ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali, 3° premio Blog Adutei 2019, Giornalista Amica della Bicicletta Fiab 2018

World Happiness Report 2019 e la probabile correlazione con la bicicletta

Al di là di ogni ragionevole dubbio e amore per il Sole, il 7° Rapporto sulla Felicità nel Mondo, presentato il 1 aprile 2019 all’Università Bocconi, stabilisce che i 10 Paesi più felici al mondo sui 157 analizzati sono: Finlandia, Danimarca, Norvegia, Islanda, Paesi Bassi, Svizzera, Svezia, Nuova Zelanda, Canada e Austria. L’Italia si colloca al 36° posto (47° nel rapporto del 2018). I meno felici sono il Sud Sudan, la Repubblica dell’Africa Centrale, Afghanistan, Tanzania, Ruanda, Yemen, Malawi, Siria, Botswana e Haiti. Il sole dunque non aiuta. O quanto meno non basta. Casualmente, visto che la penetrazione della bicicletta non è uno dei fattori di calcolo, all’apice della classifica ci sono per lo più i Paesi dove le buone pratiche della ciclabilità e del cicloturismo sono maggiormente adottate. E dove, il risultato emotivo di un esteso uso della bicicletta è sicuramente il buon umore.

lago in Finlandia blog ladra di biciclette

Finlandia 1° nel Rapporto sulla Felicità nel Mondo

Leggo sull’ultimo Impact Report 2018 della European Cyclists’ Federation che nel 2018, in Finlandia, il Governo ha adottato una risoluzione, fino al 2022, che promuove gli spostamenti a piedi e l’uso della bicicletta, sostenuti da un piano di 32 azioni, un finanziamento di 5 milioni di euro per le città e 400.000 euro per marketing e comunicazione. Un drastico cambio di rotta per un governo che non aveva mai preso posizione sul tema del ciclismo urbano e per un Paese noto per i suoi laghi, la sauna e per aver saputo fare marketing sull’anatolico San Nicola diventato il lappone Santa Klaus. I dati sulla ciclabilità in Danimarca sono esposti nell’articolo UCI Bike City Forum di questo blog e si commentano da soli. Sarà nuovamente un caso che la Danimarca, grande amica della bicicletta, sia il secondo Paese più felice del Report? 

Felicità come paradigma economico

Nella quasi impossibilità di definire lo stato fluttuante, soggettivo e impermanente della felicità, il Rapporto, sponsorizzato da Illy e realizzato da Gallup con il Center for Sustainable Development della Columbia University, studia le componenti di Benessere e Felicità allo scopo di “definire un nuovo paradigma economico“, mostrando che la qualità della vita delle persone può essere valutata da una serie di misure di benessere soggettivo corrispodenti, ai fini della ricerca, al concetto di felicità. Le  variabili utilizzate dal sondaggio sono state:

  • PIL pro capita
  • Supporto sociale
  • Aspettativa di vita alla nascita
  • Libertà di fare scelte di vita
  • Generosità
  • Percezione della corruzione

La Generosità entra nei parametri del rapporto come segno di coinvolgimento sociale positivo, una modalità di relazione empatica che si esprime con atti di aiuto, collaborazione e volontariato. Nel sondaggio è evidente la correlazione tra l’attitudine alla generosità e un più alto livello di soddisfazione di vita. Nuova è anche la riflessione sulla relazione pericolosa tra felicità e tecnologia digitale. Le forme di dipendenza osservate in particolare tra gli adolescenti nordamericani nei confronti dei social media e la bassa qualità delle interazioni sociali che ne conseguono ci pongono davanti all’equazione più tecnologia meno felicità. Una criticità ancora senza soluzioni.

Aristotele ritorna

A completamento delle sei variabili fondamentali, il sondaggio ha introdotto tre domande sullo stato emotivo delle persone: come ti sei sentito ieri? Hai riso, ti sei divertito e sentito felice? Hai provato rabbia, preoccupazione e tristezza? L’assunto aristotelico che le emozioni positive protratte nel tempo sono un utile supporto per una bella vita pare essere convalidato dal Rapporto sulla Felicità 2019. La presenza di emozioni positive ha maggiore incidenza sul benessere personale rispetto all’assenza di emozioni negative. Nel confronto tra la Finlandia e l’Italia, al 36° posto tra El Salvador e Bahrain, le maggiori differenze si registrano nelle variabili Libertà di fare scelte di vita e Percezione della corruzione. Fatti che si commentano da soli.

Felicità e bicicletta: world happiness report 2019
Donne felici in bicicletta, ph. Sportful

La correlazione tra benessere e bicicletta

Cosa ha a che fare tutto questo con la bicicletta? Ho sempre creduto che la bici fosse un mezzo di felicità gentile: aiuta a riappropriarsi del territorio, di spazio e tempo per sé, è amica della natura, dell’amicizia e della generosità. Chi va in bici non la usa necessariamente contro altri sistemi, ma per vivere la città o un viaggio in modo diverso, in linea con un futuro più sostenibile. Noi ciclisti usiamo la bicicletta come facilitatore di incontri e relazioni. La ricerca qualitativa Joy, exercise, enjoyment, getting out svolta qualche anno fa a Sydney, spiega l’impatto di 12 settimane di uscite in bicicletta su un campione di 50-75enni in termini di miglioramento della qualità di vita e dello stato di salute.

La felicità nelle scienze sociali

Nelle scienze sociali, la felicità è associata a fattori quali il benessere soggettivo, il carattere, il reddito e la rete amicale di sostegno. A sua volta, la percezione di benessere soggettivo è collegata a condizioni quali la buona salute, la longevità, ottime relazioni sociali, buona performace lavorativa e creatività. La ricerca dell’Università indiana di Dalhousie Sport and Recreation in association with happiness sottolinea quanto la partecipazione sportiva sia positivamente associata alla felicità. Un risultato universale, applicabile a differenti società e culture, probabilmente basato, suggerisce lo studio, sulle relazioni sociali pregne di significato che si stabiliscono praticando sport. Nelle uscite di gruppo in bicicletta come quella fatta durante la Gravel Ride di Primavera del 24 aprile 2019, nella campagna a sud di Milano (nella foto di copertina), io adesso ci credo sempre di più.

Sullo stesso argomento leggi anche La bici ci fa felici: 10 motivi per rimanere in sella anche d’inverno.

 

 

 

 

 

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