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La Ciclovia del Mincio da Peschiera a Mantova: un evergreen che piace

La Ciclovia del Mincio da Peschiera a Mantova è una delle prime piste ciclabili realizzate in Italia: 43,5 km quasi totalmente in sede propria lungo gli argini del fiume Mincio, emissario del Garda e affluente di sinistra del Po. Corteggiando nella prima parte il confine tra Veneto e Lombardia, attraversa un paesaggio sereno, rurale, boschivo e umido a tratti, proprio del Parco del Mincio, che non presenta dislivelli. Può essere percorsa da tutti e con qualsiasi bicicletta. Il suo unico neo, scoperto il 26 settembre in occasione dell’iniziativa 7×10 InBici On Tour inLombardia lanciata dalla Regione per promuovere il cicloturismo, è lo stato dell’asfalto: purtroppo mal tenuto e spaccato in alcuni tratti da radici.

Ciclovia del Mincio partenza
Lo sterrato di partenza della Ciclovia del Mincio

La Ciclovia del Mincio è parte dell’Eurovélo 7

Il tracciato è segnato come Ciclovia del Mincio Eurovélo 7, virtualmente parte di quella Ciclopista del Sole che da Capo Nord, in Norvegia, via Umea in Svezia, Copenhagen, Berlino, Dresda, Praga, Lienz, Salisburgo, dovrebbe giungere fino a Catania e La Valletta, a Malta. Per errore, talvolta compare l’indicazione Eurovélo 6 che ha tutt’altro tragitto dall’Atlantico al Mar Nero senza sfiorare l’Italia. Mantova, in compenso, è sempre ben indicata: non si può sbagliare. Solo l’entrata in città lascia qualche dubbio: al cospetto dei Laghi artificiali di Mezzo, Inferiore e Superiore che il Mincio crea, come in un abbraccio di acqua e ninfee, in prossimità della città, basta imboccare la passerella che conduce a Porta Mulina e seguire lo skyline delle cupole del centro storico. Il percorso da Peschiera a Mantova, come scrive l’amico Gino Cervi nel capitolo 1 del magazine In Bici in Lombardia che ho curato editorialmente, “ha un gentile compagno di viaggio: le acque del fiume Mincio che fuoriescono la Lago di Garda e si inoltrano pigre e sinuose ad accarezzare le prime colline moreniche, tra boschi, fontanili, torbiere e zone umide, per dirigersi poi in pianura verso il fiume Po”.

Ciclovia del Mincio faro di desenzano
Il Faro di Desenzano

Fossato e bastioni veneziani per la partenza

Si può arrivare in treno a Desenzano, piacevole cittadina con le viuzze storiche acciottolate, le case dipinte, il lungolago con il suo porticciolo, il Porto Vecchio, e il Faro, una vecchia lanterna a metà del molo. E raggiungere, costeggiando il Lago di Garda, la cittadina di Peschiera. La ciclovia parte dal fossato meridionale ai piedi degli imponenti bastioni veneziani, con un breve tratto ghiaioso, ma assolutamente scenografico. Su un viale ombreggiato da pioppi cipressini si incontra una centrale elettrica e lo sbarramento del Mincio, dove si passa sulla sinistra orografica del fiume. Il paesaggio ti avvolge placido e sereno fino alle torri di Valeggio, in compagnia delle ampie curve che forma il fiume.

ciclovia del Mincio borghetto
Borghetto sul Mincio

Il borgo incantato

In corrispondenza di una di queste anse, una piccola deviazione a ovest ci ha portati nel centro incantato di Borghetto, uno dei Borghi più Belli d’Italia, sorto intorno a vecchi mulini per la macina di riso e cereali e a un ponte di legno testimonianza del dominio scaligero. Dal Ponte-diga Visconteo fortificato, del 1393, si coglie una bella immagine d’insieme del borgo, gli edifici in cotto e ciottoli di fiume, in parte in restauro, pieno di locande e bed and breakfast, dove si fa tappa volentieri per un caffè. Dopo l’area verde della Centrale del Corno, prima di Pozzolo, il fiume ospita al suo interno un isolotto dove cresce la genziana di palude, la menta, l’orchidea acquatica. A Pozzolo si comincia a seguire l’argine del canale scaricatore Pozzolo – Maglio, poi quello del canale diversivo del Mincio. Il paesaggio si apre, diventa più rurale e meno boschivo, forse anche più monotono. La pedalata è ormai fluida e veloce. Dal bivio di Marmirolo, con un sottopasso, si può fare una piccola deviazione per il Parco Giardino Bertone con la sua ottocentesca villa padronale su cui volano le cicogne. Bello anche il Bosco Fontana, già territorio di caccia dei Gonzaga, con querce e carpini e un piccolo labirinto di corsi d’acqua.

ciclovia del mincio desenzano
Acciottolato nel centro di Desenzano

L’Oltrepò mantovano

Mantova è tappa cui dedicare senz’altro una buona sosta. L’uscita dalla città per proseguire lungo il Mincio fino al Po non è di ovvia comprensione: bisogna seguire l’argine sterrato a sudest del Lago Inferiore per poi imboccare la pista ciclabile asfaltata in località Andes di Virgilio fino a Bagnolo San Vito, poco prima della confluenza con il Po, dove un giorno si potrà prendere, sulla destra orografica del fiume, la VenTo, la Venezia Torino. Da Mantova, raggiungendo a sud Riva di Suzzara, nell’Oltrepò mantovano, si può già adesso pedalare sulla strada arginale sterrata e asfaltata, in alcuni tratti a uso promiscuo fino a Quatrelle, al confine con la provincia di Ferrara. Un paesaggio di pioppi, corti rurali, seminativi, piccoli insediamenti colonici, un’abbazia benedettina come la chiesa di Felonica, nascosta sotto l’argine. Ci dice che soltanto nel XVI secolo il Po assunse l’andamento attuale. La natura lo volle più meridionale, ma ha conosciuto ripetuti spostamenti verso nord.

ciclovia del Mincio Sirmione
Deviazione e sosta a Sirmione
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