ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali, 3° premio Blog Adutei 2019, Giornalista Amica della Bicicletta Fiab 2018

La bici ci fa felici: 10 motivi per rimanere in sella anche d’inverno

La bici ci fa stare bene e felici? Ho sempre creduto che il benessere dato dall’attività fisica sia più forte della malinconia, di quel winter blues che ci prende, d’inverno, quando è buio e fa freddo. Arriva una ricerca dell’Università di Rotterdam, svolta dai prof Jolly Masih e Willem Verbeke a rassicurarmi in una giornata particolarmente grigia. L’andare in bicicletta riduce gli effetti della depressione sia in chi ne soffre da sole 2 settimane sia nei depressi cronici, affetti dalla malattia da almeno 2 anni. Un risultato cui contribuiscono le citochine antinfiammatorie, le proteine portatrici dei messaggi che collegano cervello, corpo e comportamento.

Mi viene in mente anche il World Happiness Report 2018 che prende in esame 156 paesi, presentato a Roma lo scorso 20 marzo, nella Giornata Internazione della Felicità (leggi anche l’articolo sul World Happiness Report 2019). Ai primi posti apparivano i paesi del Nord Europa (Finlandia, Norvegia, Danimarca, poi Islanda, Svizzera, Paesi Bassi), territori  certo non più assolati del nostro in cui la cultura della bicicletta è più sviluppata. Sarà una coincidenza? In questi paesi risultavano alti i valori delle 6 variabili chiave che sostengono il benessere: reddito, aspettativa di una vita sana, sostegno sociale, libertà, fiducia e generosità. A voi decidere a quali di questi valori la bicicletta ben si aggancia. In ogni caso, in questa giornata di pieno inverno, mi piace pensare a una lista di personalissimi motivi percui la bici ci fa felici.

10 motivi percui la bici fa bene

1 Libera la mente

La bici, dice chiaramente questo video del brand di abbigliamento ciclistico Rapha, libera la mente

quando altre incombenze vorrebbero trattenerci. Il contatto con l’aria spazza via i pensieri. L’alternanza tra respirazione aerobica e anaerobica pure. Il meccanismo semplice e ripetitivo della pedalata fa sì che la mente possa “sganciarsi” e divagare. Ci vuole sempre massima attenzione, certo, ma la struttura è fissa e conosciuta. Il trio telaio, manubri e pedali ci sostiene. E il pensiero può volare via.

2 Ci fa sentiere a caccia

Nel nostro cervello, scrive il prof Dan Cable della London Business School nel saggio Alive at work, “risiede il seeking system, il meccanismo che lega il nostro desiderio di conoscere e sperimentare alla ricompensa. Se funziona, rilascia dopamina, la cugina legale della cocaina che ci fa sentire bene”. La bicicletta è uno dei pochi sport che ti fa andare lontano, a cercare. Pare anche che l’atto del pedalare si agganci a un lascito evoluzionistico ancora ben radicato: deriva dall’istinto primordiale a esplorare il territorio per cercare sostentamento, il seeking system appunto. La produzione di ormoni del benessere, durante la pedalata, crea un circolo pulsione/ricompensa che porta a continuare. Un po’ ci droga… Del resto, pare che la nostra vocazione evolutiva non vada nella direzione dello sprofondarsi nel divano di casa, ma della caccia persistente. A ognuno la sua preda-meta.

bici fa bene. campagne a sud di Milano
In bici d’inverno nelle campagne a sud di Milano, ph. Vittorio Sciosia

3 Insegna la moderazione

I neurologi sostengono che bastino 30-60 minuti di pedalata continua, a ritmo sostenuto, per afferrarne tutti benefici. L’effetto benessere dovuto al picco di endorfine e neurotrasmettitori subentra quando ci alleniamo al 60-80% delle nostre capacità cardiache. Tirare al massimo o fare una semplice pedalata intorno all’isolato non servono. In parole povere, se puoi arrivare a 10, rimani sul 7. La bici è ciò che ti fa scoprire il ritmo e la soglia. La chiave è sentirsi sfidati, ma non sopraffatti. Al contrario, se siamo stimolati oltre le nostre capacità, il corpo comincia a produrre adrenalina. Il che crea ansia che riempie i neuroricettori che dovrebbero invece assorbire altre sostanze come la dopamina. Siate dunque teneri con voi stessi. Il cervello ve ne sarà grato.

