ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali, premio Giornalista Amica della Bicicletta Fiab 2018

90 grammi di femminilità: piccola storia della gonna in bicicletta

Si può andare in bicicletta con la gonna? Come evitare l’effetto mongolfiera dell’abito bianco di Marilyn Monroe sollevato in aria nella famosa scena di Quando la moglie è in vacanza? Esistono le gonne da bicicletta? Di che gonna sei quando vai in bicicletta? La Fancy Women Ride in programma il 23 settembre 2018 pomeriggio per Milano Bike City, farà uscire, ci scommetto, molte gonne curiose e di diversa lunghezza dai più segreti armadi.

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Le 12 cose che ho imparato su gonna e bicicletta

  1. Mi racconta la storica del costume Alessandra Lepri che fu la femminista francese Hubertine Auclert, alla fine del 1800, fondando la Lega per le gonne corte, a far diventare la gonna un forte simbolo di praticità e rivendicazione.
  2. Nel corso del ’900, la gonna, simbolo di libertà, si accorcia vertiginosamente. Ai Giochi Olimpici di Anversa, nel 1920, fu la tennista francese Susanne Lenglen a indossare una gonna che audacemente arrivava fino al ginocchio, seguita dalla pattinatrice norvegese Sonja Enie alle Olimpiadi invernali del ’28 a Sankt Moritz. Nel 1963, fu l’eclettica stilista Mary Quant ad accorciarne gli orli nel suo scantinato-atelier di King’s Road a Londra, per dare alle donne praticità e ampiezza di movimenti. Della mini-skirt e della competizione con la mini-jupe proposta dal francese André Courrège, la stilista dirà: “non sono stata io o Courrège a inventarla, ma la strada”.
  3. La Storia racconta che le donne, cominciarono a salire in sella quando fu inventata la catena a trazione posteriore che riduceva l’ampiezza delle ruote, prima inarrivabili, e quando i bloomer, i pantaloni a sbuffo larghi sui fianchi e stretti al polpaccio, soppiantarono gonnellone e corsetti. Lo racconto anche in questo articolo sulla Storia della bicicletta. Per le cicliste che persistevano con le gonne, si pensò di coprire la ruota posteriore con retine che impedivano al tessuto di impigliarsi nei raggi.
  4. La famosa scena dell’abito da cocktail color avorio disegnato nel 1955 per Marylin Monroe, che si solleva pericolosamente sulla grata della metropolitana, ci dice che per evitare l’effetto mongolfiera basta che il tessuto della gonna o dell’abito sia stretch e non troppo leggero. A meno che l’effetto non sia espressamente ricercato…
  5. Leggo su più di un blog americano che la lunghezza ideale della gonna da bicicletta da città si calcola così: divisa la lunghezza della coscia in tre parti, l’orlo della gonna dovrebbe ricadere nell’ultimo terzo più vicino al ginocchio. Una misura sufficientemente “protettiva” per avere le gambe libere e non esporre al vento le parti intime.
  6. Per evitare che il tessuto si impigli nei raggi, se la bici da città non ha la retina, basta prendere un elastico e una monetina e pinzare insieme, creando un piccolo occhiello, un lembo del tessuto di dietro con quello davanti, come è descritto nel simpatico video di Penny in Yo’ Pants.
  7. Le gonne in bicicletta adesso si portano con mutandine tecniche con il fondello (di cui ho ampiamente scritto qui) come quelle prodotte dalla SixS atte ad attutire lo sfregamento e la pressione della sella. O con le coulotte lunghe e colorate di Bikie Girls Bloomers.
  8. Con la bici da città, la minigonna è paradossalmente perfetta, perché, se svasata o a campana, il suo orlo non si impiglia con il becco della sella. Da portare, d’inverno, con i legging anche da danza o con calze calde e spesse. D’estate, come meglio si crede.
  9. La minigonna da bici, adatta anche alla bici da corsa o da turismo, è il capo di punta del brand unconventional Biciclista, artigianale e made in Italy, di cui sono soci fondatori Gianni Bernocchi e Stefano Spedini. Di lycra, nata più o meno 7 anni fa, la gonnella da bici aveva, nel primo modello, due zip laterali poi sostituite dagli spacchetti. Il capo nasce per abbinarsi alle maglie da ciclismo colorate e a effetto grafico dello stesso marchio: vista la maglia, puoi richiedere la gonna con lo stesso pattern.
  10. Nei curiosi corsi e ricorsi della Storia, il futuro della gonnella da bici è il vestitino. Biciclista ci sta pensando da tempo. A maggio del 2018, Gianni e Stefano presentano la nuova collezione stampata su lycra bianca, 4 motivi già disegnati, 3 in arrivo. Tra i motivi ci sono i cerchi, i pois e i papaveri. Ditemi se non è sempre meglio dirlo con i fiori…
  11. Pare che le ragazze comprino la prima minigonna a 16 anni e con il passare degli anni la indossino sempre più mini (un termine adottato dalla stilista Mary Quant perchè le piaceva la Mini Minor): da 46 cm a 32 cm, acquistata per lo più da 23enni.
  12. La studentessa canadese Rosea Posey ha pubblicato qualche tempo fa una foto su Tumblr che ha fatto il giro del mondo: una scala di aggettivi scritti con il pennarello, posizionati a varie altezza sulla gamba di una sua amica definiva il tipo di donna in base alla lunghezza della gonna. Tutto questo per ironizzare sul comune sentire, pregiudizi e retaggi. Bene è che ogni donna, in bicicletta o no, decida liberamente su quale lunghezza d’onda sintonizzarsi.
La foto di Rosea Posey sull’altezza della gonna

