Susanna Allegri. Bolognese, residente a Lovere, Susanna lavora come guida cicloturistica per lo più in mtb ed effettua servizi di trasferimento di biciclette con un van super accessoriato e organizzato che può trasportare fino a 9 biciclette alla volta. Un pulmino di cui non ha alcuna intenzione di svelare i segreti “logistici”! Donna della bicicletta da sempre, sposata, 2 figli, trasferitasi nel bresciano a seguito del padre medico, impegnata nello studio di commercialista del marito, nel 2014 Susanna compie un viaggio in bicicletta dalla Bulgaria al Monte Athos, in autosufficienza, in compagnia di una guida alpina valtellinese. Un viaggio-scoperta che le fa mollare gli ormeggi e…

L’Eroica: 10 buoni motivi per andare in bici d’epoca nel Chianti

All’Eroica, la ciclostorica più famosa del mondo, noi donne cicliste eravamo 850, un numero che per la prima volta ha superato il 10% dei partecipanti totali. Una ciclista è arrivata dalla Cina. Io più semplicemente da Casole d’Elsa, in Toscana. Nei 50 minuti di viaggio che mi separavano da Gaiol in Chianti, mi sono chiesta: perché L’Eroica piace così tanto? Perché muove gente dai più remoti angoli del mondo (nel 2017 da 58 paesi stranieri tra cui Azerbaigian, Vanuatu, Pakistan, Perù)? Così ho cominciato a stilare la mia personalissima lista di buoni motivi. L’Eroica piace perché… 1. L’Eroica è un rito, il rito ciclistico che segna l’entrata nell’autunno. Castagne, cachi e foglie oro-arancio come nelle Langhe, le Foreste Casentinesi e le Colline del Prosecco…

Perché la mountain bike piace alle donne?

La mountain bike piace alle donne? A chiederlo a Gunn-Rita Dahle, la campionessa norvegese ciclista detentrice di 19 medaglie d’oro ottenute in Olimpiadi, Mondiali ed Europei, pare di sì. Mamma di Bjørnar (11anni) , manager del team Merida GunnRita, ideatrice di una linea di abbigliamento ciclistico femminile, la grande mountain biker è invitata, il 30 settembre e il 1° ottobre, a testare il percorso dei prossimi Mondiali 2018 nell’eccezionale cornice delle Dolomiti. Per il MTB Marathon World Championship organizzato da 3Epic con Pedali di Marca, Gunn-Rita pedalerà per i primi 30 km sulla pista ciclabile Auronzo – Misurina appena inaugurata, di cui ho già scritto qui, per poi testare il resto del percorso fino alle Tre Cime di Lavaredo. L’evento…

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