ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali, 3° premio Blog Adutei 2019, Giornalista Amica della Bicicletta Fiab 2018

Il percorso della Prosecco Cycling nelle Colline più frizzanti dell’Unesco

98 chilometri con 1680 metri di dislivello da Valdobbiadene attraverso le colline del Prosecco Superiore Docg e ritorno. È la Prosecco Cycling, l’evento ciclistico di fine settembre che accompagna, nel territorio diventato a luglio 2019 Patrimonio Unesco, la vendemmia degli acini di Glera. Le forbici sono oleate, i secchi a terra, i grappoli staccati uno ad uno. Così le catene delle biciclette, in griglia nella piazza di partenza, a Valdobbiadene, il 29 settembre. Motore e ideatore della ciclosportiva Prosecco Cycling di cui quest’anno, per la prima volta è partner il Consorzio Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, è Massimo Stefani, viticoltore di Combai, già ciclista dilettante. “La Prosecco Cycling”, mi racconta davanti a uno spritz al Villa Abbazia di Follina, “è un evento senza vincitore: ci sono tratti cronometrati in salita, vince la squadra che giunge più numerosa e compatta all’arrivo”.

La graduatoria individuale si basa sulla somma dei tempi realizzati nelle 4 salite più impegnative (Zuel, Ca’ del Poggio, via dei Colli e Collalto). La classifica a squadre premia invece i team che arriveranno al traguardo con il più alto numero di ciclisti nell’arco di 30”. Non vince chi pedala più forte, ma chi riesce a mantenere compatta la squadra. La vittoria si traduce in 60 bottiglie di Prosecco Superiore, più un bicchierone di cristallo. Gli iscritti, ad oggi 2200 provenienti da 28 paesi, contano anche 250 cicliste donne. L’edizione di quest’anno è anche valida come prova in linea del World Press Cycling Championship, il campionato mondiale dei giornalisti (peccato non poterci essere!).

percorso prosecco cycling
Sul percorso di pianura della Prosecco Cycling

Ho provato il percorso della Prosecco Cycling

Ogni squadra corre con la propria maglia. Le maglie siglate Prosecco Cycling sono destinate agli ospiti Gold della 1° griglia, scelti tra sponsor e paganti (100 euro), che hanno accesso a una zona di hospitality particolarmente golosa, con banco di formaggi e pesce proveniente da ogni angolo del Mediterraneo. Paganti sono anche i ciclisti che hanno acquistato l’Experience Tour di 3 giorni, il pacchetto che prevede pedalate extra, il picnic sulle “Rivetta” del Cartizze dell’azienda Villa Sandi con tanto di scenografico lancio di lanterne.

prosecco cycling partenza valdobbiadene
La piazza di Valdobbiadene dove avviene la partenza

Nella giornata del 13 settembre, sotto un meteo dolcissimo, fin troppo caldo, nei giorni in cui iniziava la vendemmia, ho provato il percorso. Dalla piazza di Valdobbiadene, sotto un alto campanile con la meridiana, sono partita, subito in salita con Matteo Toffolatti di Italy Pro Cycling, fino a Santo Stefano da cui si sviluppa una bella discesa pedalabile. Sarebbe un peccato non guardarsi intorno: la vista si apre sul versante nord delle puntute colline del Cartizze.

La discesa continua anche tra Combai e il bel borgo di Follina. La strada spiana fino ai Laghi di Revine per risalire verso Tarzo, Resera e Zuel. Da Zuel, la stretta strada, perfetta per la bicicletta, si apre poi sul bel borgo di Rolle, con le vigne che digradano sui pendii. Dopo Refrontolo e San Pietro di Feletto, si affronta uno dei momenti clou del percorso, la fatidica salita o Muro di Ca’ del Poggio, una stretta e ardita via ben asfaltata di 1,250 km con pendenza media del 15%, massima del 19% da cui è passato diverse volte il Giro d’Italia.

percorso prosecco cycling

Sul Muro di Ca’ del Poggio troverete maggiori informazioni del mio articolo Le Colline del Prosecco in bicicletta, tra pedali, polenta e perlage.