Cosa racconta una grande viaggiatrice in bici? Caterina Borgato scrive a Ladra di biciclette

Non uso le gonne. Mi piacciono molto i pantaloni. C’è un angolo dell’armadio dove, a un certo punto, spuntano gonne corte di lycra, a colori e fantasia. Quando vedo questa gioia appesa al tubo dell’armadio, è come sfogliare un album di fotografie in bianco e nero: inaspettatamente, ecco una foto, una sola, bellissima, a colori.

vocabolario delle gonne
Il vocabolario delle gonne

Tempo fa ho visto per caso The evolution of the skirt dell’australiano Harry Julius, una clip animata del 1916 che mostrava la graduale riduzione di dimensioni, sia in altezza, sia in larghezza, degli abiti femminili dal 1800 al ‘900. Incuriosita, mi sono messa a leggere quanto trovavo sulla storia della gonna, un indumento così antico e così comune, simbolo di una vera rivoluzione culturale. Sempre più corte, create da Coco Chanel, Christian Dior e Mary Quant, le gonne hanno scoperto le donne, non solo le gambe: ne hanno svelato la forza, il coraggio, la determinazione.

in bici con la gonna Ladra di biciclette
Caterina Borgato durante un Tuscany Trail. Foto Yari Ghidone

Io invece, andando in bicicletta, ho scoperto le gonne. Sì, le ho proprio scoperte. Dal mio caschetto non sono mai usciti trecce o code di cavallo. Ma il giorno in cui ho visto un prato di fiori colorati avvolgere i fianchi di una ciclista, mi sono innamorata. Da allora non ho mai smesso di portare la gonna in bicicletta, con i pantaloni con il fondello, d’inverno e d’estate.

La gonna in bicicletta è come il casco. Li indosso entrambi ogni volta che salgo in sella. Per andare a fare la spesa, per pedalare per un solo giorno o durante un viaggio in cui uso la bici come casa.

Le gonne che uso sono nate per pedalare: hanno due piccoli spacchi laterali e un elastico di silicone in vita. Le indosso con i legging o i fuseaux neri. La gonna di lycra pesa appena 90 grammi. Piegata, ha le dimensioni di un pacchetto di fazzoletti di carta, ideale anche per il backpacking. Ne ho sempre una di ricambio. Lavata, si asciuga rapidamente e non si stropiccia mai.

gonna in bici Ladra di biciclette di Mariateresa Montaruli
Caterina durante una prova del Veneto Gravel. Foto Marino Casarin

Queste gonne hanno pedalato con me (e camminato: uso la gonna anche per il nordic walking e per correre) tutti i chilometri che ho nelle gambe. Nelle salite sui passi di montagna, tra i boschi e gli argini dei fiumi. Sulla neve, la sabbia, la terra e la ghiaia.

Pedalo anche per scrivere. Scrivo per pedalare. La bicicletta mette in moto i miei pensieri e i miei sogni. Se la gonnellina potesse avere voce, racconterebbe di aver viaggiato con un delicato ciclone di parole.

andare in bicicletta con la gonna: pantaloncini da bici
Bloomer da bicicletta
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