ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali, premio Giornalista Amica della Bicicletta Fiab 2018

Un euro a ruota per regalare una bicicletta in Africa e migliorare un po’ il mondo

Bastano 134 euro per adottare una bicicletta e destinarla, attraverso la onlus World Bicycle Relief, a chi ne ha bisogno in Africa. La prossima volta che entrate in un negozio di biciclette per gonfiare le ruote, pensateci. Cercate una scatola di cartone colorato con la scritta 1 Euro a ruota per l’Africa. Per ricambiare la gentilezza (la scocciatura di gonfiare i pneumatici che noi donne cerchiamo di evitare a tutti i costi), lasciateci dentro uno, dieci, cento euro. Per iniziare, le monete da un euro vanno benissimo. Abbiamo cominciato così anche noi. Da un primo passo, un incontro davanti a una fetta di pizza al trancio in cui ci siamo chiesti: cosa possiamo fare?

Il noi è formato da un gruppetto di fedelissimi della bicicletta: Davide Maggi, anima e proprietario del negozio Stazione delle Biciclette a Milano; Ronald Amery, capo della Brompton in Italia; Giovanni Morozzo e Francesco Fanfani, fondatori dell’agenzia di comunicazione Ciclica; Roberto Peia, presidente e colonna portante di Upcycle Bike Café di Milano, e la sottoscritta giornalista a pedali. L’iniziativa “1 euro a ruota per l’Africa” viene presentata alla Bici Academy di Rimini, il 13 e 14 gennaio, durante il meeting nazionale dei negozianti di bici organizzato da Confindustria ANCMA, occasione in cui verranno distribuite ai le prime 100 scatole sponsorizzate da Brompton Italia.

La storia di World Bicycle Relief

La storia di World Bicycle Relief è cominciata con un viaggio a Sri Lanka, uno dei paesi più devastati dallo tsunami del 2004, effettuato da F.K. Day, l’imprenditore a capo di Sram, tra le più grandi società di componentistica per biciclette al mondo. Un semplice mezzo di trasporto, la bicicletta, pensò Day in quello scenario di devastazione, poteva rimettere in attività gli adulti, riportare i bambini a scuola, contribuire a ricongiungere i superstiti di famiglie smembrate. Un’umile bicicletta avrebbe potuto contribuire alla ripresa della vita.

Le piste nella savana

Quella indonesiana fu una lezione di vita, ma anche l’indicazione di una via. Nell’Indonesia devastata dallo tsunami e in Africa in generale, il bisogno i mezzi di trasporto economici è elevatissimo: servono per andare e tornare da scuola, raggiungere i pozzi d’acqua, i mercati e gli ospedali, per abbreviare le distanze tra i villaggi più remoti. Le distanze sono enormi e la maggior parte della popolazione vive in zone remote collegate al resto del mondo da piste di terra o di sabbia, da tracce appena segnate nel bush della savana, spesso in condizioni di buio totale.

capanna in africa con bicicletta

Regalare una bici in Africa

Bisognava pensare a una bicicletta robusta, con il telaio di acciaio e senza cambi, che non si rompesse facilmente, non si piegasse e che, se danneggiata, si potesse saldare facilmente. Una bicicletta che potesse migliorare lo stile di vita delle popolazioni sub-sahariane dove oltre 600 milioni di persone usano le gambe come unico “mezzo” di trasporto.

23 chili di bicicletta sopportano un carico di 100 kg

Nascono così, poco dopo, l’organizzazione non a scopo di lucro World Bicycle Relief che ha la sua base europea in Germania e la bicicletta Buffalo. Prodotta in Asia e assemblata in fabbriche create ad hoc nei paesi in cui opera l’organizzazione, la bicicletta del “sollievo” pesa 23 kg ed è in grado di sopportare un carico di 100 kg. Viene consegnata a persone bisognose in villaggi opportunamente identificati. Ma non resta solo un dono caduto dal cielo, come una stella cometa. Nelle fabbriche africane World Bicycle Relief forma operai assemblatori e ciclomeccanici. Il ciclo di vita della bicicletta Buffalo deve essere lungo. È necessaria anche la giusta formazione, all’insegna del motto: le risposte vanno ricercate in loco.

