ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali, 3° premio Blog Adutei 2019, Giornalista Amica della Bicicletta Fiab 2018

Alto Adige: il piano di mobilità della fase 2 per il rinascimento della bicicletta

Come si prepara alla fase 2 Coronavirus l’Alto Adige, territorio a decisa vocazione cicloturistica, che, per il mese di giugno 2020, ha cancellato tutti i grandi eventi legati alla bici, la Hero, il Dolomites Bike Day, il Sellaronda Bike Day e la Maratona dles Dolomites? Dalla sua abitazione di Colfosco, in Val Badia, è Daniel Alfreider, Assessore alla Mobilità alla Provincia di Bolzano, a illustrarmi “un piano straordinario teso all’incentivazione dell’uso della bicicletta nel quotidiano, come alternativa all’auto e ai mezzi pubblici”.

Mentre in Australia, come titola The Guardian in un recente articolo, le “biciclette sono la nuova carta igienica”, per il boom di vendite trainato dal bisogno di esercizio fisico nel lockdown, l’Alto Adige sta lavorando, in collaborazione con lo studio danese di urban design Gehl, a “3 progetti pilota nelle zone di Brunico e comuni limitrofi, Bressanone e dintorni, e nell’area industriale tra Bolzano Sud e Laives, con l’intento di mettere in sicurezza strade a traffico promiscuo già esistenti e l’obiettivo ultimo di arrivare a istituire una rete di strade a priorità ciclistica o di autostrade della bicicletta”, come in Danimarca e in Olanda.

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Daniel Alfreider, Assessore alla Mobilità alla Provincia di Bolzano

Fase 2 in Alto Adige: le strade a priorità ciclistica

Il cambio di paradigma è profondo: “per aumentare la quota di spostamenti modali in bicicletta, attualmente attestata sul 20%, non servono solo piste o corsie ciclabili: al ciclista urbano serve raggiungere la sua destinazione nel minor tempo possibile e in sicurezza”. Accorgimenti come semafori dedicati, case avanzate ai semafori, precedenze accordate ai ciclisti, la riorganizzazione delle aree di parcheggio per le auto, la messa in sicurezza degli incroci sono i passi necessari per arrivare poi alla creazione di “strade per le biciclette” (come descritte nell’articolo sull’anello che cinge i Canali Storici ad Amsterdam), non previste però dal nostro Codice della Strada.

500 km di piste ciclabili nelle valli laterali

Il 4 maggio, segnala, Alfreider, parte una campagna informativa sulla mobilità nella fase 2 Coronavirus che intende incentivare l’uso urbano ed extraurbano della bicicletta. “Abbiamo già una rete di 500 km di  piste ciclabili nelle valli (Pusteria, Isarco, Venosta)”, afferma Alfreider, “che dovrà essere completata, con ulteriori 500 km, da realizzare nelle valli laterali: in Valle Aurina, Val Badia, Val Martello e in parte della Val Gardena, dove, in alcuni casi, ci troviamo di fronte anche a pendenze importanti. La pianificazione c’è. Mancano ancora le delibere sull’investimento”. La scelta, adesso, è valorizzare la rete di strade già esistenti e di catturare il potenziale di ciclisti urbani che ancora usa l’auto o i mezzi pubblici per spostarsi all’interno dell’area della provincia.

Il bike sharing provinciale nell’Alto Adige Pass

Funzionale al piano di rinascimento della bicicletta, è la gara di appalto che l’Alto Adige sta avviando per assegnare il bike sharing provinciale (city bike e biciclette a pedalata assistita). Un servizio che entrerà a pieno titolo nella nuova piattaforma per la mobilità Alto Adige Pass, disponibile sia per i turisti sia per i residenti, che già prevede l’accesso a treni, bus e impianti di risalita. Per l’Italia, sarebbe il primo esperimento di bike sharing provinciale. Speriamo che funzioni.

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