ladra di biciclette

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Parco Nazionale del Gran Paradiso: in bici sul Nivolet, tra le nuvole

Del Parco Nazionale del Gran Paradiso è la più ambita salita ciclistica. Ma pur avendo natura di “oggetto del desiderio”, il Giro d’Italia non ci è mai passato. Il Tour de France, corteggiato più volte, nemmeno. D’estate, nelle domeniche di luglio e agosto, la salita al colle del Nivolet, nel versante piemontese del parco, è aperta a tutti, campioni e non, facilitata dalla chiusura al traffico motorizzato. L’iniziativa ha il bel nome di A Piedi tra le Nuvole. Dalle 9 alle 18, moto e macchine vengono fermate all’altezza della sbarra che costeggia il lago Serrù, appena dopo il Ristorante La Baracca. Gli ultimi 6 km della strada per il Nivolet, l’asfalto non mal tenuto considerato il fatto che qui c’è neve…

La Granfondo della Capitale lancia la sua prima volata e maglia al femminile

Alla trascorsa edizione della Granfondo di Roma hanno partecipato 396 donne: 266 alla vera e propria Granfondo, 130 alla pedalata cicloturistica In bici ai Castelli. Il presidente Gianluca Santilli, anche promotore con la Fondazione Masi di un Osservatorio sulla Bikeconomy, è fiducioso che il numero, quest’anno, il prossimo 8 ottobre, possa crescere. Alle cicliste, come è accaduto dall’anno scorso alla Maratona dles Dolomites, è dedicata una speciale maglia grigio-prugna-bianca, profilata di rosa, fabbricata da Sportful. Una maglia che esprime, nella stampa, due concetti di non poco valore: la Granfondo di Roma, socio fondatore dei World Association of Cycling Events cui fanno anche parte la Ride London, l’Etape du Tour de France e la Five Boro di New York, sostiene l’Associazione Italiana…

Un nuovo anello ciclabile tra i rododendri, sulla strada Panoramica Zegna

Una strada panoramica con molta storia. Tra il Sentiero del Lupo e la Conca dei Rododendri, il Giro della Civetta e la Strada delle More, all’ombra del non lontano Monte Rosa, nel Biellese, scorre la Panoramica Zegna. La più alta della zona, la strada era stata progettata negli anni 1930 da Ermenegildo Zegna come un testamento spirituale: nella visione illuminata dell’imprenditore doveva essere l’anello di congiunzione tra il mondo alpino e quello laniero. Ritagliata tra betulle, conifere e faggete, alpeggi e rifugi di pastori, a 1000-1500 metri, all’altezza dei valichi tra Monte Rubello, Cima della Ragna, Monte Moncerchio e il Monticchio, la Panoramica fu costruita all’insegna del sacro e del profano: dalle montagne di Trivero, a Levante, doveva puntare a…

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