ragazzi africani con la bici Buffalo di World Bicycle Relief

400.000 biciclette consegnate fino a maggio 2018

I risultati non si sono fatti attendere. L’ultimo Global Impact Report disponibile, relativo al 2017, snocciola questi dati: 54.687 biciclette consegnate, 222 meccanici formati, 9 i Paesi coinvolti (Colombia, Ghana, Costa d’Avorio, Kenya, Malawi, Mozambico, Thailandia, Zambia, Zimbabwe); 14,6 i milioni di dollari raccolti dalle donazioni di cui il 7% copre i costi di gestione, il 21% la raccolta fondi e il 72% va ad alimentare i progetti locali. Nell’arco di tempo tra il 2005, anno di fondazione di WBR, e maggio 2018, le biciclette distribuite sono state complessivamente 400.000 e 1900 i meccanici formati. Sempre nel 2018, la sola Europa ha contribuito con 222.000 euro.

Più bici uguale meno spose bambine

Da giornalista-ciclista attenta alle storie di donne e bici, sono particolarmente contenta di raccontarvi che, in paesi come Zambia, Malawi, Colombia e Ghana, il Bicycles for Educational Empowerment Program (BEEP) di World Bicycle Relief prevede che il 70% delle biciclette Buffalo siano destinate a giovani studentesse. Nel 2017, WBR ha avviato uno studio sull’impatto delle biciclette sul senso di empowerment, di sicurezza e autostima delle ragazze e sui risultati scolastici. La ricerca sarà pronta a fine 2019. Ma già si sa che le giovani donne che sono riuscite a portare a termine gli studi delle medie inferiori hanno minori probabilità di essere date in sposa da bambine. Inoltre, un anno in più di istruzione scolare, nelle ragazze, corrisponde a un +25% nel salario del futuro.

ragazza africana con la bici Buffalo donata da World Bicycle Relief

Convinti a effettuare una donazione? Cliccate qui

Se non siete ancora convinti, ecco che cosa può fare la bicicletta rispetto ai punti dell’agenda degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, firmata dalle Nazioni Unite nel 2015 (grafico in basso):

  • Obiettivo 1 – Eliminazione della povertà
    Riducendo le distanze, la bicicletta favorisce lo sviluppo di attività economiche a livello individuale e familiare.
  • Obiettivo 2 – Azzeramento della fame
    In bicicletta si trasportano i prodotti agricoli dalle fattorie ai mercati, il frumento ai mulini, il latte ai centri di raccolta. E l’informazione su come alimentarsi e sulle buone pratiche agricole viaggia più facilmente.
  • Obiettivo 3 – Salute e benessere
    In bici le ostetriche raggiungono i villaggi delle partorienti, si trasportano i medicinali e si raggiungono più facilmente ospedali e centri medici.
  • Obiettivo 4 – Istruzione
    I bambini e ragazzi dotati di bicicletta frequentano di più la scuola e hanno pagelle migliori.
  • Obiettivo 5 – Uguaglianza di genere
    Mettere in grado bambine, donne e ragazze di spostarsi in bicicletta le rende libere di andare a scuola, più veloci nello svolgimento delle faccende domestiche, più sicure e con più tempo a disposizione per sé.
  • Obiettivo 6 – Acqua pulita e servizi
    Nei paesi in via di sviluppo, il reperimento dell’acqua, anche per la pulizia e l’igiene personale, è un fattore cruciale. La bicicletta velocizza i viaggi per la raccolta dell’acqua.
  • Obiettivo 10 – Riduzione delle ineguaglianze
    L’accesso ai mercati o ai posti di lavoro, tramite la bicicletta, può dare maggiori e pari opportunità a chi, a causa della distanza, è tenuto lontano da attività che producono reddito.
  • Obiettivo 11 – Città e comunità sostenibili
    La bicicletta è il mezzo di trasporto più sostenibile ed economico che ci sia.
  • Obiettivo 12 – Consumo e metodi produttivi sostenibili
    L’acquisto di una bicicletta è senz’altro un’operazione di “altro” consumo. Gli altri Obiettivi li trovate qui in basso.

grafico obiettivi sviluppo sostenibile World Bicycle Relief

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