ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali, premio Giornalista Amica della Bicicletta Fiab 2018

cicloturismo

16 Posts Torna alla Home

Jazz in Marciac: a qualcuno piace francese

Tra lo scettico e l’incredulo, sulla strada per il Festival di Tango di Tarbes, nei Pirenei, nell’estate 2018, messa da parte per qualche giorno la bici, sono capitata a Marciac, un piccolo “village” di 1350 abitanti, nel Gers, case a graticcio e scuri color pastello, in un mare ondulato di campi di mais. Marciac è la sede da 41 anni di un festival di jazz che celebra le sue contaminazioni. La storia racconta che fu un certo Jean-Louis Guilhaumon, preside della scuola media del paese, a chiedersi cosa ci si poteva inventare per ravvivare l’estate modellata dal mais, dalle travi di legno e l’Armagnac. Era il 1976. Dopo i Beatles, prima di Michael Jackson, quando nacquero gli U2, Hotel California degli Eagles…

Treno + bici. In Friuli si parte sul trenino storico: direzione Far East

Un’insolita formula Treno + Bici: dove viaggiavano lettere e cartoline, ora viaggiano le biciclette. È stato inaugurato il 21 luglio 2018 il trenino storico della Pedemontana, in Friuli Venezia Giulia, che corre da Sacile a Gemona, al cospetto delle Dolomiti Friuliane. Di primo acchito, il vagone postale appare alto rispetto al marciapiede del binario. Ci sono comunque gli addetti delle FS a far compiere quel piccolo salto alle bici, appoggiate dove un tempo si affastellavano, nei sacchi, le lettere. Come gli altri ciclisti, mi sono accomodata in uno dei vecchi vagoni. Le panche di legno, apparentemente dure e crude, non erano nemmeno scomode; l’aria entrava fresca dai finestrini e le cappelliere in legno, sopra la testa, impartivano al viaggio un…

Croazia in bicicletta: alla scoperta di Hvar, l’isola dove si pedala tra mare e lavanda

Le “ragazze” in bicicletta come me che hanno conosciuto il vinile sanno che il lato B era il meno importante dei vecchi dischi a 45 giri, il bonus per chi comprava il disco per il suo lato A, la canzone hit. Tornare a Hvar, l’isola più lunga e assolata dell’Adriatico orientale, è stato un po’ come tornare a quegli anni. La ricordavo bella ma, scoperta dal suo lato B, la sconosciuta costa meridionale, mia prima meta della Croazia in bicicletta, è stata una piacevolissima sorpresa. Che qui vi racconto. Hvar è l’isola record dell’Adriatico orientale: gode di ben 2.700 ore di sole l’anno, una media di 7,39 ore al giorno. Il che ne fa una meta ciclistica eccezionale anche fino…

Il successo dei bike hotel della Romagna svelati dalle bike manager in “rosa”

Che cos’è una bike manager? “E’ la persona che, in un bike hotel, ha la responsabilità della qualità della vacanza del ciclo-ospite: dall’arrivo alla consegna della bici a noleggio fino al momento più delicato, quello dell’individuazione dei percorsi in bici”. A parlarmi, in una giornata di primavera rinfrescata da una leggera brezza adriatica, è Mariagrazia Nicoletti, vice-presidente del consorzio di bike hotel dell’Emiia Romagna Terrabici, proprietaria e bike manager dell’Hotel Gambrinus di Riccione. Una cittadina da 20 anni meta di un successo cicloturistico cui ha contribuito un fortunato mix di elementi. “Abbiamo cominciato nel ’98: eravamo un gruppo di albergatori-imprenditori di nuova generazione, desiderosi di abbracciare un progetto comune. In quell’anno, Marco Pantani (di Cesenatico) avrebbe vinto il Giro d’Italia…

La locanda in Franciacorta dove passa il Giro d’Italia 2018

All’ultimo piano, dove il tetto diventa a mansarda, si trova la Cabriolet Suite, con il suo balcone affacciato sulle piste ciclabili del Lago d’Iseo. Basta premere un bottone perché il soffitto si apra. Basta rimanere a letto per incantarsi ad osservare le stelle. Accade all’Albereta, “locanda” in Franciacorta della famiglia Moretti, nel territorio di Erbusco. Sulla sommità di una collina alberata, cinta da vigneti, l’Albereta era una villetta eclettica con torretta e facciata di mattoni. Adesso è un resort della remise en forme da cui si potrebbe anche non uscire, vista l’armonia con cui si mescolano arredi classici, accenti contemporanei e un grande camino all’entrata diventato, con i fiori sempre freschi, compagno di letture. Il metodo Chenot Ai piani bassi, con…

Nasce il progetto Terra Eroica: la Toscana delimitata dai percorsi permanenti delle due Eroiche

