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ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali, 3° premio Blog Adutei 2019, Giornalista Amica della Bicicletta Fiab 2018

La Madonna del Ghisallo e le altre donne del colle

La Madonna del Ghisallo, dal 1949 Protettrice dei ciclisti, è una delle donne del variegato mondo della bicicletta. Si merita quindi una piccola menzione su questo blog. Nella realtà, il suo ritratto, una copia realizzata nel XVI secolo, appare, incorniciato in modo importante, sull’altare di un piccolo Santuario del Colle del Ghisallo, del XVII secolo. Raffigurata nell’atto di allattare il Bambino, pare fosse chiamata la Madonna del Latte prima di essere rinominata, con tanto di bolla papale di Pio XII, Celeste Patrona dei ciclisti italiani. La storia è andata più o meno così. L’immagine della Madonna era venerata dalla gente del posto. Le si attribuivano facoltà di protezione dei passanti sul colle a 754 metri di altitudine che guarda al Lago di Como, in Lombardia.Tra questi, anche un certo Ghisallo, “salvato” dalla Vergine durante un attacco di briganti.

Madonna del Ghisallo
Il quadro della Madonna del Ghisallo

La Madonna del Ghisallo: tra latte e bici

Con i secoli, la chiesetta andò in rovina. Fu ricostruita nelle forme attuali nel 1623, il portico della facciata aggiunto nel 1681. Diventata punto di passaggio del Giro di Lombardia e meta ciclistica, la chiesetta diede all’allora parroco di Magreglio, Ermelindo Viganò l’idea di presentare domanda a Pio XII. Il papa probabilmente accolse di buon occhio la possibilità di distrarre l’occhio dal seno della Madonna e, dopo aver acceso la Fiaccola perenne del Ghisallo nel 1948, il 13 ottobre dell’anno dopo la dichiarò Patrona dei ciclisti.

La bicicletta di Alfonsina Strada

Alla Madonna del Ghisallo ogni ciclista è grato per essere giunto al Passo, che si arrivi in 7 km da Bellagio, o dalla sponda occidentale del Lago di Lecco, cominciando la salita di 5 km da Onno. Un piccolo garbato grazie, tra i cimeli, i ricordi, le biciclette d’epoca appese alle pareti, è dovuto… Anche un’occhiata speciale alla bicicletta degli anni ’40 di  Alfonsina Strada, l’unica donna ad aver partecipato, nel 1924, al Giro d’Italia. Peccato sia stata collocata così in alto, poco visibile, irraggiungibile. Eppure è l’unico altro elemento femminile della chiesetta. Nel settembre del 2018, è stata portata a Milano per inaugurare Milano Bike City. Ed è stato bello osservarla da vicino.

L’architetta appassionata di bici

La presenza femminile è latente anche nel Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo, costruito a pochi passi dal Santuario, diretto attualmente da una donna, l’architetta Carola Gentilini, cui era stato affidato il compito di curarne, nel 2006, l’allestimento. Nell’anno della sua apertura, fu papa Benedetto XVI a dare la benedizione all’ultima pietra, collocata nel salone centrale, con la scritta Omnia Vincit Amor.

Le affiche di Guasco per il centenario di Coppi

Certo, qui l’amore per le biciclette ha la meglio su tutto. Specie nel 2019, anno del Centenario della nascita di Fausto Coppi e del settantesimo anniversario del riconoscimento della Vergine a Patrona di noi pedalatori. Il Museo ha appena riaperto e lanciato un intenso programma di eventi. Il 21 marzo è stato posato davanti alla Casa dei Ciclisti un bronzo dono di Ernesto Colnago in ricordo del fondatore Fiorenzo Magni, il “Leone delle Fiandre”, campione ciclista del Dopoguerra. Fino al 30 maggio, il Museo del Ghisallo ospita la mostra di Riccardo Guasco Veni Vidi Bici: 200 opere-affiche sul tema del ciclismo vintage, in collaborazione con il Museo Alessandria Città delle Biciclette di Palazzo Monferrato. Il 26 maggio l’appuntamento è con il passaggio dal Ghisallo della tappa Ivrea – Como del Giro d’Italia 2019. Il prossimo 14 ottobre si festeggerà nel segno del Centenario di Fausto Coppi con la presentazioni di libri, concerti, incontri. Non dimenticate, se ci sarete, di dire un grazie alla Madonna…

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