ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali, 3° premio Blog Adutei 2019, Giornalista Amica della Bicicletta Fiab 2018

Maglificio Santini: dal tessuto delle maglie da ciclismo le mascherine per il Coronavirus

Come contribuire? Come un piccolo bruco creativo e scavatore, la domanda si è insinuata negli uffici, tra le macchine da cucito del Maglificio Santini, la storica azienda di Lallio, nella bergamasca, dedita alla produzione di completi da ciclismo. “Stavamo lavorando sulla consegna della collezione estiva, sulle maglie customizzate per i club ciclistici, le squadre e gli eventi che sponsorizziamo (tra cui L’Eroica, nds)”, racconta Paola Santini, direttore marketing (con la sorella Monica amministratore delegato, erede dell’azienda fondata dal padre), “quando ci siamo chiesti, in piena emergenza Coronavirus, come poter dare il nostro contributo”, una domanda che arrivava anche dal basso, dagli stessi dipendenti.

La richiesta di mascherine era in picchiata. Così, dopo aver da subito adottato misure di sicurezza, distanziamento e smart working, Paola e Monica si sono messe a pensare a quale fornitore di tessuti tecnici rivolgersi, per produrre un prototipo che potesse rispondere all’uso individuale. Una telefonata tra Monica e Silvana Pezzoli di SITIP, azienda produttrice di tessuti per lo sport e non solo, sempre in territorio bergamasco, fa scattare la scintilla.

Le mascherine dal tessuto dei body da triathlon

La scelta cade su “un tessuto di poliestere, fitto e compatto, sottoposto a un trattamento che si chiama acqua-zero che lo fa diventare repellente all’acqua, usato, con differenti grammature per le maglie da ciclismo anti acqua e per i body da triathlon, idrodinamici e con maggiore galleggiabilità”.

Il tessuto viene mandato, in gran fretta, al Politecnico di Milano, per un test. “Vista la situazione, non potevamo comunque perdere tempo prezioso”, aggiunge Paola. “Con l’aiuto di amici medici abbiamo studiato un modello che potesse vestire sul viso al meglio: si tratta di una forma geometrica non definita, con pence, un nasello di metallo che si apre e si chiude e due elastici per la testa”.

mascherina per coronavirus prodotta da santini da tessuto per maglia ciclismo

Sabato 21 marzo arriva il verdetto del Politecnico: il tessuto è filtrante, ma solo per uso individuale, non adatto al personale sanitario che opera a ravvicinato contatto con il contagio. Per Santini è già un ottimo risultato. Mentre si continua a cercare un tessuto con capacità filtranti micro biologiche più elevate, l’azienda ormai ferma sulla produzione delle maglie da ciclismo, reputata un’attività economica non essenziale dopo l’ultima ordinanza della Regione Lombardia, viene attivata per la produzione di mascherine: “basta dare ai macchinari da taglio la definizione del disegno da ottenere”.

Le mascherine prodotte da Santini, richieste dalle aziende per i propri dipendenti e ancora non vendibili al pubblico, “conservano le proprietà di filtraggio dei liquidi fino a 10 lavaggi effettuati anche a 95° di temperatura e possono essere sanificate da spray ad hoc”. Le richieste sono già tantissime. “Fare abbigliamento da ciclismo era più facile. Questo non è il nostro ambito”, commenta Paola, “impariamo giorno per giorno, in team con i nostri dipendenti che stanno mostrando estrema disponibilità e grande orgoglio”. Complimenti a Paola e a tutti i lavoratori. Questo è il tempo in cui ognuno deve, se può, contribuire.

mascherina coronavirus salewa

Una richiesta cui ha risposto anche l’azienda di Bolzano Salewa producendo, nello stabilimento di Montebelluna, mascherine (foto sopra) e camici protettivi idrorepellenti ottenuti da materiali di scarto delle produzioni. Ad oggi, la produzione settimanale è di 50.000 mascherine in cotone misto poliestere e 800 camici protettivi in Gore Tex® e PowerTex, normalmente utilizzato per le giacche da alpinismo.

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