C’è un piccolo strappo da affrontare anche a Conegliano, inserito quest’anno per la prima volta nel percorso per festeggiare i 50 anni del Consorzio del Prosecco Superiore. Da Collabrigo dove si trova la storica Scuola Enologica del Prosecco, pedaliamo verso il Castello di Collalto, in salita, attraversando le terre della tenuta di Borgoluce di Susegana, eccezionale esempio di azienda agricola con spaccio, osteria, camere e produzione di carne, prosecco, miele e noci. Superato il rudere del Castello, all’altezza di Pieve di Soligo cui si giunge con una bella discesa, si arriva a scorgere le Prealpi Trevigiane da Monte Cesen fino a Col Visentin.

Bisogna arrivare a Col San Martino per trovarsi al cospetto nuovamente delle colline vitate, con i vigneti più antichi. Lo spettacolo offre anche la vista delle tre Torri longobarde di Credazzo e della chiesetta di San Vigilio, su una piccola altura tra le vigne. L’arrivo a Valdobbiandene, per chiudere il cerchio, avviene costeggiando da sud le vigne del Cartizze. Un paesaggio d’incanto, con le rose che fanno da sentinella ai filari.

Nel complesso questi i momenti più impegnativi del percorso. Primo strappo, l’ascesa di Zuel (1,4 km con pendenza media del 10,4%) che s’incontra poco oltre il 36° km di corsa. Superato il Muro di Ca’ del Poggio, c’è da affrontare, al km 62, la salita di Via dei Colli (650 metri, con pendenza media dell’11,4%). Al km 69,2, resta la lunga, ma non tostissima ascesa di Collalto (1,5 km con pendenza media del 6,3%).  Le colline della Prosecco Cycling, come tutta la zona di produzione Docg, sono diventate, dal luglio 2019, Patrimonio Unesco. Ecco perché.

chiesetta San Vigilio colline Prosecco
La chiesetta di San Vigilio

I tre motivi della designazione Unesco

Le Colline del Prosecco tra il Piave, Vittorio Veneto, Valdobbiadene, Conegliano e le Prealpi Trevigiane dove crescono felici i vigneti di Glera che danno origine al Prosecco Superiore sono diventate Patrimonio Unesco essenzialmente per 3 motivi. Ce lo racconta l’architetto Leopoldo Saccon, da decenni attento osservatore di questo paesaggio, referente del comitato scientifico della candidatura Unesco che ha dovuto, attraverso un iter non breve, identificare l’unicità del territorio.

  1. Le colline sono di origine tettonica: si sono sollevate nella notte dei tempi per poi cedere all’erosione, assumendo forme uniche e particolari, creative nella loro ripetitività. All’occhio di noi ciclisti appaiono puntute come coni gelato rovesciati, con pendenze talvolta morbide, talvolta ardite.
  2. Unico, nel territorio delle bollicine più famose del mondo, è il modo di allevare la vigna su queste irte colline. Non ci sono come altrove i muretti a secco, ma ciglioni inerbiti, terrapieni rivestiti di erba, gradoni sostenuti dal manto erboso che trattiene la giusta umidità per la pianta dell’uva. In bicicletta, basta inoltrarsi in uno dei sentieri poderali, sterrati o asfaltati che si insinua tra i vigneti, per cogliere oltre le rose, che avvertono il vignaiolo della presenza di eventuali parassiti, questo particolare disegno del paesaggio.
  3. La viticoltura è fatta di piccole particelle vitate. Come in un mosaico. Ci sono ben 3700 produttori che si adattano alla complessa morfologia del territorio abitato per metà da bosco. Studiando i vecchi catasti napoleonici del 1811 si è scoperto che il 70% dei vigneti già esisteva a quel tempo e che una vigna vicino all’attuale Scuola Enologica di Collalbrigo (Conegliano) portava allora il nome “al Prosecco” il che rende finalmente giustizia storico-geografica all’etichetta.
sito unesco colline del prosecco mappa
Sulla mappa, in giallo pieno il sito designato dall’Unesco

