ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali, 3° premio Blog Adutei 2019, Giornalista Amica della Bicicletta Fiab 2018

Caro metabolismo ti scrivo, così mi distraggo un po’…

La notizia dell’apertura al pubblico, dal 18 gennaio, della casa di Lucio Dalla a Bologna, mi ispira il titolo. L’indulgenza e le golosità delle feste che stanno per finire, il tema: come alzare il metabolismo usando la bicicletta. Ovvero, il lato B del disco-tormentone “come dimagrire in bicicletta”.

Faccio una premessa a beneficio delle amiche cicliste. Le donne non devono necessariamente essere magre e belle per fare sport, come sosteneva la bellissima campagna This girl can lanciata qualche anno fa da Sports England. Le donne hanno livelli più bassi di testosterone rispetto agli uomini (circa 15% meno) e più massa grassa (+10%) il che le rende mediamente più rotonde.  Il testosterone è l’ormone che contribuisce alla creazione della massa magra e sono proprio i muscoli a bruciare le calorie, agendo come una fornace, quindi a evitare che il grasso si accumuli.

Un argomento che ho già in parte affrontato nell’articolo E’ vero che la bici ingrossa le gambe?, tra i più letti di questo blog. La cattiva notizia è che, a parità di allenamento sul binomio forza/resistenza, le donne che praticano il ciclismo come sport non metteranno mai su muscoli come farebbe un uomo. Forse, una fortuna. C’è comunque un metodo efficacissimo per alzare il metabolismo per chi voglia ritrovare forma ed enegia dopo le feste.

This girl can alzare il metabolismo in bicicletta
Una delle immagini della campagna This girl can

Come alzare il metabolismo usando la bicicletta

In condizioni di riposo, in proporzione al proprio valore di metabolismo basale, bruciamo sia grassi sia zuccheri. Il modo in cui andiamo in bicicletta può influire sul metabolismo e incidere sul dimagrimento lipidico a riposo consentendo di dimagrire nelle 24 ore successive all’allenamento. Conosciuto come High Intensity Interval Cycle Exercise o combinazione di scatti e ripetute, il metodo prevede di lavorare per brevi e intense ripetizioni, che bruciano zuccheri, intervallate da fasi di recupero a bassa velocità.

40 secondi ad alta intensità, 20 per recuperare

Il lavoro adotta, in modo intermittente, il criterio del 40/20. Dopo una fase di riscaldamento di almeno una decina di chilometri, si pedala per 40 secondi a una velocità sostenuta (non al massimo, il che produrrebbe un’insaziabile sensazione di fame al rientro), per poi rallentare e recuperare il fiato per 20 secondi.

A questo proposito, visto che in bicicletta il diaframma risulta compresso, leggi anche il mio articolo su Come respirare in bicicletta.

La pedalata intermittente va ripetuta 10 volte, anche senza cambiare rapporti. Ci vogliono appena 10 minuti, anche con una bici da città (meglio da strada). Ha il vantaggio di stimolare il metabolismo dei grassi, non necessariamente il consumo delle calorie. Dopo questi intervalli il metabolismo rimane alto anche al termine dell’uscita in bici. Un metabolismo più elevato ci aiuta anche nella fase sedentaria della giornata: davanti al computer, a tavola, davanti alla tv.

Proteine a colazione

Con questo format bastano 3 uscite a settimana di cui una a bassa intensità, di fondo lento, per allenare il battito cardiaco. Ricordandosi di inserire, nella prima colazione, almeno una porzione di proteine: evita i picchi glicemici, quindi il desiderio di zuccheri durante la pedalata. Chi si allena senza fare colazione, con poco glicogeno nel sangue, quello presente nelle scorte notturne, favorisce il consumo dei grassi. Ma attenzione: il cervello ha bisogno di zucchero per funzionare ed è necessario, al rientro, reintegrare sia zuccheri sia proteine entro i 30 minuti dalla fine dell’allenamento per favorire il recupero della massa magra consumata nell’attività sportiva e continuare a bruciare i grassi.

Fatte queste dovute riflessioni post natalizie, nonostante il freddo di Milano, ho ricominciato a uscire in bici. Uscite brevi, con il format 40/20, seguite da esercizi a terra per rinforzare i muscoli intorno a un ginocchio problematico. Il risultato è che sono meno stanca, più tonica e piena di energia. Sul peso non ho ancora fatto controlli, ma vi dirò. E comunque, come ha scritto la mia amica Paola Pignatelli nel suo bel Action Magazine, “essere magri non è solo questione di metabolismo“.

A casa di Lucio

Intanto, se potete, andate a visitare la casa di Dalla, in via d’Azeglio, nel centro di Bologna, scrigno del suo straordinario universo culturale. Una targa all’interno del palazzo riporta il suo pseudonimo condominiale, prof. Domenico Sputo. La foto di Dalla in bicicletta fu scattata in piazza Santo Stefano, tra i portici. Potete trovarla nella vetrina dell’Hotel Roma. Mi ha fatto piacere scoprire che anche lui, a suo modo, oltre ad aver “bisogno di carezze”, era un ciclista.

lucio dalla in bici a bologna

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