Fondello: tutto quello che c’è da sapere sui pantaloni da spinning e da ciclista

Come scegliere i pantaloni da spinning e da ciclista? Si portano le mutande in bicicletta da corsa? Con che tipo di fondello?

È vero che il fondello bici, il cuscinetto di schiuma che rinforza i pantaloni da bici, è antibatterico? È verosimile affermare che il fondello per la bici da corsa protegga, nella ciclista donna, la vulva e il clitoride?

pantaloni cosa fare?
Pantaloni da ciclista (Ladradibicicletta.it)

Per trovare risposte a queste domande e comprare il miglior fondello bici possibile, ho interpellato la Cytech, l’azienda che produce, con il marchio Elastic Interface, uno dei fondelli elastici di miglior qualità.

Prima ancora, ho visto lo straordinario video Le Clitoris, il corto di animazione della canadese Lori Malépart-Traversy, ironico, istruttivo e umoristico, che celebra il clitoride come l’unica componente del corpo femminile deputata a null’altro che il piacere: un posto più o meno segreto assolutamente da proteggere.

Il fondello bici nei pantaloni da ciclista e da spinning

“Il fondello bici è una forma di protezione nei confronti di pressioni e vibrazioni. Ma non è uno shock absorber”, nota Guido Zago del marketing di Elastic Interface. I fondelli da donna sono ovviamente diversi dai quelli da uomo, studiati a partire dalla diversa anatomia femminile e tipo di bicicletta. La protezione deve infatti concentrarsi dove serve: per la bici da strada nella zona perineale, nella MTB in corrispondenza degli ischi. E i fondelli devono essere più piccoli e meno invasivi se indossati per le bici da città“. Per le donne soggette a cistiti e vulvodinia, il fondello dei pantaloni da bici deve proteggere il clitoride e le grandi labbra e rispettare la maggiore distanza tra le ossa ischiatiche. Deve avere le cuciture sulla parte esterna delle ali, fuori dall’area di sfregamento. Altrimenti diventa veramente difficile avere rapporti sessuali dopo una pedalata.

Di recente, invitata a pedalare a un evento non competitivo a squadre che in dotazione dallo sponsor tecnico avevano ricevuto solo pantaloncini da uomo con le bretelle (con cui è impossibile fare la pipì, a meno che non ci si spogli delle maglie o si riesca ad allargare la parte che copre la gamba), ho sofferto le pene dell’inferno: il fondello da uomo, più largo, dopo una trentina di chilometri, ha cominciato a creare sulla sella grinze dolorosissime.

Fondello nei pantaloni da ciclismo: di che materiale è fatto?

Il fondello dei pantaloni da bici o cosciali è “un’imbottitura la cui densità cambia secondo il tipo e la durata di utilizzo. Si tratta ormai di schiume, ovvero poliuretani, che assicurano una maggiore traspirazione rispetto ai gel. Il tessuto superficiale è realizzato in microfibre con inserti di filamenti di carbonio con proprietà batteriostatiche”.

bici e pantaloni
Bici, pantaloni (Ladradibicicletta.it)

Sui fondelli, sottolineano da Elastic Interface, è bene non avere scritte o stampe. Nella zona di massima frizione con le mucose genitali femminili che agiscono, ad alte temperature, durante l’attività aerobica, come spugne, le stampe cederebbero microparticelle di colore che dovrebbe comunque sempre essere ad acqua. I fondelli di Elastic Interface hanno ricevuto le certificazioni Oeko-tex e Blue Sign che garantiscono il contatto con la pelle senza danno, rispondendo a requisiti di non tossicità.

È vero che il fondello per la bici da corsa protegge dai batteri?

Ecco la domanda più scomoda: è vero che i fondelli dei pantaloni da ciclista sono batteriostatici? “La fibra di carbonio ha una naturale proprietà batteriostatica”, ci dice Zago, “non significa che sia antibatterica, ovvero che uccida i batteri. Piuttosto, elimina i batteri nocivi prodotti dalla sudorazione, preservandone la flora batterica”.

Antonio Paoli, professore di Scienze Motorie dell’Università di Padova, medico dello sport e consulente di Elastic Interface, specifica che “non è possibile che il fondello dei cosciali impedisca la proliferazione di batteri. I battericidi creano resistenze e producono sostanze tossiche. La batteriostaticità non è una forma di sterilizzazione: piuttosto limita la crescita della flora batterica ma non in maniera selettiva. Se è impossibile impedire l’insorgere di infezioni virali, è invece possibile ridurre le lesioni meccaniche e il fatto che la componente batterica danneggi le mucose femminili”.

Del fondello bisogna avere cura

Occorre:

  1. Lavarlo subito dopo l’utilizzo, senza lasciarli nella cesta degli indumenti sporchi;
  2. Non usare un detergente aggressivo che verrebbe poi ceduto alle mucose;
  3. Non superare i 30° di temperatura;
  4. Non usare l’ammorbidente che potrebbe ridurre la portanza delle schiume;
  5. Non usare l’asciugatrice.

Il problema è che nessuna di noi cicliste è al corrente di tutti questi accorgimenti. Avete mai trovato un cartellino sul prodotto finito che vi dice da quali batteri il fondello può difendervi o con le istruzioni di lavaggio? Perché non lo si trova? La domanda resta aperta. Anche quella sulle creme lenitive anche dette chamois.

Leggo su un librettino di istruzioni di Elastic Interface che “vanno applicate in maniera uniforme sulla cute della zona perineale prima di ogni uscita in bicicletta”. Ma è fondamentale che “tali creme siano costituite da ingredienti compatibili con il materiale tessile e le schiume del fondello”.

La culotte con il fondello estraibile

Noi che non siamo né chimiche, né esperte di cosmesi e di tessuti, come facciamo a cogliere questa compatibilità? Ah, dimenticavo: con le gonne e con i tacchi, in bicicletta si può andare, basta indossare sotto uno slip intimo con il fondello. Me ne hanno dato da provare uno. Si tratta di un nuovo boxer da bicicletta, la speciale culotte per donne cicliste For Bicy: alta in vita e ben contenitiva dei glutei, fatta di tessuto elasticizzato (90% poliammide, 5% elastomero, 5% polipropilene), senza cuciture, con inserti traspiranti sul davanti e fondello estraibile, dello spessore di appena 4 mm. Sulla carta, un prodotto fantastico: non si arriccia, ti fa andare in bicicletta con la gonna con un indubbio beneficio, senza mostrare le parti intime, ideale anche per i pantaloni larghi, le gonne e la città. Con il fondello che si estrae (un’operazione da effettuare magari nello spazio protetto di una toilette) quando si arriva a destinazione.

In teoria, il fondello dovrebbe inserirsi in un apposito alloggiamento, una retina cucita alla culotte, aperta in 4 punti. Confesso: non ci sono riuscita. L’ho posizionato dentro il boxer, non agganciato e sono uscita in bici in città. Non fissato, il fondello ha cominciato a “ballare” smettendo di proteggere la vulva, la parte che più va tutelata da un’eccessiva pressione della sella. Il giorno dopo, avendo comunque gradito il contatto con il tessuto del boxer, morbido ed elasticizzato, l’ho messo comunque e senza fondello. Sono certa che prima o poi qualcuno mi farà vedere come si usa più propriamente.

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