4 Mette a contatto con la natura

Il mio amico Marco Nieri, studioso delle energie delle piante e di forest bathing, mi ha convinto, con un sopralluogo in un’antichissima faggeta dell’Oasi Zegna, che le piante, alcune in particolare, hanno effetti benefici sulle cellule del corpo umano e terapeutici su alcuni organi. Di fatto, sono le piante ad abbracciarci con il loro alone energetico, non il contrario. Pedalare nella natura, in particolare in ambienti boschivi, è un bagno di salute: per il corpo, la psiche, gli occhi e i polmoni. Qui vi racconto come mi sono sentita tra i boschi della Val di Fiemme.

in bici d'inverno campagne intorno a Milano
Campagne intorno a Noviglio, ph. Vittorio Sciosia

5 Allena alla resilienza

In una passata intervista, il coach di ultramaratoneti Pietro Trabucchi mi aveva detto che “la resilienza è la capacità di non perdere la motivazione davanti agli ostacoli”. Un fenomeno per niente straordinario, legato alla capacità di posticipare la gratificazione immediata: la rinuncia al piacere del qui ed ora. Chi ama fare salite in bicicletta sa di cosa sto parlando: si accetta la fatica dilazionando la soddisfazione di raggiungere il passo o la meta. I ciclisti che amano le salite percepiscono il disagio non come un elemento di auto sabotaggio, ma come parte del gioco. Uno studio dell’Eurac di Bolzano in questo mio articolo sulla Maratona delle Dolomiti spiega perché. In caso di mancanza di motivazione, Trabucchi suggeriva di chiedersi quale sia la radice: non aver voglia di arrivare fino alla fine della salita o non volerne sopportare la fatica? Attenzione alle risposte! Dice Lao Tzu:

  • Fai attenzione ai tuoi pensieri, perché diventano parole.
    Fai attenzione alle tue parole, perché diventano le tue azioni.
    Fai attenzione alle tue azioni, perché diventano abitudini.
    Fai attenzione alle tue abitudini, perché diventano il tuo carattere.
    Fai attenzione al tuo carattere, perché diventa il tuo destino.

6 Fa scoprire la tua tribù

Tutti noi cerchiamo, più o meno consapevolmente, la tribù delle anime amiche. Anche senza andare a scomodare l’anima, tutti noi, o almeno la maggioranza, cerchiamo amici con cui dividere passioni e interessi. L’uscita in bicicletta è un grande aggregante. Anche qui c’è un semplice video di Rapha a ricordarcelo.

7 Fa viaggiare

In bici si può andare lontano. Annusando, esplorando, osservando, toccando, chiacchierando. Dietro ogni curva si può aprire uno spettacolo inatteso, un incontro, una folata di profumo. Vogliamo mettere con la puzza di carburante che ci avvolge all’apertura di ogni portellone di aereo?

8 Insegna a fare bagagli leggeri

Il rossetto dove lo metto? Avevo fatto questa domanda a un esperto di bike packing, l’arte di montare sul telaio della bicicletta sacche funzionali e a misura. La domanda lo sorprese, ma non lo colse impreparato. Chi viaggia in bici impara a sua spese che il bagaglio va ridotto al minimo. Specie in salita.

Pedalata di gruppo a sud di Milano, ph. Vittorio Sciosia

9 Mantiene sani e in forma

Stanchi e con poca energia? Uscite in bici! Può sembrare un paradosso ma l’esercizio fisico ammazza la stanchezza e rimette in sesto. Pedalare a intervalli, con ripetute veloci, risveglia il metabolismo, come scrivo a questo link. Sui benefici sulla salute non mi dilungo. Avrei bisogno di citare ricerche mediche sulla cui affidabilità non posso giurare. Vero è che da quando vado in bici anche in inverno, non mi ammalo più. Un accadimento del tutto personale.

10 Fa sentire in pace con il pianeta

Ci vogliono 20 biciclette per riempire lo spazio occupato da una macchina parcheggiata. E appena il 5% dei materiali e dell’energia necessari alla costruzione di un’auto per fabbricare una bicicletta. Le bici, inoltre, producono zero inquinamento e sono il mezzo più efficiente e veloce di spostamento urbano: tre volte più veloci del camminare. Non so voi, ma io così mi sento un poco più in pace. E un poco più felice.

Sullo stesso argomento leggi anche Si può essere femminili in bicicletta in inverno?

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