Se 3 sono le motivazioni, tre sono anche le zone della designazione che indirettamente nobilita anche i 90 milioni di bottiglie di Prosecco Superiore Docg (460 milioni di bottiglie sono prodotte dalla Doc in pianura). Il sito Unesco Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene comprende le colline più alte tra Valdobbiadene, Vidor e Vittorio Veneto. C’è poi una zona cuscinetto, che avvolge il sito protetto vero e proprio, che arriva al Piave e a Conegliano, a sua volta contenuta da un’area detta di “impegno” che interessa i comuni di pianura. È nella zona cuscinetto che si può pedalare con maggiore facilità, viste le minori ondulazioni del terreno, dove si snoda la Strada Storica del Conegliano Valdobbiadene, la prima d’Italia, istituita nel 1966.

opera di land art Gomitolo nella cantina Bortolomiol
L’opera Gomitolo nella cantina Bortolomiol

Oltre la bicicletta: le cantine al femminile

Prima o dopo la pedalata, non può mancare una visita in cantina. Nel cuore del paese di Valdobbiadene, all’interno della Cantina Bortolomiol, è sorto un inedito parco di Land Art al limitare della vecchia filanda deputata alla coltivazione e lavorazione del baco da seta. Quattro sorelle, figlie di Giuliano Bartolomiol, fondatore della cantina nel 1949, gestiscono adesso il piccolo chateau vitivinicolo nella Docg del Prosecco Superiore che ha anche 3 vigneti convertiti al biologico.

Nel parco antistante la filanda, opera dell’artista locale Giovanni Casellato, sono disseminate opere di Land Art: un Gomitolo di corten, a ricordare la lavorazione della seta; il Campo di Vento con alti fili d’erba di corten che suonano con il vento; gli Aeroplani. In un miniboschetto, opera della tedesca Susken Rosenthal, qui in residenza tra il maggio e il giugno del 2019, si staglia Cocoon, un bozzolo realizzato con tralci di salice e inserti di seta forniti all’artista dalle donne dell’azienda, per ricordare il passato, per stringere il cerchio tra le donne del posto. Nel prossimo futuro delle sorelle Bortolomiol c’è il recupero dell’antica filanda da destinare a museo del distretto della seta e della viticoltura eroica.

opera di Land art Cocoon cantina Bartolomiol prosecco
L’opera di land art Cocoon

Al femminile anche la gestione (creativa) della Vigna di Sara, cantina in quel di Vittorio Veneto che il 13 settembre 2019 ha inaugurato la raccolta con la Vendemmia notturna con la Luna piena. Fautrice della serata è la giovane proprietaria Sara Dei Tos che quella sera, prima dell’imbrunire, fa accendere grandi palloni luminosi nella vigna e invita gli Alpini di Soligo ad allestire uno spiedo gigante.

Azienda agricola all’indirizzo, non per caso, di via Col di Luna, la Vigna di Sara produce da quella prima vendemmia notturna un vino spumante e cremoso, Prosecco Brut Docg, che ha chiamato appunto Grappoli di Luna. Per dormire, dopo tanta poesia, non resta che prenotare, con anticipo, una delle Lunotte, le camere con bagno ricavate in enormi botti di larice, con i comodini in cirmolo. Presto si potranno anche comprare gli altri prodotti della casa: le farine di vinaccia ricche di polifenoli, le tisane, il pane, il panettone, i cracker e i biscotti. Pieni di antiossidanti. Sì, quelli che servono all’alimentazione dei ciclisti.

camere a forma di botte alla Vigna di Sara
Una delle Lunotte della Vigna di Sara
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