Li ho studiati tante volte i percorsi dell’Eroica: quello a forma di grappolo d’uva dei 46 km, il tracciato dei 75 che si allunga, come formando un tagliere, verso Panzano; il profilo delle labbra che si sporgono in un bacio nei 135 km; la sagoma di un felino intento a scattare nella parte bassa dei 205 km. Ho anche, chilometro per chilometro, rilevato la percentuale di strade bianche per ogni tracciato. Ma non avrei immaginato che potessero un giorno tutti raccordarsi e, come nel pezzo degli U2, diventare Uno: diventare il confine valicabile di una Terra a vocazione cicloturistica, la Terra Eroica, culla e trampolino dell’inattacabile sistema di valori su cui poggia l’Eroica di Gaiole in Chianti (di cui ho scritto qui).…

Tutti i numeri della bicicletta: dati e cifre all’indomani del rapporto di Confartigianato

L’incontro, nella biblioteca della Triennale, il 22 marzo, a Milano, sull’Economia della Bicicletta promosso da Confartigianato e Banca Ifis, che mi ha visto, con l’amico Paolo Manfredi, moderatrice degli interventi, mi fornisce il pretesto per fare un po’ d’ordine tra la mole di dati, spesso incongruenti, che arrivano da più parti del mondo bici. Li condivido volentieri: possono servire a tutti noi che scriviamo di bicicletta. Senza commenti, ma con una citazione calzante, attribuita a fonti incerte: Confidiamo in Dio. Tutti gli altri devono produrre dati In God we trust, everyone else must bring data Bici vendute in Europa In Europa si vendono circa 20 milioni di biciclette, di cui 12.666 milioni prodotte nel Vecchio Continente da un comparto che…

Cosa serve al cicloturismo? Piste ciclabili o strade secondarie a bassa percorrenza?

Ho letto un post su Facebook in cui l’amico Simone Scalas, guida cicloturistica e fondatore di Mediterras, si interrogava su: cosa serve al cicloturismo? Ripropongo alcune delle sue risposte per introdurre un tema a me caro quanto provocatorio: la relazione pericolose tra piste ciclabili e cicloturismo. Il post iniziava così: Servono le piste ciclabili per sviluppare il cicloturismo? “Anche. Le piste ciclabili servono prima di tutto alla mobilità urbana e nelle grandi aree metropolitane. Permettono ai cicloturisti di arrivare o partire direttamente dalla città. Le destinazioni con piste ciclabili largamente utilizzate anche per il cicloturismo, il Danubio, l’Elba, la Loira e gran parte dei Paesi Bassi, hanno la caratteristica principale di essere pianeggianti. Di conseguenza, attraggono un segmento specifico del cicloturismo:…

Le parole utili a chi viaggia in bici sfuggite alla legge sulla mobilità ciclistica

Con il 2018, noi donne della bicicletta, ma anche gli uomini, abbiamo ottenuto una tassa sul “sudore” voluta dalla Federazione Ciclistica, fondi per la costruzione di piste ciclabili e un Piano per la mobilità ciclistica arrivato a metà dicembre con i panettoni. Con queste carte sul tavolo, avendo più volte riflettuto sulla relazione, ebbene sì, pericolosa o quanto meno equivocabile tra cicloturismo e piste ciclabili, mi sono chiesta: cosa serve allo sviluppo del cicloturismo in Italia, termine sonoramente ignorato da Piano Strategico Turistico Nazionale? Comincio dalle parole della bicicletta, utili a chi viaggia in bici. Le parole della bicicletta sono appropriate? La legge quadro sullo Sviluppo della mobilità in bicicletta e realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica approvata al…

Langhe in bicicletta: borghi, colli e bike hotel che profumano di vino

Che profumo si vorrebbe sentire viaggiando nelle Langhe in bicicletta? Erba, castagne, legna o rose secche? L’odore di un weekend d’autunno in bici è di vinaccia, mosto, nocciole e tartufo. Ma non da sempre. Un tempo era l’odore della riva incolta, scriveva Pavese in La luna e i falò: mele marce, erba secca e rosmarino. Nelle Langhe è una faccenda di odori, ma anche di colori e geometrie. Di colline sospese su un vassoio di nebbie. Di trapezi, losanghe e triangoli di vigne: un reticolo irregolare che riveste creste, bricchi e dorsali come una coperta di patchwork. Coloratissima fino a qualche giorno fa. Adesso asservita alla legge della caducità delle foglie. L’eterno dubbio tra noccioleto e vigneto – rende più l’uno o…

In bici nel Parco delle Foreste Casentinesi: pedalando con i lupi

Gli eremiti dell’Appennino tosco-romagnolo, oggi il luogo perfetto per un weekend in bicicletta, avevano grandissima cura degli abeti e dei faggi. Doveva esserci profonda sintonia tra ricerca spirituale, regola della comunità monastica e manutenzione della foresta. In questi boschi di crinale, ora Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi dove gli ex voto di epoca etrusca venivano offerti al culto delle acque, l’ambiente cambia repentinamente, come se avesse la qualità dei sogni e delle favole. In bicicletta, basta un poggio o un’altura, per scorgere, a ovest, le faggete e abetine più antiche d’Italia; a est, sul versante romagnolo, dirupi e calanchi. La luce filtra a tratti tra i faggi oltre i 1400 metri prostrati come in preghiera sulle creste più battute dal vento. Il sole…

