ladra di biciclette

il bike blog di una giornalista a pedali

Una locanda di bambole sulla Ciclovia Alpe Adria

Le biciclette si ricoverano, per la notte, nelle antiche cantine romane. E la bevanda di fiori di sambuco, che disseterebbe ogni ciclista, è fatta secondo l’antica ricetta del “Tre”: 30 cappiolini di fiori, 3 litri d’acqua, 3 kg di zucchero, 3 limoni a fette sottili, 3 piccole prese di acido salicidico, da tenere in infusione per 3 giorni e 3 notti.

Il primo impatto con Casa Oberrichter, nel paesino rinascimentale di Malborghetto, nel tarvisiano, piccola deviazione dal tracciato della Ciclovia Alpe Adria che scende da Salisburgo a Grado ricongiungendo le Alpi all’Alto Adriatico, racconta già molto di questa incredibile locanda.

Del 1370, costruita su fondamenta romane e durante l’Impero Austroungarico sede del tribunale, Casa Oberrichter è una maison d’hotes di poche camere creata dall’artista-artigiana amante dei giocattoli Marina Giotti, con il marito falegname-bricoleur, un figlio illustratore e un altro che, con voce da tenore, ha talento sia per la cucina sia per la musica.

Nel nome della memoria, è stata ripulita e riportata come era alle origini, con il vecchio pavimento di larice e le volte in pietra. Poi decorata con giocattoli ed elementi da favola. Sin troppo carica e leziosa negli spazi comuni, la locanda è romantica e più minimale nelle camere in legno di abete e larice sbiancati con ricotta e biossido di zinco. Marina le ha arredate con letti a cassone, testiere dipinte, copriletti in patchwork e mobili decorati della Val Canale.

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