ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali, premio Giornalista Amica della Bicicletta Fiab 2018

Jazz in Marciac: a qualcuno piace francese

Tra lo scettico e l’incredulo, sulla strada per il Festival di Tango di Tarbes, nei Pirenei, nell’estate 2018, messa da parte per qualche giorno la bici, sono capitata a Marciac, un piccolo “village” di 1350 abitanti, nel Gers, case a graticcio e scuri color pastello, in un mare ondulato di campi di mais. Marciac è la sede da 41 anni di un festival di jazz che celebra le sue contaminazioni. La storia racconta che fu un certo Jean-Louis Guilhaumon, preside della scuola media del paese, a chiedersi cosa ci si poteva inventare per ravvivare l’estate modellata dal mais, dalle travi di legno e l’Armagnac. Era il 1976. Dopo i Beatles, prima di Michael Jackson, quando nacquero gli U2, Hotel California degli Eagles e Fernando degli ABBA, il jazz viaggiava oltre il delta del Missisipi alla volta delle prime contaminazioni. La prima edizione del festival Jazz in Marciac si svolse nel Salone delle Feste del vecchio priorato: un unico concerto con una manciata di appassionati come pubblico.

installazione d'arte a marciac
Installazione d’arte a Marciac

Il festival di jazz di Marciac

Jazz in Marciac, 242.000 visitatori nel 2017, è uno degli eventi top dell’estate musicale francese. Dal 27 luglio al 15 agosto sono in programma nel paesino con viuzze e una piazza porticata, concerti a tutte le ore del giorno e in più luoghi: l’ex tendone da circo dello Chapiteau da 6.000 posti, il nuovo auditorium L’Astrada, i cortili e i bar à vin del festival gratuito e di contorno. Tra i nomi top dell’edizione 2018, Joan Baetz, Ibrahim Maalouf, Pat Metheny, Lisa Simone, Enrico Rava, Melody Gardot e Stacey Kent ascoltata in versione bossa nova, delicata e non al massimo.

festival di jazz a marciac concerto di Stacey Kent
La fine del concerto di Stacey Kent con l’Orchestra del Conservatorio di Tolosa

Musica in piazza, nei vicoli, nei ristoranti pop-up

Il jazz scivola per strada con tutto quello che lo sostiene: la presenza di 850 volontari (tra cui lo stesso preside ideatore, instancabile presidente del comitato organizzatore), il vino, la cucina del territorio, la disponibilità dei residenti ad aprire le case per accogliere musicisti e ospiti. Aprono ristoranti e bistrot pop-up come Le 7 e Le Jigo ricavati in giardini e garage rivisitati in modo creativo. Una formula unica che ha consentito non solo la sopravvivenza della vecchia scuola, ma anche la creazione di Atelier d’Initiation à la Musique de Jazz e la programmazione di concerti durante il resto dell’anno.

paralume e vecchi oggetti vintage a marciac
L’angolo del temporary restaurant Jigo a Marciac

Come a casa

Noi abbiamo dormito in campagna da Nadine e Francis Luro, in una casa di famiglia in pietra e a graticcio, già fattoria agricola 300 anni fa, tra boschi e campi di mais. Una delizia di posto. Un covo di gentilezza. Anche nei confronti della mia border collie Laya. Dove un vecchio flipper vintage, un panno copritastiera ricamato con un gatto e un pentagramma, le piastrelle e porcellane di famiglia mi hanno fatto risentire il gusto e l’odore delle vecchie buone cose.

chambre d'hotes a marciac
La facciata della casa di Nadine e Francis Luro a 10 km da Marciac

Verso Santiago de Compostela

Per la bicicletta il Gers sarebbe un paradiso: infinite strade e stradine a bassissima percorrenza, ben asfaltate, pendenze morbide e grandi aperture all’orizzonte. Mancano cartine, segnaletica e noleggiatori. La Strada detta delle Bastides, dei paesini con la piazza centrale porticata, costruiti nel Medioevo come mercato, è inserita in uno dei percorsi francesi del Cammino di Santiago. I “pélerins”, i pellegrini e i bicigrini sono ben accetti.

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