ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali, premio Giornalista Amica della Bicicletta Fiab 2018

trentino in bici

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Val di Fiemme in bicicletta. Tra 60 milioni di alberi, sulle forestali meglio tenute d’Italia

Un Bosco che suona, il posto delle fragole e una rara concentrazione di antichissimi boschi. Per noi ciclisti anche una ciclabile ricavata da una vecchia ferrovia, percorsi mtb di difficoltà “nera” e strade forestali trasformate in eccezionali percorsi tra prati e abeti rossi. La Val di Fiemme in bicicletta, in Trentino, è una di quelle che fanno respirare polmoni e fantasia. Uno di quei paradisi ciclistici in cui ognuno, a ogni livello, può trovare il suo posto al sole. L’arrivo in valle è già un programma. Ad Ora, si scende dal treno di pianura e si comincia a salire: 18 km di percorso partendo da 242 metri di altitudine per arrivare a San Lugano, a 1097 metri e ridiscendere agli…

Dolomiti in bicicletta: ritorno al silenzio

Alle 6.30 di mattina le gambe sono fredde, i riflessi intorpiditi, il caffè un miraggio lontano. Il nastro d’asfalto si inerpica dolcemente da Corvara verso il Passo di Campolongo, tra le prime curve, gli abeti immobili e il ruscello che mormora allegro. In assenza di automobili, il silenzio ti avvolge come una coperta morbida e sconosciuta. Il rumore più forte, sulla bici da corsa, tra i 9000 che partecipano alla Maratona dles Dolomites, la granfondo ciclistica che si svolge a passi dolomitici chiusi al traffico, è il mio proprio respiro. Quella domenica di luglio di un anno fa, ho cercato di dargli un ritmo costante. Anche in salita. Come in una milonga lenta. Dolomiti in bicicletta: una danza di almeno…

Al Trento Film Festival il nuovo film sul campione ciclista Francesco Moser

Il grande Francesco Moser e il suo record dell’ora di Città del Messico sono gli indiscussi protagonisti del film documentario Moser Scacco al tempo di Nello Correale che ho avuto in piacere di vedere in anteprima al Cinemino di Milano. Dal sole vivido della mattinata, le scale del piccolo cinema d’essai mi hanno immerso tra le nebbie invernali di Palù di Giovo, fuori Trento, dove Francesco con tutta la famiglia coltiva da tempo ordinati vigneti. E dove ancora pedala. Fisico asciutto, spalle larghe, un’altezza invidiabile, le mani segnate dalla tenacia con cui ha stretto per anni il manubrio, il viso inciso dalla continua esposizione a sole, freddo e vento, sia da ciclista, sia da viticoltore, Moser era in sala con…

Grandi salite in bicicletta: libri, siti, curiosità e un certo Mont Ventoux

Le salite stanno alla bicicletta come i “munros” stanno al trekking delle Highlands: si programmano con cura, si spuntano una ad una dalla lista del ciclista, si mettono in saccoccia, si fissano nei neuroni della memoria e su Instagram. Proprio come si fa in Scozia con le 282 montagne che superano i 914 metri (3000 piedi) catalogate nel 1891 da Sir High Munro, primo presidente dello Scottish Mountaneering Club da cui viene il termine munro-bagging. I ciclisti invece quante salite ambirebbero a mettere nel sacco ogni anno? L’uscita del libro Epic Cycle Tours del giornalista sportivo Enrico Aiello che snocciola, con dati e descrizioni, le più grandi salite ciclistiche d’Italia, di Francia e del Belgio, mi porta raccogliere qualche curiosità sulle…

E’ vero che la bici ingrossa le gambe?

Non vi dirò di chi sono le tre o più gambe che appaiono in questa immagine. Siate certi, però, che sono gambe di donne cicliste che conosco bene, una in particolare. Queste gambe da ciclista in incognito le ho incontrate qualche settimana fa alla cena che Francesco Moser offriva nel Maso fuori Trento dove coltiva uva e rose, e produce vini con ottime bollicine ed etichette decisamente evocative, come quella che ricorda il suo record dell’ora a Città del Messico: 51,151. Tra un bicchiere e l’altro, interrogandomi sulla domanda “la bicicletta, lo spinning, la cyclette o l’indoor cycling ingrossano le gambe?” ho osservato i polpacci delle signore che il giorno dopo, l’8 luglio, avrebbero preso parte alla Moserissima, la ciclostorica…

La ciclovia dell’Oglio si aggiudica i milioni della Regione Lombardia

La Ciclovia dellOglio, mea culpa, non l’ho voluta pedalare. Mi trovavo sul Passo del Tonale, a metà luglio, e ho preferito, invece di coprire il non banale dislivello tra Ponte di Legno ed Edolo, salire in funivia a osservare, a oltre 3.000 metri, quel che resta del ghiacciaio della Presanella. Stamane sono pentitissima: ho scoperto che la Ciclovia dell’Oglio chiamata anche Greenway dell’Oglio o Tonale – Po si è aggiudicata un bando della Regione Lombardia di 1,32 milioni di euro che ne finanzierà le migliorie infrastrutturali e il piano di promozione turistica intitolato Liscio come l’Oglio. Perché ha vinto la ciclovia dell’Oglio? Pigra e pentita, curiosa dei perché della vittoria, mi sono messa a fare qualche ricerca. Della Ciclovia dell’Oglio ne avevamo…

Tacchi alti: si possono mettere in bici e pedalare sicuri?

Avendo ballato per anni il tango con tacchi alti con cui non avrei saputo prima nemmeno camminare, mi sono chiesta, di recente, se sarei riuscita a pedalare con i tacchi. Sorpresi? Sul significato, uso e funzione delle scarpette con i tacchi alti, da Cenerentola in poi, noi donne ci interroghiamo da sempre. Dal germanico Skarpa o tasca di pelle, nella simbologia archetipica delle fiabe la scarpa simboleggia lo spostamento, l’appartenenza, la perfetta compenetrazione tra organo maschile e femminile. I primi antenati dei tacchi fecero la loro comparsa a Venezia, nel XVI secolo, sotto forma di chopine, curiosi zatteroni di legno o di sughero rivestiti in cuoio, trine e tessuto, che dovevano limitare i movimenti delle donne o consentire loro il passaggio…

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