ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali

Tacchi alti: si possono mettere in bici e pedalare sicuri?

Avendo ballato per anni il tango con tacchi alti con cui non avrei saputo prima nemmeno camminare, mi sono chiesta, di recente, se sarei riuscita a pedalare con i tacchi. Sorpresi? Sul significato, uso e funzione delle scarpette con i tacchi alti, da Cenerentola in poi, noi donne ci interroghiamo da sempre. Dal germanico Skarpa o tasca di pelle, nella simbologia archetipica delle fiabe la scarpa simboleggia lo spostamento, l’appartenenza, la perfetta compenetrazione tra organo maschile e femminile. I primi antenati dei tacchi fecero la loro comparsa a Venezia, nel XVI secolo, sotto forma di chopine, curiosi zatteroni di legno o di sughero rivestiti in cuoio, trine e tessuto, che dovevano limitare i movimenti delle donne o consentire loro il passaggio in acqua alta, per non inzuppare l’orlo delle vesti.

I tacchi alti in bicicletta: un’eresia?

In bici o meno, l’ossessione per i tacchi alti continua. Date un’occhiata qui al video della mostra Killer Heels, già al Brooklyn Museum di New York, poi a Pittsburgh e a Manchester, sui temi del magnetismo esercitato su chi indossa i tacchi, il feticismo, i legami con l’identità, l’architettura e l’immaginazione. E’ indubbio che sentirsi lassù fa sentire più seducenti e spinge a osare sempre di più. La buona notizia, visto che mi chiedo se si può agilmente pedalare con i tacchi alti, è che, nell’andirivieni tra sneakers più o meno chic e trampoli, pare che il tacco “medio” si sia attestato intorno ai 6 cm. Un’ottima notizia, dato che mi ero abituata, nel tango, a ballare con il tacco 8.

tacchi alti in bici

Una scatola di pedali magici

La risposta alla mia futile quanto femminilissima domanda giunge qualche giorno fa sotto forma di kit: una scatola con due strani pedali chiamati Freection, l’anima di alluminio e il rivestimento di gomma, che mi arriva, con richiesta di prova, dalla Distahl di Mandello del Lario che ha appena avviato su Kickstarter una campagna di crowdfunding finalizzata a raccogliere 25.000 euro per avviare la produzione del primo lotto. Le istruzioni nel pacco, di primo acchito, mi lasciano un po’ confusa:

  • Puntare il perno del pedale destro nella pedivella destra e ruotare nel corretto senso di avvitamento, da sinistra verso destra. Inizialmente meglio procedere a mano per poi terminare con la chiave del 15 per il serraggio totale.
  • Puntare il perno del pedale sinistro alla pedivella sinistra, ricordandosi, in questo caso, che il senso di avvitamento è contrario al normale, da destra verso sinistra, e procedere nella stessa modalità.
  • La chiusura con la chiave inglese del 15 non va fatta con estrema forza in quanto i pedali, ruotando con il movimento della pedalata, tendono a serrarsi automaticamente. Operazioni, aggiungo di mio, che presuppongono lo svitamento dei pedali ovviamente già presenti sulla mia bicicletta.

Leggo anche per gli utenti avanzati (discesa, enduro e all mountain) c’è la sorpresa più importante: se si pedala con la scarpa agganciata al pedale, con i pedali di gomma Freection è la scarpa a essere dotata di pin, previsti nel kit di vendita, da inserire nella suola, per poi innestarsi con una semplice pressione sulla copertura di vibram. L’aggancio, in sostanza, passa dal pedale alla scarpa, facilitando, almeno in teoria lo sgancio.

tacchi alti in bici pedali

Sotto il ghiacciaio, a 1883 metri, il test

Sul Passo del Tonale, dove sono andata per i Bike Days del 7-9 luglio, mi viene in aiuto Luca Cassiani, volenteroso e gentilissimo ciclo-mago che, con il marchio pontetonale.bike, gestisce la bike house del Grand Hotel Miramonti: noleggio di bici elettriche, assistenza, vendita di accessori e dispensa di buoni consigli sui percorsi. Sul Tonale ero arrivata con la mia bici vintage e nel trolley un paio di scarpe Chie Mihara con il tacco 9, alte e comode, con la suola di cuoio consumata: scarpe fashion fatte ad Alicante da una designer nata in Brasile da padre giapponese. Luca, gli ho chiesto, mi devi aiutare a fare questa operazione di svitamento e avvitamento. Non c’è molto spazio per manovrare con la chiave inglese: la membrana di vibram che riveste, come un guanto a manopola, il pedale sborda un po’ sul dado e non facilita l’operazione.

tacchi alti in bici ghiacciaio presenaUna meta da scoprire

Ma in pochi minuti eccomi qui, sulla strada che attraversa il Tonale, un luogo che mi ricorda un po’ la Route 66, un avamposto dove dal nulla, tra fitti boschi, il Ghiacciaio Presena e l’Adamello, è sorto uno dei paradisi della bicicletta. Una meta active perfetta: 22 km di pista ciclabile su asfalto ma con pendenza impegnativa da Ponte di Legno a Edolo lungo il fiume Oglio di cui vi riparlerò a breve, 500 km di tracciati per la mountain bike, il nuovo Bike Park per enduro e downhill, i percorsi su strada delle grandi salite del Gavia e del Mortirolo.

L’abbronzatura da ciclista non aiuta

Eccomi pedalare con i tacchi spagnoli, su una bici fabbricata in Veneto nel ’75, al cospetto di un ghiacciaio perenne, ma non permanente, rivestito da una specie di copertina di Linus, i teli geotessili che ne impediscono lo scongelamento. Beh, si può fare. La suola delle scarpe aderiva bene al rivestimento di vibram dei pedali. I sandali con i tacchi mettevano purtroppo ben in evidenza la famigerata striscia dell’abbronzatura da ciclista, data dalla corretta ma poco estetica abitudine a pedalare con i calzini. Pedalavo sicura in piano. Ma tutt’altro che chic.

Perché questa forma?

I pedali con la gomma che ho provato hanno un unico neo: in salita e discesa non mi facevano sentire a mio agio. Hanno infatti una forma leggermente convessa. L’appoggio dell’avampiede è limitato alla sua parte centrale, non ben radicato su tutto il pedale che ha normalmente una forma più piatta. Perché questa curva? Non bastano le proprie con cui dover convivere? Le nostre città sono forse tutte prevalentemente costruite in pianura?

Mariateresa Montaruli con Laya sul Passo del Tonale

Seguendo l’istinto…

In attesa di risposte ho chiesto a Luca di rimettermi i vecchi pedali. Ho indossato scarpe da montagna, questa volta made in Germany, e sono salita, in cabinovia, a 2.700 metri alla Capanna Presena, un vecchi rifugio restaurato con un look contemporaneo, tutto vetri, terrazza panoramica, Spa e interni di grande gusto. Un buon indirizzo da portare con sé. Più in alto, a 3000 metri di quota, luccicava, collegato da un altro troncone di funivia, il Ghiacciaio Presena. Laya, la mia border collie, si è avviata curiosa verso il laghetto alpino ed è entrata nell’acqua in modo circospetto, cauto e curioso allo stesso tempo, seguendo l’istinto, rimanendo dove “toccava”. Ecco, ho pensato, è così che bisogna fare: pedalare con o senza tacchi, curiosi di sperimentare, ma cauti quando serve. Seguendo l’istinto. Nelle nostre città, di pianura o meno, si cade. E talvolta, non ci si rialza più.

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