ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali

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Cosa serve al cicloturismo? Piste ciclabili o strade secondarie a bassa percorrenza?

Ho letto un post su Facebook, qualche tempo fa, in cui l’autore, l’amico Simone Scalas, guida cicloturistica di grande esperienza, fondatore di Mediterras e Sardinia Grand Tour, si interrogava su: cosa serve al cicloturismo? Ripropongo qui alcune delle sue risposte per introdurre un tema a me caro quanto provocatorio: la relazione pericolose tra piste ciclabili e cicloturismo. Il post iniziava così: Servono le piste ciclabili per sviluppare il cicloturismo? “Anche. Le piste ciclabili servono prima di tutto alla mobilità urbana e nelle grandi aree metropolitane. Permettono ai cicloturisti di arrivare o partire direttamente dalla città. Le destinazioni con piste ciclabili largamente utilizzate anche per il cicloturismo, il Danubio, l’Elba, la Loira e gran parte dei Paesi Bassi, hanno la caratteristica principale…

Le parole utili a chi viaggia in bici sfuggite alla legge sulla mobilità ciclistica

Con il 2018, noi donne della bicicletta, ma anche gli uomini, abbiamo ottenuto una tassa sul “sudore” voluta dalla Federazione Ciclistica, fondi per la costruzione di piste ciclabili e un Piano per la mobilità ciclistica arrivato a metà dicembre con i panettoni. Con queste carte sul tavolo, avendo più volte riflettuto sulla relazione, ebbene sì, pericolosa o quanto meno equivocabile tra cicloturismo e piste ciclabili, mi sono chiesta: cosa serve allo sviluppo del cicloturismo in Italia, termine sonoramente ignorato da Piano Strategico Turistico Nazionale? Comincio dalle parole della bicicletta, utili a chi viaggia in bici. Le parole della bicicletta sono appropriate? La legge quadro sullo Sviluppo della mobilità in bicicletta e realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica approvata al…

Bike hotel: una guida di prossima uscita raggruppa gli alberghi amici della bici

Che cos’è un bike hotel? E, soprattutto, dove si trovano e come si prenotano? Mi è spesso capitato, in viaggio, di imbattermi in alberghi sedicenti amici della bicicletta. Alla mia richiesta di visionare il deposito delle bici riservato agli ospiti, la chiave del garage – guarda caso – era sempre altrove. Mi è capitato di dormire in hotel che mi impedivano di riporre la bici in camera. Di trovare Albergabici, come quello di Montalbano di Fasano, in Puglia, – una vecchia casa cantoniera recuperata con una notevole somma di denaro pubblico – che, aperto già da un anno, non aveva ancora ospitato un cicloturista. Per ignoti motivi, forse la mancanza di abitabilità, oscillava tra la fisionomia del centro visitatori del…

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