ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali

La rinascita dopo il terremoto: riapre la Spoleto Norcia

Un timido segnale di ripresa nell’Italia colpita dal terremoto del 2016 arriva dalla Bassa Valnerina, in Umbria. Lo scorso 30 agosto è stata riaperta la Spoleto Norcia, l’ex ferrovia convertita in greenway ciclabile. Una riapertura sancita da un grande evento in mtb, organizzato dal MTB Club di Spoleto e il consorzio pubblico-privato Umbria & Bike, che ha visto radunarsi alla partenza della ciclovia, il primo weekend di settembre, 1900 partecipanti.

Nata dalla riconversione della ferrovia a scartamento ridotto che che dagli anni ’20 fino al ’68 ha raccordato Spoleto a Norcia, per trasportare sciatori e legname, la pista ripercorre un vecchio selciato preromano e parte dalla stazioncina di Spoleto diventata un piccolo museo della memoria. Diretto a Norcia, il nastro sterrato, una cinquantina di km da percorrere al meglio in mountain bike e con le luci, scorre tra boschi di querce e carpini, lecci e noccioli; argini fluviali, erica selvatica, caselli ferroviari destinati a diventare bivacchi e paesini di pietra accucciati sui costoni appenninici a mezza costa.

Non è questa l’unica via verde dell’Umbria già ciclabile nelle tante piste bianche e nelle stradine a bassa percorrenza (800 km individuati come potenziali piste di cui il 30% già realizzato) che s’incontrano lasciandosi alle spalle la trafficata E45, ma quella che, in un territorio profondamente ferito dal sisma, è portatrice di una valenza simbolica: la volontà di voltare pagina. Di far crescere un fiore dal male.

terremoto pista ciclabile Spoleto Norcia
Un tratto della Spoleto Norcia

Otto km per dimenticare il terremoto

Non tutta la pista ciclabile è stata riaperta bensì i suoi primi chilometri fino all’imbocco della galleria Caprareccia, la più lunga, sempre priva di illuminazione. Un tratto che non aveva subito particolari danni, ma che aveva bisogno di manutenzione ordinaria e di essere ripulita dai massi. Prima del terremoto, la greenway era percorribile non nel suo intero fino a Norcia, ma fino a Piedipaterno, paese di tartufai. Dopo Piedipaterno, bisognava comunque lasciare la ciclovia per proseguire sulla carrozzabile della Valnerina.

Verso il borgo dalle mura a cuore

Vincitrice del primo Green Road Award di Cosmobike, la greenway prosegue in teoria sotto il borgo ben tenuto di Vallo di Nera, con una chiesetta trecentesca interamente affrescata, con un Francesco poi santo già intento a fraseggiare agli uccelli. Il tracciato della ferrovia non ancora fruibile costeggia gli argini del Nera poi quelli del torrente Corno, per arrivare poi via Borgo Cerreto a Norcia, il borgo dalla mura a cuore dove i monaci di San Benedetto, rigorosamente in cappe e sandali, producevano birra artigianale. Qui, un altro segnale di ripresa, la riapertura di Palazzo Seneca, albergo di charme ricavata in un palazzotto cinquecentesco, il primo a riaprire nel centro storico dopo il terremoto, quest’estate premiato a Las Vegas dal network Virtuoso Travel come Hotel dell’anno.

terremoto abruzzo paesaggio

Appuntamento a Città di Castello

Chi volesse pedalare in Umbria quest’autunno ha anche altre possibilità: raccogliere le proposte del consorzio Umbria & Bike di circuiti tra i vigneti di Montefalco e Bevagna che in questa stagione sono spennellati di uno straordinario colore rosso bordeaux. O partecipare all’ultima delle quattro Randonnée in programma per quest’anno, quella del 22 ottobre intorno a Città di Castello, tra i boschi dell’Alta Umbria, con percorso da 100 e 200 km. Il programma RandoUmbria, con le randonnée di Assisi, del Lago Trasimeno e della zona di Terni si ripeterà anche il prossimo anno.

terremoto Civitella del Tronto
Civitella del Tronto

Spuntano altri fiori dal male

Fortunatamente si segnalano altri “fiori del male” nell’Appennino centrale, nelle regioni colpite dal terremoto del 2016: iniziative cicloturistiche spontanee, pedalate di solidarietà come quella promossa da Bosch la scorsa primavera, l’afflusso di cicloturisti sulla strada per Castelluccio da Norcia riaperta in luglio. Claudio Di Dionisio di Bike Life rivela che i viaggi organizzati programmati per i cicloturisti scandinavi lungo la Gran Via del Parco del Gran Sasso e del Monti della Laga, da l’Aquila a Teramo lungo il Lago di Campotosto, sono stati riconfermati. Segnali che lasciano intendere che la ripresa di un flusso turistico possa anche passare attraverso l’impulso a un turismo slow, consapevole e di impatto soft sull’ambiente come quello in bicicletta.

In Abruzzo un nuovo club di prodotto

Sempre in Abruzzo, il consorzio Abruzzo Travelling sta riscontrando la volontà degli albergatori, anche in zone limitrofe a quelle terremotate, di rinnovarsi in chiave bike-friendly. Una sezione bike è già presente sul sito, con l’intenzione di arrivare a raccogliere una sessantina di alberghi. In questa regione si segnala la rinnovata vocazione cicloturistica, nonostante il terremoto, della direttiva Gran Sasso – Mare Adriatico che include i borghi di Santo Stefano di Sessanio, Rocca Calascio, Castel del Monte; vitale è anche la zona dell’Alto Sangro, con l’anello Castel di Sangro-Roccaraso-Rivisondoli-Sulmona-Cansano-Campo di Giove-Pescocostanzo. La direttiva costiera, 135 km con una ciclopedonale non ancora terminata da Martinsicuro a San Salvo, attende invece la ripavimentazione con fondo ottenuto da materiali ecologici.

terremoto Santo Stefano di Sessanio
Campi coltivati a Santo Stefano di Sessanio in Abruzzo

Nelle Marche, restano a forte vocazione cicloturistica il Conero e la zona di San Benedetto del Tronto. A sudovest di Macerata, un’azione di sensibilizzazione del ciclo-tour operator Marche Bike Life di Mauro Fumagalli ha evidenziato nei comuni di Abbadia di Fiastra, Urbisaglia, Tolentino, San Severino Marche, San Ginesio, Sarnano e Amandola la volontà di sposare la buona causa del cicloturismo. Incrociamo le dita.

marche in bici con mauro fumagalli
Nella zona di Recanati con Mauro Fumagalli
stampa questo articolo

Navigate