ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali, 3° premio Blog Adutei 2019, Giornalista Amica della Bicicletta Fiab 2018

Bici vintage: 10 cose da sapere prima di partire per l’Eroica

Che cos’è una bici vintage? Secondo il regolamento dellEroica, la ciclostorica che si svolge intorno a Gaiole in Chianti la prima domenica di ottobre (quest’anno il 6, con 8000 partenti), è una bicicletta costruita antecedentemente al 1987, negli anni in cui il cambio, posizionato con levette sul tubo obliquo del telaio, non era ancora indicizzato. A fine anni ’90, oltre a essere indicizzato (nel nuovo “indice”, ogni scatto del cambio corrisponde a un rapporto), il comando del cambio viene trasferito sul manubrio e i fili, non più esterni, incorporati e non più in vista. Le differenze con le attuali biciclette da corsa sono enormi: riguardano non solo il cambio, ma le componenti e le geometrie. Ne ho parlato con Roberto d’Anna, ciclista, ciclomeccanico dello storico negozio Rossignoli a Milano, appassionato di biciclette da corsa d’epoca.

10 cose da sapere prima di acquistare una bici vintage

gara bici da corsa vintage lungomare bari
Dal mio album di famiglia: zio Gino in fuga sul lungomare di Bari

1 Il “passaggio ruota”

Negli anni ’40 e ’50 le strade erano meno asfaltate di oggi. Si correva su sterrati e strade bianche. Le biciclette vintage erano costruite in modo da tollerare queste condizioni: avevano un “passaggio ruota” (la distanza tra la ruota e il telaio) più ampio e un carro posteriore più lungo, fattori che rendevano la pedalata più confortevole.

2 La geometria

Il tubo superiore, nella geometria dei telai di un tempo, era parallelo al terreno. Adesso è più o meno inclinato, “sloping” verso il tubo verticale.

3 Il materiale

Il 90% delle biciclette da corsa vintage era fatto di acciaio (leggi anche il mio articolo sui 100 anni dei tubi Columbus). Il telaio aveva congiunzioni “saldo-brasate”: di acciaio e fissate con una colatura di ottone. I tubi avevano uguale spessore dall’inizio alla fine. Adesso hanno uno spessore variabile, maggiore vicino alla saldatura. Si trattava di biciclette senz’altro più pesanti di quelle attuali (il concetto dell’aerodinamicità arriva negli anni ’90) ma non necessariamente troppo pesanti. I telai di acciaio di una volta, aiutati dalla presenza di ruote con cerchi a basso profilo, risultavano più insensibili al vento laterale rispetto alle biciclette da corsa attuali: più stabili, più aderenti al suolo, più facili da guidare. Se non lasciati sotto la pioggia, questi telai sono praticamente eterni. Di bici d’epoca se ne trovano ancora tante perché, in pratica, si conservano da sole.

gara di bici d'epoca in puglia
Album di famiglia: Gino Montaruli (secondo da sinistra) in gara nel 1952

4 Le ruote

Le bici da corsa d’epoca avevano i palmer, con la camera d’aria cucita all’interno del copertone e il tubolare che si incollava al cerchione. Le ruote avevano normalmente 36 raggi disposti in modo che la bicicletta fosse più elastica in caso di buche. Nelle biciclette da corsa attuali, il numero dei raggi  è inferiore e a sezione ellittica. I raggi risultano più “sfinati” e aerodinamici.

5 La sella

Fino agli anni ’50 le selle erano in cuoio ed era necessario ammorbidirle con il grasso. In seguito cominciano ad essere fabbricate con la struttura in plastica rivestita di gommapiuma e pelle scamosciata.

ciclomeccanico misura bici vintage
Roberto d’Anna intento a misurare una bici da corsa d’epoca

6 La misura

Occhio alla misura giusta: sulle bici d’epoca si può intervenire di meno sull’attacco del manubrio e sul reggisella per trovare l’assetto corretto (queste biciclette erano normalmente fatte su misura da artigiani telaisti). La misura è generalmente impressa sotto la scatola del movimento centrale. Se non c’è basta misurarla con un metro. La misura verticale è data dalla distanza tra il centro del movimento centrale e il corrispondente centro del tubo orizzontale; quella orizzontale viene calcolata dal centro della corrispondenza del tubo verticale alla corrispondenza del centro del tubo sterzo. Il telaio risulta così avere due misure, l’una in relazione con l’altezza del cavallo, l’altra con la lunghezza di busto e braccia.

gara di bici d'epoca a Modugno (Ba)
Zio Gino Montaruli in gara a Modugno, in prov. di Bari

7 I rapporti

Gli appassionati di bici vintage opteranno per quelli originali, non così agili e meno “dentati” rispetto agli attuali: 5-7 rapporti, con il pignone più grande da 24 denti, la corona da 42. Per l’Eroica o altre ciclo storiche bisogna prepararsi a una pedalata più dura.

8 Le componenti

È necessario che siano di qualità, perché la bicicletta non risulti svalutata. Le componenti in ferro stampato sono generalmente più economiche. In alluminio in fusione o torniti da un pezzo di metallo pieno, sono di maggiore qualità. Meglio, ad esempio, che la guarnitura della pedivella che si aggancia al movimento centrale sia a perno quadro, segno di maggiore affidabilità. Un dettaglio, questo, da affidare nella valutazione a un ciclomeccanico.

9 Grandi marchi o artigianali?

Le biciclette d’epoca da corsa sono state prodotte da grandi marchi industriali come Legnani, Rossin, Bianchi e Colnago, ma anche da piccoli brand artigianali come Galmozzi, Pogliaghi, Masi, Tommasini, Losa.

10 Dove comprare

Nei mercatini delle bici d’epoca: all’Eroica di Gaiole in Chianti o Montalcino, o alla Mostra Scambio di Moto e Bici d’Epoca di Novegro (Milano) in febbraio e novembre. Si comprano anche attraverso il passaparola, i collezionisti e alcuni negozi come Rossignoli a Milano. Variabile tra i 200 e i 2.000 euro, il prezzo è fatto dal marchio del telaio, dalla qualità delle componenti, dallo stato di conservazione e dalle oscillazioni del mercato, adesso basso. Una volta comprata una bici da corsa vintage occorre verificare:

  • lo stato di usura delle gomme
  • lo stato di usura e funzionalità dei freni (pattini e leve)
  • lo stato di usura di catena e ingranaggi
  • lo stato di scorrevolezza dei cuscinetti del movimento centrale e dello sterzo.

A casa, prima di partire, non resta che pulire la catena con un panno e lubrificarla con un olio ad hoc, acquistabile nelle ferramenta o nei negozi di biciclette. Bisogna poi dimenticare l’assetto sulla propria bici da corsa moderna, e cercare un nuovo feeling su queste biciclette che hanno fatto la Storia. Un miracolo che accade ogni anno all’Eroica di Gaiole in Chianti.

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