ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali

piste ciclabili

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Cosa serve al cicloturismo? Piste ciclabili o strade secondarie a bassa percorrenza?

Ho letto un post su Facebook, qualche tempo fa, in cui l’autore, l’amico Simone Scalas, guida cicloturistica di grande esperienza, fondatore di Mediterras e Sardinia Grand Tour, si interrogava su: cosa serve al cicloturismo? Ripropongo qui alcune delle sue risposte per introdurre un tema a me caro quanto provocatorio: la relazione pericolose tra piste ciclabili e cicloturismo. Il post iniziava così: Servono le piste ciclabili per sviluppare il cicloturismo? “Anche. Le piste ciclabili servono prima di tutto alla mobilità urbana e nelle grandi aree metropolitane. Permettono ai cicloturisti di arrivare o partire direttamente dalla città. Le destinazioni con piste ciclabili largamente utilizzate anche per il cicloturismo, il Danubio, l’Elba, la Loira e gran parte dei Paesi Bassi, hanno la caratteristica principale…

Il cicloturismo ignorato dalla strategia del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo

Il Piano Strategico per il Turismo 2017-2022 del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo cita una sola volta in 108 pagine il termine “cicloturismo”. Mi sono presa la briga di leggerlo tutto. La metodologia del piano sviscera i seguenti numeri: 28 tavoli di lavoro, 400 partecipanti ai tavoli, 200 rappresentanti di Istituzioni, 150 giornalisti e svariate sessioni del Comitato permanente. E il termine cicloturismo, risultato di questi numeri, citato una sola volta. Mi chiedo, e chiedo a tutti gli amici della Bicicletta: dove stiamo sbagliando? Perché non riusciamo, con tutto l’ardore che si sprigiona per il Giro d’Italia, i forum sulla Economia della Bici e le maglie rosa, a diventare un paese amico della bicicletta? La risposta mi arriva…

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