ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali, premio Giornalista Amica della Bicicletta Fiab 2018

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Pirenei in bicicletta: sulle grandi salite del Tour de France, tra tango e nuvole

Nemmeno 20 km, una pendenza media del 7,4%, massima del 10,2, con un dislivello di 1.404 metri. Questo è il pedaggio da pagare per arrivare, da Luz Saint Saveur, negli Alti Pirenei, al Col du Tourmalet, il passo montano ciclistico più famoso del Sud della Francia: mitico quanto il Mont Ventoux, tappa fissa o quasi del Tour de France. La prima corsa ciclistica risale al 18 agosto 1902, un certo Concours de bicyclette de tourisme organizzato dal Touring Club de France. Il Tour de France ci passa per la prima volta nel 1910, nella tappa Bayonne – Luchon. All’arrivo, il vincitore Octave Lapize definisce, con un fil di fiato, “assassini” gli organizzatori che lo avevano inserito nel percorso. Scandito ad…

Alta Langa in bicicletta, sognando uova e tartufo

Corrono voci che ai ristori degli eventi ciclistici del Bike Festival della Nocciola, in programma tra il 24 e il 26 agosto nell’Alta Langa, potrebbero esserci uova al tegamino con sfoglie di tartufo nero. Queste voci le ho ascoltate tra un piatto di tajarin e una panna cotta, a cena, dopo aver pedalato, sotto il sole d’agosto, da Bossolasco a Camerana. Che abbia sognato o bevuto, queste voci mi hanno accompagnato alla scoperta dell’Alta Langa in bicicletta: la meno conosciuta, legata alla storia della nocciola Tonda Gentile che cresce felice tra i paesi di Cravanzana, Cortemilia e Feisoglio, su colline tra i 750 e gli 896 metri troppo alte per consentire la coltivazione della vite. Questa è una Langa di…

Grandi salite in bicicletta: libri, siti, curiosità e un certo Mont Ventoux

Le salite stanno alla bicicletta come i “munros” stanno al trekking delle Highlands: si programmano con cura, si spuntano una ad una dalla lista del ciclista, si mettono in saccoccia, si fissano nei neuroni della memoria e su Instagram. Proprio come si fa in Scozia con le 282 montagne che superano i 914 metri (3000 piedi) catalogate nel 1891 da Sir High Munro, primo presidente dello Scottish Mountaneering Club da cui viene il termine munro-bagging. I ciclisti invece quante salite ambirebbero a mettere nel sacco ogni anno? L’uscita del libro Epic Cycle Tours del giornalista sportivo Enrico Aiello che snocciola, con dati e descrizioni, le più grandi salite ciclistiche d’Italia, di Francia e del Belgio, mi porta raccogliere qualche curiosità sulle…

In bici nel Parco delle Foreste Casentinesi: pedalando con i lupi

Gli eremiti dell’Appennino tosco-romagnolo, oggi il luogo perfetto per un weekend in bicicletta, avevano grandissima cura degli abeti e dei faggi. Doveva esserci profonda sintonia tra ricerca spirituale, regola della comunità monastica e manutenzione della foresta. In questi boschi di crinale, ora Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi dove gli ex voto di epoca etrusca venivano offerti al culto delle acque, l’ambiente cambia repentinamente, come se avesse la qualità dei sogni e delle favole. In bicicletta, basta un poggio o un’altura, per scorgere, a ovest, le faggete e abetine più antiche d’Italia; a est, sul versante romagnolo, dirupi e calanchi. La luce filtra a tratti tra i faggi oltre i 1400 metri prostrati come in preghiera sulle creste più battute dal vento. Il sole…

Parco Nazionale del Gran Paradiso: in bici sul Nivolet, tra le nuvole

Del Parco Nazionale del Gran Paradiso è la più ambita salita ciclistica. Ma pur avendo natura di “oggetto del desiderio”, il Giro d’Italia non ci è mai passato. Il Tour de France, corteggiato più volte, nemmeno. D’estate, nelle domeniche di luglio e agosto, la salita al colle del Nivolet, nel versante piemontese del parco, è aperta a tutti, campioni e non, facilitata dalla chiusura al traffico motorizzato. L’iniziativa ha il bel nome di A Piedi tra le Nuvole. Dalle 9 alle 18, moto e macchine vengono fermate all’altezza della sbarra che costeggia il lago Serrù, appena dopo il Ristorante La Baracca. Gli ultimi 6 km della strada per il Nivolet, l’asfalto non mal tenuto considerato il fatto che qui c’è neve…

Dolomiti: le 10 cose che ho scoperto dopo la prima Maratona dles Dolomites

Nelle Dolomiti, in bici da corsa, ho pedalato parecchio quest’estate. Gli appuntamenti erano con il Dolomites Bike Day, il Sellaronda Bike Day quest’anno bagnato dalla pioggia, e con la temutissima Maratona delle Dolomiti o dles Dolomites. La mia prima volta in tutti i casi. Il mio battesimo nel silenzio della chiusura dei passi alpini di cui ho anche scritto qui dopo aver intervistato, con grande emozione, un vecchio cartografo di Bressanone. Ecco le 10 cose che ho scoperto mentre la mia border collie Laya mi aspettava, speranzosa di una passeggiata tra le amiche mucche, in camera. 1. Maratona delle Dolomiti: il respiro è il rumore più forte Ci sono i suonatori di campanacci su un rettilineo verso il Passo Sella, i…

Piccola storia del colore della maglia rosa

Nessun colore è per sempre. E nessuna vibrazione cromatica è eternamente maschile o femminile. Vedi il rosa della Maglia del Giro d’Italia, tra i più iconici che ci siano. Per cominciare, non si sa bene quale colore sia: il suo codice, nell’anno del Centenario, è il Pantone 190 C. Ma solo in questa edizione. Strano a dirsi, il rosa della maglia simbolo del ciclismo italiano non è mai stato codificato e non è sempre uguale. Basta fare un salto al Museo del Ghisallo, conquistati quei 7 km di salita ardita da Bellagio, sul Lago di Como, per osservare, appese a stendini di legno, maglie color pesca, salmone, cipria, polvere, fenicottero, fucsia, bubble gum, rosa antico, macaron, corallo e rosa nudo.…

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