Donne e bicicletta: Susanna Allegri e il suo van da 9 biciclette

Alla ricerca di belle storie di donne in bicicletta, mi sono imbattuta nella gioviale Susanna Allegri. Bolognese, residente a Lovere, Susanna lavora come guida cicloturistica per lo più in mtb ed effettua servizi di trasferimento di biciclette con un van super accessoriato e organizzato che può trasportare fino a 9 biciclette alla volta. Un pulmino di cui non ha alcuna intenzione di svelare i segreti “logistici”! Donna della bicicletta da sempre, sposata, 2 figli, trasferitasi nel bresciano a seguito del padre medico, impegnata nello studio di commercialista del marito, nel 2014 Susanna compie un viaggio in bicicletta dalla Bulgaria al Monte Athos, in autosufficienza, in compagnia di una guida alpina valtellinese. Un viaggio-scoperta che le fa mollare gli ormeggi e…

La rinascita dopo il terremoto: riapre la ciclabile Spoleto Norcia

Un timido segnale di ripresa nell’Italia cicloturistica colpita dal terremoto del 2016 arriva dalla Bassa Valnerina, in Umbria. Lo scorso 30 agosto è stata riaperta la pista ciclabile Spoleto Norcia, l’ex ferrovia convertita in greenway o via verde. Una riapertura sancita da un grande evento in mtb, organizzato dal MTB Club di Spoleto e il consorzio pubblico-privato Umbria & Bike, che ha visto radunarsi alla partenza della ciclabile, il primo weekend di settembre, 1900 partecipanti. Nata, come è accaduto per altre vie verdi, dalla riconversione della ferrovia a scartamento ridotto che che dagli anni ’20 fino al ’68 ha raccordato Spoleto a Norcia, per trasportare sciatori e legname, la pista ciclabile ripercorre un vecchio selciato preromano e parte dalla stazioncina…

Bike hotel: una guida di prossima uscita raggruppa gli alberghi amici della bici

Che cos’è un bike hotel? E, soprattutto, dove si trovano e come si prenotano? Mi è spesso capitato, in viaggio, di imbattermi in alberghi sedicenti amici della bicicletta. Alla mia richiesta di visionare il deposito delle bici riservato agli ospiti, la chiave del garage – guarda caso – era sempre altrove. Mi è capitato di dormire in hotel che impedivano di riporre la bici in camera. Di trovare Albergabici, come quello di Montalbano di Fasano, in Puglia, – una vecchia casa cantoniera recuperata con una notevole somma di denaro pubblico – che, aperto già da un anno, non aveva ancora ospitato un cicloturista. Per ignoti motivi, forse la mancanza di abitabilità, oscillava tra la fisionomia del centro visitatori del Parco…

Il cicloturismo ignorato dalla strategia del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo

Il Piano Strategico per il Turismo 2017-2022 del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo cita una sola volta in 108 pagine il termine “cicloturismo”. Mi sono presa la briga di leggerlo tutto. La metodologia del piano sviscera i seguenti numeri: 28 tavoli di lavoro, 400 partecipanti ai tavoli, 200 rappresentanti di Istituzioni, 150 giornalisti e svariate sessioni del Comitato permanente. E il termine cicloturismo, risultato di questi numeri, citato una sola volta. Mi chiedo, e chiedo a tutti gli amici della Bicicletta: dove stiamo sbagliando? Perché non riusciamo, con tutto l’ardore che si sprigiona per il Giro d’Italia, i forum sulla Economia della Bici e le maglie rosa, a diventare un paese amico della bicicletta? La risposta mi arriva…

Un nuovo anello ciclabile tra i rododendri, sulla strada Panoramica Zegna

Una strada panoramica da fare in bici, con molta storia. Tra il Sentiero del Lupo e la Conca dei Rododendri, il Giro della Civetta e la Strada delle More, all’ombra del non lontano Monte Rosa, nel Biellese, in Piemonte, scorre la Panoramica Zegna. La più alta della zona, molto battuta dai ciclisti della zona, la strada era stata progettata negli anni 1930 da Ermenegildo Zegna come un testamento spirituale: nella visione illuminata dell’imprenditore doveva essere l’anello di congiunzione tra il mondo alpino e quello laniero. Ritagliata tra betulle, conifere e faggete, alpeggi e rifugi di pastori, a 1000-1500 metri, all’altezza dei valichi tra Monte Rubello, Cima della Ragna, Monte Moncerchio e il Monticchio, la Panoramica fu costruita all’insegna del sacro e…

Navigate