ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali, 3° premio Blog Adutei 2019, Giornalista Amica della Bicicletta Fiab 2018

La border collie, la bici, il trasportino e il grano…

Si possono portare i cani in bicicletta? Nel cestino o nel carrello? La domanda mi insegue da tempo, da quando quel 4 febbraio 2016, una dolcissima border collie di nome Laya è arrivata nella mia vita. Ai border collie, mi hanno detto, puoi far fare di tutto. Alla fine però, si accucciano, dormono e sognano solo le pecore. Deve essere andata più o meno così lo scorso weekend, quando con Laya ho raggiunto, a Tabiano, in Emilia Romagna, l’inseparabile coppia formata dall’Australian cattle M’UglyMassimiliano Bravi, assemblatore di bici artigianali e guida cicloturistica del territorio, esperto di trasporto cani in carrellino e rimorchio. Scopo della gita: insegnare a Laya ad andare in bicicletta sul trasportino.

Cani in bicicletta: carrello, cestino o trasportino?

Ben consapevole che andare in bicicletta con il cane al guinzaglio o senza è vietato, mi sono accinta a esplorare la terza via: quella del cane nel carrello agganciato alla bici. Partivo “avvisata”: Massimiliano ha viaggiato in bici con M’Ugly al seguito da Lisbona a Santiago. Ma già da cucciolo, prima ancora di costruirgli un trasportino ad hoc, gli aveva insegnato a stare fermo nel cestino della bici. “Dormiva sempre”, mi ha detto, “non è mai saltato giù: al massimo appoggiava il muso sull’orlo del cestino e si guardava in giro. In Portogallo lo liberavo sulle spiagge, per farlo correre in riva all’oceano”. In Italia, ha viaggiato su una porzione della VenTo e l’anno scorso, insieme sono andati al BAM, a Noale, fino in Veneto.

la border collie Laya con le biciclette sul preappennino parmense

Alla mia border collie ho insegnato ciò che è vietato

Testimonial della campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono dei cani 2Ruote4Zampe, Max mi ha invitato ad andare da lui, nell’Appennino parmense, a provare. Il programma era: pedalata con la mia border collie e M’Ugly nel carrello della bici tra le colline e i castelli intorno a Tabiano, e passeggiata alle Terme per sperimentare il pacchetto Bike and Wellness che Max sta mettendo a punto in collaborazione con le Terme di Tabiano. Consapevole che a Laya ho insegnato ciò che è vietato, ovvero correre in bici accanto a me sulle ciclabili o le strade di campagna sterrate, sono partita.

I biscottini-esca funzionano, ma…

Max è arrivato allo Sporting di Tabiano, dove alloggiavo, con tutta l’attrezzatura necessaria. I biscottini sono serviti a far saltare Laya su trasportino, ma non a lasciarla dentro di sua volontà. Il telo era di plastica e seppur traspirante, faceva da serra. Il caldo della giornata non ha aiutato. Con la mountain bike elettrica, il carrello agganciato a un braccio metallico e il peso supplementare del cane, non ero a mio agio nemmeno io. Ma il motore ha aiutato e ci siamo avviati. Non siamo arrivati nemmeno alle Terme di Tabiano, luogo di pace e di silenzio, che la mia border collie, un cane che non abbaia mai, ha cominciato a guaire con acuti che non le avevo mai sentito emettere. Una soprano drammatica e terrorizzata che con le zampe voleva aprire la tendina, con i denti spezzare il telo. Tutto in lei sembrava urlare: voglio uscire!

Alle terme

Così è andata. Max si è preso cura di Laya mentre io, alle Terme, ho fatto due chiacchiere con Alexia Cassinari di Lumen, l’associazione di medicina naturale che, dal suo ecovillaggio di San Pietro in Cerro, promuove uno stile di vita armonico, consapevole e sano con focus sulla cucina naturale, la naturopatia olistica, le sinergie con l’allopatia e l’insegnamento a non nuocere.

Da qualche mese, Lumen ha rilevato il reparto wellness delle vecchie terme: acque fredde fortemente mineralizzate, con un contenuto eccezionalmente alto di idrogeno solforato, solfati, bicarbonati, calcio e magnesio. Per il ciclista e cicloturista, sostanze utili a livello della pelle per l’effetto batteriostatico (vedi anche il mio articolo sulle Terme dei Colli Euganei, sul fondello giusto e sulle infiammazioni da sella), benefiche anche per l’effetto miorilassante, per la protezione dai radicali liberi, per il miglioramento della capacità respiratoria.

Laya e Battisti

Dove era finita la border collie in tutto ciò? A sognare le pecore da radunare? Non lo sapremo mai. Certo è che, non volendo nuocerle, né farla ancora ululare, il giorno dopo abbiamo pedalato sui crinali boschivi del preappennino parmense, tra i pascoli e i campi coltivati, su sentieri sterrati dove poteva correre accanto a me libera. Dopo qualche chilometro, stanca e in affanno per il gran caldo, rotolandosi felice in un campo appena mietuto e spolverato dal vento, sembrava dirmi: che ne sai tu di un campo di grano? Alla fine ho imparato una lezione: mai imprigionare in un carrello chi vuol essere libero. Mai rinchiudere in un trasportino un cane che, credendosi ciclista anche lei, si diverte troppo ad andare in bici con te.

border collie Laya in campo di grano

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